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78 anni fa lo sbarco alleato a Termoli, fondamentale riportare alla luce il Dukw. Invitato l’ambasciatore britannico

Si commemora oggi l’arrivo delle truppe inglesi sulla spiaggia di Termoli, proprio dove pochi mesi fa è stato ritrovato il mezzo anfibio al centro delle operazioni della Marina militare in questi mesi. Dopo aver eliminato tutti gli esplosivi bisognerà recuperarlo e fra le idee c’è un museo in città. Intanto l’amministrazione comunale – tramite il consigliere Francesco Rinaldi – ha contattato l’ambasciata britannica a Roma

78 anni fa in queste ore le truppe alleate sbarcavano a Termoli per quella che sarebbe stata una delle battaglie decisive per la liberazione del nostro paese dall’occupazione nazifascista. Un anniversario per troppi anni dimenticato ma che quest’anno torna d’attualità dopo il ritrovamento di un mezzo anfibio, l’ormai noto Dukw utilizzato dalle truppe inglesi, nelle acque del mare termolese proprio di fronte alla cosiddetta spiaggia di Sant’Antonio.

Un ritrovamento, quello avvenuto lo scorso giugno, che ha riacceso i riflettori su quell’evento storico conosciuto anche come la Battaglia di Termoli. Il 3 ottobre 1943 i soldati inglesi comandati dal Generale Montgomery sbarcarono a Termoli cogliendo di sorpresa le truppe tedesche che erano dislocate in città e nei paesi limitrofi. Da lì scaturì una battaglia che portò nel giro di pochissimi giorni alla ritirata delle truppe della Wermacht.

Una pagina di storia dal valore incommensurabile che pone la città di Termoli al centro di una delle battaglie più importanti della strategia alleata per la risalita della nostra Penisola lungo le linee di difesa organizzate dai tedeschi della linea Volturno”. A rimarcare l’importanza di questo evento storico è intervenuto il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Francesco Rinaldi.

Francesco Rinaldi, Forza Italia

L’esponente di maggioranza riferisce di aver “effettuato numerose ricerche in archivi militari raccogliendo documenti desecretati degli archivi militari inglesi, americani e canadesi, in particolare sui giorni di battaglia tra inglesi e tedeschi nella città di Termoli e poi successivamente nell’entroterra molisano, ad esempio l’eccidio di Tavenna”.

Fra gli altri documenti, Rinaldi ha voluto condividere “un rapporto tedesco del 5 ottobre 1943 sulla battaglia di Termoli”. Ecco come recita: “Sfortunatamente per gli inglesi, iniziò una forte pioggia, che spazzò via il ponte di barche e rese impraticabili tutti i guadi. L’Alto Comando tedesco sotto Kesselring aveva portato la 16a Divisione Panzer subito dopo lo sbarco. Il 5 ottobre, due dei loro gruppi di combattimento lanciarono un decisivo contrattacco su Termoli. Allo stesso tempo, i pionieri della 78a Divisione britannica cercarono di ristabilire il collegamento tramite un nuovo Bailey Bridge”.

L’iniziativa del consigliere Rinaldi è poi proseguita nella redazione di una lettera – firmata dal sindaco Francesco Roberti – indirizzata all’ambasciatore britannico (Jill Morris, ndr) a Roma, “con l’intento di invitare l’alto rappresentate diplomatico nella nostra città – riferisce Rinaldi – per istituire, nella giornata del 3 ottobre, una celebrazione solenne a memoria dello sbarco alleato nella baia di Termoli”.

cartina battaglia termoli

Purtroppo per il momento è tutto rinviato ma l’iniziativa resta in piedi, nella speranza di poter iniziare nel 2022, magari con la pandemia alle spalle, celebrazioni in grande stile a Termoli per commemorare lo sbarco.

Decisivo potrebbe essere il recupero del relitto che proprio nelle prime ore di quel 3 ottobre 1943 finì inabissato nel mare di Termoli. Rinaldi si dice convinto che “potrebbero esserci altri due mezzi dello stesso tipo insabbiati davanti alla nostra costa. Questo emerge dai documenti che ho consultato”.

Al momento le operazioni di recupero del Dukw sono ancora da definire. Nel giro di un paio di settimane i sommozzatori artificieri della Marina Militare, coadiuvati dalla Capitaneria di porto di Termoli, dovrebbero recuperare,per poi farla brillare in mare, l’ultima parte del materiale esplosivo contenuto nel mezzo, dopo le prime due operazioni dello stesso tipo effettuate a inizio luglio e a fine settembre.

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L’attesa intanto cresce, anche nella speranza che il mezzo, come richiesto dal museo internazionale delle guerre mondiali di Rocchetta a Volturno, possa essere conservato proprio a Termoli e ammirato in un museo dedicato allo sbarco alleato.