Campobasso

Stadio, aumento capienza negato. La società sbotta: “Basta, non ci stiamo più”

Dura nota della dirigenza dopo l'esito negativo del sopralluogo: "Non è più accettabile che a Campobasso non si riesca a far disputare una partita con più di duemila spettatori perché le autorità preposte giocano a nascondino. Persi migliaia di euro di incasso"

“Abbiamo perso ancora una volta. Senza neanche scendere in campo. Comunque vada contro la Fidelis Andria, Campobasso uscirà sconfitta”. Sono le prime, amare parole che aprono la nota stampa a firma del Campobasso Calcio all’esito della valutazione eseguita oggi dalla Commissione di vigilanza che ha negato di nuovo l’apertura dei settori rimessi a nuovo dopo i lavori effettuati a Selvapiana.

Amarezza e rammarico, sentimento – quest’ultimo – che si esprime nelle parole successive: “Una tattica in un certo senso subdola, una sorta di ‘melina’ indolente per rimandare all’infinito un verdetto legittimo anche a costo di provocare un danno assurdo in termini economici e d’immagine per la società ma anche per il territorio”. Va dritto al sodo la società, senza fronzoli né troppi giri di parole, come stanno facendo d’altronde anche i tifosi e molti cittadini che pure si sono appassionati in queste settimane alle avventure del Campobasso.

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Per la società rossoblù  si tratta di una decisione “che impedisce ancora una volta a tanti tifosi molisani la possibilità di assistere a una partita di calcio” ma “l’aspetto che più fa rabbia è dal nostro punto di vista la sicurezza non c’entra nulla. Di fronte a problematiche vere per l’incolumità del pubblico avremmo alzato tutti le mani. Anzi. Avremmo applaudito e condiviso. Ma le motivazioni con cui è stato spiegato l’ennesimo e ingiustificato diniego non hanno alcuna attinenza con un aumento di capienza”.

La società  – e lo ribadisce – ha fatto tutto quanto richiesto. “La sala gos (l’area destinata alla polizia)  è stata sistemata secondo le indicazioni. Manca a questo punto solo l’innalzamento da 2,20 a 2,50 metri della recinzione del parcheggio ospiti ci auguriamo che il Comune la realizzi quanto prima, speriamo in tempo per la partita contro la Paganese, (la commissione deve spiegare l’attinenza del parcheggio ospiti, con l’aumento della capienza dei settori destinati ai tifosi locali?) anche se il timore che venga fuori qualche altra problematica pretestuosa rimane. Già, perché per noi ora è tutto chiaro: semplicemente non si vuole che a Campobasso si giochi una partita con più di duemila spettatori, e magari lo si faccia anche senza la presenza dei tifosi ospiti così c’è meno lavoro da svolgere. Lo avevamo capito contro il Taranto, per un match che secondo l’Osservatorio non era connotato da alcun fattore di rischio. Ne abbiamo avuto spiacevole conferma contro la Fidelis Andria”.

E qui emerge tutta la delusione intrisa di rabbia, reazioni simili a quelle della piazza: “Se a qualcuno dà fastidio che a Campobasso si possa tornare a respirare calcio d’un certo livello lo dica subito. Dopo due anni di pandemia e dopo tanti investimenti fatti si rischia di far morire di nuovo il calcio nel capoluogo di regione: giocare smorzando l’entusiasmo del pubblico innesca una lenta ma inesorabile agonia soprattutto per una società che da marzo 2020 ha dovuto rinunciare al botteghino. Di fronte a questo tipo di atteggiamento nessuno si meravigli se si dovesse giungere a soluzioni anche clamorose. Così non si va da nessuna parte. Noi ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità, in primiis quelle economiche. E’ il momento che ognuno si faccia carico delle proprie: non è più accettabile che a Campobasso non si riesca a far disputare una partita con più di duemila spettatori perché le autorità preposte giocano a nascondino. Noi non ci stiamo più. Sono già andate in fumo centinaia di migliaia di euro in termini di incasso. La sensazione è che, in quello che dovrebbe essere il momento di maggiore euforia per la conquista della terza serie nazionale, si sia invece imboccata la strada del capolinea. Campobasso non lo merita. Questa società non lo merita. Questi tifosi non lo meritano. Ma ‘qualcuno’ sembra aver ormai già deciso per tutti”.

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