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Terapia intensiva e posti letto, Camilla Caterina torna alla carica: “I conti non tornano nemmeno sugli atti”

La giovane donna che conduce la battaglia per dimostrare le "morti ingiuste" durante l'emergenza, ha ricevuto risposte "che dimostrano nero su bianco le mie ipotesi"

Nuovi atti in Procura, e alle porte c’è anche un ricorso al Tar per la faccenda del numero dei posti letto in terapia intensiva in piena emergenza covid.

Una battaglia che Camilla Caterina ha portato avanti con tenacia senza arretrare mai e che – lo scrive sulla pagina social – oggi si arricchisce di novità e aspettative in capo al commissario ad acta alla sanità.

Emergenza covid: “Insabbiati i dati sulle Terapie intensive”. La denuncia dossier di Camilla in Procura

Sì, perché quando Donato Toma è stato nominato commissario, Camilla la sua battaglia l’ha ricominciata daccapo. Ha inviato a lui, all’Asrem e per conoscenza al Ministero, una nuova istanza di accesso civico chiedendo ancora una volta i documenti sulla effettiva disponibilità di 30 posti letto di terapia intensiva nel Molise, attivi già nel mese di luglio 2020 (mese in cui è stato presentato il piano sanitario per l’emergenza).

Lo ha fatto perché “Toma, dopo aver ripetuto per un anno e mezzo che i contratti con i privati accreditati e i posti letto di terapia intensiva da convenzionare  sono competenza esclusiva del Commissario, non può più scaricare le responsabilità su nessun’altro”.

Ma nè il neo commissario né il direttore generale Asrem, Oreste Florenzano, hanno dato riscontro alla sua richiesta entro i 30 giorni previsti.

Camilla, il giorno successivo la scadenza dei termini, inoltra domanda di riesame, questa volta coinvolgendo i responsabili per la trasparenza sia dell’Asrem che della Regione, e chiede di ricevere e pubblicare entro i successivi 5 giorni i documenti richiesti.

Risponde soltanto Florenzano, e nella nota a sua firma, quella del direttore amministrativo, del direttore sanitario e del responsabile per la Trasparenza, si legge che “nel 2020, in fase pre-emergenziale, i posti letto di terapia intensiva di competenza Asrem e riportati sul sistema di rilevazione Nsis del Ministero, (banca dati dove vengono riportati con cadenza mensile tutti i posti letto disponibili nelle regioni, compresi quelli convenzionati con i privati accreditati!), erano 17″.

Con una nota allegata si legge poi che “nel mese di dicembre 2020, da rilevazione su stesso sistema ufficiale, i posti letto di T.I. erano 26 (17+9)”.

Camilla però fa notare che “nello stesso documento” allegato, appena dopo l’evidenza dei dati trasmessi, si legge  testualmente: “Non risultano posti letto di terapia intensiva all’interno delle strutture private convenzionate direttamente con l’Asrem”.

Ed è a questo punto che insorge perché, dice: “probabilmente pensano che, avendo specificato non convenzionate direttamente, sono sollevati da ogni responsabilità?”.

Ma – sottolinea nella sua denuncia pubblica Camilla – sul riscontro “di marzo 2021, e ribadito su quello di giugno 2021, lo stesso Florenzano comunicava che da rilevazione degli stessi flussi Nsis risultavano, oltre ai 26 pubblici,  13 posti letto di Terapia intensiva presso le strutture private accreditate”.

Quindi la domanda: “Fino a 3 mesi fa rilevava  anche i posti letto presso i privati, ma oggi non più? Ed ancora: hanno forse dimenticato che, a fine dicembre 2020, la Regione Molise comunicava al Ministero della Salute per i monitoraggi delle aree critiche, 34 posti letto di Intensiva? (come riportati su tutti i Grafici Agenas). Come mai però non risultano sul sistema di rilevazione ufficiale Nsis, sempre riferito al mese di dicembre 2020?”.

Continua: “Florenzano non aveva forse dichiarato di aver rilevato i 13 posti letto dei privati accreditati proprio da quei flussi?”.

Camilla Caterina batte su quel passaggio messo su carta nella risposta alla sua istanza: “Non risultano posti letto di terapia intensiva all’interno di strutture private convenzionate direttamente con l’Asrem“. Ed è categorica nell’affermare che “Il giochetto delle due parole non solleva Florenzano da alcuna responsabilità.  Come ormai denuncio sin dall’inizio, nel mese di novembre 2020 (durante il picco dell’epidemia), ed anche durante i primi due mesi del 2021, i posti di Intensiva in Molise erano compresi tra i 17 ed i 26 in tutto! Questo significa che, pur volendo prendere il numero più alto e cioè 26,  con 7/8 posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti covid, (30%) sarebbe dovuta scattare la Cross! Invece per quel numeretto  diversi molisani hanno perso la vita per non aver trovato  un letto libero in terapia intensiva”.

Questa donna aspetta che a dare riscontro alle sue denunce sia adesso il Commissario ad acta alla sanità Donato Toma. Nel frattempo pensa al Tar e ad integrare gli atti già inoltrati in Procura.