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Se l’addetto stampa elegge il suo datore di lavoro: conflitto in Provincia dopo la nomina del portavoce di Ricci

Un potenziale conflitto d'interessi nell'ente di via Berta dove il sindaco di Conca Casale è stato nominato addetto stampa dal presidente, nonché sindaco di Venafro, Alfredo Ricci: se quest'ultimo dovesse ricandidarsi tra due anni il suo portavoce potrebbe votare per lui in qualità di primo cittadino.

Sindaco e addetto stampa di un ente, la Provincia di Isernia, in cui anche lui – in qualità proprio di primo cittadino – sarà chiamato a votare.

Succede anche questo nel piccolo e pur sempre stupefacente Molise dove Riccardo Prete, prima fascia tricolore nel micro Municipio di Conca Casale (eletto a settembre del 2020 dopo un anno di commissariamento) si occuperà (non ha ancora firmato il contratto) anche della comunicazione istituzionale dell’ente di via Berta presieduto, dal 25 agosto del 2019, da Alfredo Ricci, sindaco di Venafro.

Ricci ha chiamato a lavorare chi, nel 2023, potrebbe riconfermarlo in caso di sua ricandidatura. Il potenziale conflitto è evidente. Il mandato di Ricci si concluderà quando il suo addetto stampa sarà ancora in carica (il contratto ha durata biennale) e Prete sarà ancora sindaco di Conca Casale alle prossime elezioni provinciali, dunque potrà scegliere il futuro presidente (l’elezione spetta ai sindaci e ai consiglieri comunali per effetto della riforma Del Rio, ndr).

Provincia Isernia foto sito Regione Molise

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 6 agosto scorso quando Ricci, dopo l’approvazione del bilancio, ha emanato un decreto presidenziale per la nomina dell’addetto stampa alla Provincia di Isernia “con l’obiettivo di fornire informazioni e contestualmente creare una buona immagine dell’ente”.

L’avviso pubblico risale a molti mesi prima (gennaio 2021): 18 le candidature pervenute. Ma il curriculum di Prete, che è anche l’unico sindaco-giornalista in Molise, è stato quello più convincente nella rosa dei quattro super favoriti dalla commissione esaminatrice che ha sottoposto al presidente Ricci i nomi affinché ne scegliesse uno.

E Ricci ha voluto il sindaco di Conca Casale proprio in virtù della sua “spiccata esperienza in campo giornalistico e della buona esperienza di tipo amministrativo/istituzionale”: 1.844,62 euro lordi al mese per due anni a tempo parziale (18 ore settimanali). Che poi sono circa 900 euro lordi trattandosi di un part time. Niente male per un sindaco che guidava già un territorio popolato da appena 173 anime.

Tutto in regola, comunque, c’è anche la benedizione dell’Ordine dei giornalisti del Molise che dopo il decreto di nomina ha fatto gli auguri di buon lavoro al neo addetto stampa Prete, auspicando di non perdere la foliazione di Venafro affidata a Prete fino a quel momento nell’ultimo giornale cartaceo della nostra regione.

“Qualora in futuro – questo un significativo passaggio del messaggio del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Vincenzo Cimino – l’ente provinciale volesse bandire un concorso da addetto stampa della struttura, slegato dallo staff del presidente, saremo ancora più contenti”.

Lo saremmo tutti, in effetti, perché questo allontanerebbe davvero ogni ipotesi di conflitto di interessi che in un ente pubblico è assolutamente da evitare. Ma anche perché, essendo un incarico fiduciario, Prete resterebbe senza lavoro se Ricci dovesse malauguratamente terminare prima il suo mandato.

Per il momento, però, il sindaco-giornalista-addetto stampa resta al suo posto. Lui e il suo capo sembrano aver superato anche la distanza ideologica che li separava. L’avvocato Ricci è uomo da sempre vicino al centrodestra, Prete invece si è sempre dichiarato di sinistra ma questo non gli impedisce di lavorare bene assieme sia in Provincia dove, semplificando al massimo, potremmo dire che uno detta e l’altro scrive quando, in qualità di amministratori di due comuni confinanti (appena 3 chilometri separano Venafro da Conca Casale) si ritrovano insieme in conferenza stampa.

Una commistione di interessi davvero singolare nonostante tra i requisiti dell’avviso pubblico l’assenza di conflitto fosse ben specificata al punto L che, testualmente, recitava: “il candidato non deve trovarsi in relazione alle funzioni proprie dell’incarico che si andrà a ricoprire, in una situazione di conflitto di interessi, anche potenziale”.

Che poi il conflitto potenziale non c’è solo per le future elezioni alla Provincia ma anche per richieste che Prete, da sindaco, potrebbe dover inoltrare al suo datore di lavoro e presidente della Provincia Alfredo Ricci per un qualunque problema, dalle strade alle scuole, che investono Conca Casale.

E chi può escludere che il sindaco- addetto stampa non abbia una corsia preferenziale? Nessuno, perché è una situazione conflittuale per l’appunto di cui, neppure gli esclusi da quell’avviso pubblico, sembrano lamentarsi.  Non risultano ricorsi da parte dei 17 candidati non scelti da Ricci per quel posto di lavoro.

Perché il Molise è anche questo: terra di amicizie, parentele e rinunciatari.