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Tentato stupro nel sottopasso di Petacciato, arrestato l’aggressore. Denunciato l’autista per omesso soccorso

È un 23enne nigeriano recidivo l’autore della violenza alla stazione di Petacciato dello scorso 23 agosto. Rintracciato a Torino di Sangro, è rinchiuso nel carcere di Foggia. Deve rispondere di omissione di soccorso il 47enne autista che non soccorse la vittima

È stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale con recidiva e lesioni personali aggravate il 23enne nigeriano, accusato di essere l’aggressore di una donna di 51 anni nel sottopasso ferroviario di Petacciato Marina lo scorso 23 agosto.

I Carabinieri della stazione di Petacciato hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare emessa ieri dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino a seguito delle indagini svolte in queste settimane. Il giovane, che era stato già denunciato lo scorso 30 agosto, è stato rintracciato a Torino di Sangro, in provincia di Chieti, dove evidentemente si era rifugiato dopo l’aggressione.

Ma non è tutto, perché i carabinieri hanno anche denunciato per omissione di soccorso il 47enne autista di autobus di linea che pur avendo assistito all’aggressione si era limitato a strombazzare il clacson senza scendere dal mezzo per soccorrere la vittima, né durante l’episodio né appena dopo.

La 51enne che in quell’occasione stava rientrando a casa dopo un turno di lavoro in uno stabilimento balneare di Petacciato Marina, era riuscita a mettere in fuga l’aggressore nonostante la violenza subita. Il 23enne le aveva dato un pugno in faccia e l’aveva spinta a terra palpeggiandola, nel tentativo di stuprarla.

Ma la donna era stata risoluta e abile a dimenarsi, colpendo a sua volta l’aggressore con una ginocchiata. Da lì erano scaturite le indagini da parte dei Carabinieri di Petacciato che sono stati coadiuvati nella cattura del nigeriano dai colleghi della stazione Carabinieri di Torino di Sangro, i quali hanno rintracciato l’aggressore e l’hanno arrestato. Ora il giovane si trova rinchiuso nel carcere di Foggia.

“Continua quindi incessante, nell’ambito delle più ampie e mirate direttive del Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso, l’attività di controllo del territorio da parte dei militari della Compagnia di Termoli, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati con particolare riferimento a quelli di maggiore allarme sociale – tra i quali rientrano a pieno titolo quelli per cui si procede nel caso di specie poiché commessi in danno delle cosiddette ‘fasce deboli’ – al fine di fornire la massima sicurezza reale possibile ai cittadini ed una sempre maggiore percezione della stessa” commenta l’Arma dei Carabinieri.