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Solo 19 contagi in 7 giorni. Positivo meno di un tampone su 100, focolai scomparsi

I grossi focolai sono un lontano ricordo, i contagi sono sempre più radi. Lieve peggioramento rispetto alla settimana scorsa per quanto riguarda le ospedalizzazioni (in Rianimazione c'è stato anche un decesso) ma il trend parla di una malattia che da pandemia si sta avviando sulla strada per divenire una endemia con cui convivere

La pandemia sembra sempre più incamminata sulla strada per divenire una malattia endemica, meno ‘feroce’ di quel che abbiamo visto in passato. La convivenza col coronavirus Sars-Cov-2 ci sarà ancora e non sarà certo questione di settimane, ma il quadro sta decisamente mutando. Merito in particolare delle vaccinazioni, che in Italia hanno superato l’81% (ciclo completo, più dell’85% se si considera la sola prima dose). In questi giorni sono due i casi sotto i riflettori: l’Inghilterra e la Russia. Ebbene, nel primo Paese i vaccinati sono meno del 70%, ma nonostante il grande aumento di contagi degli ultimi tempi (negli ultimi giorni 40mila contagi al dì circa) i decessi e i ricoveri gravi non stanno seguendo la stessa curva. Discorso diverso in Russia, dove i morti sono ancora tanti (9 volte in più rispetto all’Inghilterra) e i vaccinati non arrivano al 30% della popolazione.

Fatta questa premessa, passiamo ai dati del Molise relativi alla settimana 11-17 ottobre. I nuovi contagi sono stati appena 19 (dopo i 32 della settimana scorsa si è tornati ai livelli di quella precedente, quando i casi erano stati 20) con un tasso di positività tornato sotto l’1% (0.8% per la precisione) dopo che nella settimana scorsa era stato all’1.3% (0.7% invece in quella prima). Sono stati di più i guariti (26) e pertanto il numero degli attualmente positivi è passato da 85 a 77.

La settimana appena trascorsa non è stata del tutto innocua dal punto di vista ospedaliero, sebbene invariata nei numeri complessivi. Diciamo subito che un uomo di 56 anni è morto nella Terapia Intensiva del Cardarelli in cui si trovava da circa un mese. Prima di lui, a fine settembre, nello stesso reparto era spirato un uomo di 46 anni. Sono loro le ultime due vittime del Covid-19 in Molise. L’altra brutta notizia della settimana è che il reparto salvavita è tornato occupato poco dopo il decesso del 56enne di Campodipietra. Una donna di 73 anni, fino ad allora ricoverata in Malattie infettive, è stata infatti trasferita per essere intubata. Inoltre negli ultimi 7 giorni ci sono stati due ricoveri in Infettive (a fronte di una sola dimissione), dove attualmente quindi ci sono due posti letto occupati. La scorsa settimana invece c’era stato un solo ricovero e una sola dimissione.

È stata questa la settimana dell’introduzione dell’obbligo di Green Pass in tutti i luoghi di lavoro. A livello nazionale ciò ha comportato una crescita delle prime vaccinazioni ma altresì un più massiccio ricorso ai tamponi per ottenere la certificazione verde. Così come sono aumentati anche i certificati di malattia. In Molise, dove la popolazione vaccinata è in linea o superiore in alcune fasce anagrafiche ai dati aggregati nazionali, il boom di somministrazioni rispetto alla settimana scorsa non c’è stato. Erano più di 8.300 la settimana scorsa (di cui il 65% terze dosi), sono state quasi 7.400 in quest’ultima, in cui la quota parte di terze dosi ha rappresentato il 56%.

Da più parti già si ventila l’ipotesi di abolire il Green Pass non appena verrà raggiunta la quota del 90% di italiani vaccinati. Chiaro che il 90% rispetto all’attuale 80% rappresenterebbe una garanzia in più. Ma è chiaro altresì che il virus non sarà scomparso neanche in quel caso, anche perché l’Italia non è il mondo intero e i Paesi con una bassissima copertura vaccinale sono probabili terreni fertili per nuove mutazioni.

Ma l’ipotesi che molti scienziati condividono è che si sia in dirittura d’arrivo nel passaggio dalla pandemia all’endemia (che si ha quando una malattia contagiosa è costantemente presente, ma con un numero di casi annuale che non è soggetto a grosse variazioni). Probabilmente è questa la strada – ancora lunga ma meno perigliosa – che ci aspetta. Ma è finalmente una strada in discesa.