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Toma tira dritto: “Deluso dalla maggioranza, ma non mi dimetto. Lascio solo se il Governo non ci darà i soldi”

Il giorno dopo il voto del Consiglio regionale, che ha approvato un atto che chiede di annullare il decreto sul Programma operativo 2019-2021, il governatore-commissario reagisce: "Far passare che il Pos possa essere modificato con una mozione (che ha solo un valore politico) significa prendere in giro i molisani". Poi riferendosi al tradimento di una parte della sua maggioranza aggiunge: "Valuteremo a mente fredda, tanto gli elettori non hanno più l'anello al naso".

Donato Toma aveva il volto scuro quando ha lasciato Palazzo D’Aimmo dopo la sconfitta sul Programma operativo sanitario, con la sua maggioranza battuta in Aula. Almeno così racconta chi lo ha visto. Minoranze e anche alcuni comitati (come quello di Nicola Felice, difensore dell’ospedale di Termoli) hanno chiesto le dimissioni del governatore, nominato solo il 5 agosto scorso commissario ad acta per la sanità.

Lo hanno fatto dopo il voto del Consiglio regionale e il via libera alla mozione (solo una parte in realtà ha ricevuto la maggioranza dei voti, ndr) del Movimento 5 Stelle sostenuta dal Pd e dai consiglieri dissidenti di Fratelli d’Italia Michele Iorio e Aida Romagnuolo. Fondamentali si sono rivelate l’astensione del presidente dell’assemblea Salvatore Micone e l’uscita dall’Aula di Gianluca Cefaratti, esponente di Orgoglio Molise.

In base al documento approvato in Aula, Donato Toma dovrebbe annullare il decreto commissariale con cui ha approvato il Pos 2019-2021. Ma lui è intenzionato a tirare dritto.

Presidente Toma, cosa succederà dopo quello che è successo in Consiglio regionale?

“La mozione approvata non ha validità, è una posizione politica espressa dal Consiglio regionale: è una posizione di disappunto sul Pos e sul metodo con cui è stato elaborato. Lo farò presente al Governo. Ma io da commissario nominato dal Governo non sono soggetto ad atti imposti dal Consiglio regionale che, lo ricordo, non ha poteri in materia sanitaria dal momento che è commissariata. Magari il Consiglio avesse poteri in materia sanitaria, sarei esonerato da responsabilità”.

Ieri in Aula ha detto che sarebbe pronto a lasciare il ruolo da commissario ad acta se il Governo non dovesse trasferire i 30 milioni di premialità e i 13 milioni di fiscalità non versata al Molise. Lo conferma?

“La mia azione da commissario è subordinata ad una serie di atti che ho chiesto al Governo. Se non mi mette nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi previsti nella delibera con cui mi ha nominato, il Governo dovrà trovare un altro commissario. Ma questo è un discorso prematuro”.

E a livello politico prevede delle conseguenze? Si sente deluso o è arrabbiato per il comportamento di alcuni componenti della sua maggioranza?

“Non sono arrabbiato, ma sono deluso da taluni comportamenti. Poi valuteremo a mente fredda, tanto gli elettori non hanno più l’anello al naso. Far passare che il Pos possa essere modificato con una mozione (che ha solo un valore politico) significa prendere in giro i molisani. Il Programma operativo si può modificare con altri atti, non con una mozione che non può imporre nulla al commissario”.

A detta delle opposizioni, Lei si dovrebbe dimettere…

“Per quale motivo dovrei dimettermi? Non c’è motivo per cui io dovrei farlo. Mi hanno dato un handicap di tre anni e mezzo, non mi fanno nemmeno lavorare da commissario. Forse qualcun altro dovrebbe pensare alle dimissioni. Parlano persone che hanno provocato il debito e hanno chiuso gli ospedali. E gli elettori dovrebbero ragionare su questo. Io sono contentissimo perché il Consiglio regionale ieri ha fatto venire fuori delle situazioni che valuteremo con calma e lucidità”.

Presidente, da pezzi della sua maggioranza sono arrivate però accuse forti: Gianluca Cefaratti l’ha accusata di non aver coinvolto la maggioranza sul Pos che, sempre a dire del consigliere regionale, presenta una serie di lacune gravi. 

“Sono accuse infondate. Il Piano operativo è stato redatto dall’ex commissario Angelo Giustini, perché non le fanno a lui piuttosto che a me? Mi accusano sulla base di un semplice decreto di adozione che mi è stato richiesto dal Governo. Non ho ricevuto il mandato di redigere quel Piano, ma solo di adottarlo. Cosa ben diversa per il Pos 2022-2024: in quest’ultimo caso, avrò tutt’altra procedura da seguire. Quindi sono polemiche strumentali, bisogna capire perché queste accuse. Io osservo le leggi, quando non mi piacciono cerco di cambiarle con opportuni passaggi parlamentari e non disattendendole”.