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Sanità, Toma: “Possiamo uscire dal commissariamento”. Ma il Piano operativo 2019-2021 resta in sospeso

Davanti al Consiglio regionale tornato a riunirsi dopo la pausa estiva, il governatore delinea le prime azione da neo commissario ad acta per il rientro dal debito sanitario: "Si può uscire dalla situazione commissariale e si possono sbloccare le premialità che ci hanno trattenuto i ministeri affiancanti (Salute e Mef), circa 30 milioni di euro". Ma il presidente non fornisce ulteriori dettagli sull'adozione dei Piani operativi scatenando l'ira delle opposizioni. In Aula polemiche sull'assessora Calenda e sulla delibera che prevede contributi ai molisani che soffrono di patologie rare per i farmaci di fascia C. Cefaratti: "Non si può guardare al reddito in questi casi"

Si riparte dalla sanità. Dalle difficoltà, dai ritardi, dai debiti mentre si avvicina l’autunno e forse una nuova ondata del virus. La riorganizzazione del sistema sanitario regionale dovrà tenere conto anche dell’emergenza covid: il vaccino riduce il rischio di contagio, di ospedalizzazioni e di malattia ma non lo esclude del tutto, come dimostra la presenza al Cardarelli di pazienti covid. Pochi di questi sono immunizzati.

Tuttavia del Programma operativo sanitario non si parla in maniera dettagliata nel Consiglio regionale che oggi – 2 settembre – riprende la sua consueta attività dopo la pausa estiva.

Non è chiuso il capitolo sul Piano 2019-2021 (non è stato ancora adottato), tanto meno quello sul Pos 2022-2024, quest’ultimo di competenza del presidente Donato Toma, da poco meno di un mese nominato commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal debito sanitario. Era il 5 agosto quando il Consiglio dei Ministri ha deciso per la designazione del governatore. Il ritorno ad una figura politica quindi dopo i due tecnici che hanno gettato la spugna: Angelo Giustini prima e Flori Degrassi poi. Entrambi si sono dimessi, anche se per motivi diversi.

Le comunicazioni di Toma aprono proprio la seduta dell’assise di via IV Novembre. Primo obiettivo: “Si può uscire dalla situazione commissariale e si possono sbloccare le premialità che ci hanno trattenuto i ministeri affiancanti (Salute e Mef), circa 30 milioni di euro”.

Dopo aver preannunciato l’incontro in video conferenza con il direttore di Agenas assieme al sub commissario Annamaria Tommasella, il governatore-commissario informa l’Aula su una delibera approvata dalla Giunta che prevede “un piano di rientro triennale per impegnare le cifre che mancavano per la fiscalità relativa agli anni 2015, 2016 e 2017. Questo è un passo importante – spiega Toma – in quanto i ministeri affiancanti chiedevano un impegno concreto, e questo lo è”.

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E ancora, nell’ambito del sistema sanitario regionale, il governatore-commissario annuncia che “è in corso di redazione una proposta per il recupero della mobilità passiva (ossia i soldi che Regioni – come la Campania – devono erogare al Molise per le prestazioni sanitarie erogate, ndr)  e i budget saranno collegati a questo. Se Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ndr) supporterà questa progettualità – non c’è ancora un atto ufficiale – ci sarà una svolta anche nei rapporti con i privati, non solo con la sanità a gestione pubblica. Se tu vuoi, devi dare”. Un discorso che riguarda Neuromed che fa riferimento all’europarlamentare Aldo Patriciello, suo alleato di governo, ma anche Gemelli Molise spa acquistato da un fondo svizzero. “La sanità deve essere pubblica, ma tutto il sistema deve essere efficiente”, aggiunge poi.

Infine, il capo della Giunta fornisce alcuni chiarimenti sui Piano operativi, atto di programmazione della sanità regionale. L’ultimo risale al 2015-2018, quando era in carica il commissario Paolo di Laura Frattura. “Il Piano operativo 2019-2021 è stato presentato e protocollato dall’ex commissario Angelo Giustini e dalla sua vice Ida Grossi a settembre 2020. Ho svolto una ricognizione e ho visto che lo scorso 29 dicembre i tavoli tecnici avevano fatto una serie di osservazioni su quel piano operativo. Osservazioni però rimaste in sospeso. Erano modifiche che tra l’altro ritengo condivisibili, si potevano fare velocemente e non so perchè finora non siano state apportate. Ho disposto che il direttore generale della Sanità (la dottoressa Lolita Gallo, ndr) appronti gli aggiornamenti necessari. Poi conto di adottare – com’è nel primo compito del commissario ad acta – e di dare attuazione al piano operativo 2019-21. Per il Pos 2022-2024 il commissario deve provvedere alla redazione, adozione e attuazione” e “sarà costruito in base alle possibilità organizzative ed economiche. Dal punto di vista organizzativo, Asrem ha bandito concorsi a tempo indeterminato”.

Alle opposizioni non basta. Il capogruppo del Pd Micaela Fanelli chiede al governatore maggiori dettagli sul programma operativo 2019-2021. Mentre dal Movimento 5 stelle Andrea Greco accusa: “Presidente Toma, lei è già in ritardo sull’attuazione del Piano 2022-2024, non è più tempo di scaricare su terzi le responsabilità”.

Infine c’è un altro argomento che rischia di provocare nuove liti e malumori in maggioranza: i contributi alle famiglie per l’acquisto di farmaci di fascia C. L’assessora alle Politiche sociali Filomena Calenda finisce sotto il fuoco incrociato della maggioranza e dell’opposizione. Ad accendere la miccia l’esponente di Orgoglio Molise Gianluca Cefaratti che presenta una mozione per chiedere di modificare la delibera di Giunta che si rivolge alle persone affette da patologie rare e in condizioni di fragilità sociale. Per accedere ai contributi occorrono determinati requisiti e in particolare un reddito che non supera una certa soglia. “Ma per queste situazioni così delicate non si può guardare all’Isee”, sottolinea Cefaratti che trova un assist nella consigliera dem Fanelli. La mozione viene iscritta all’ordine del giorno, ma sarà discussa nella prossima riunione dell’assemblea.

E mentre si svolgono i lavori dell’Aula, fuori dal palazzo la protesta dei caregiver che assistono circa mille disabili gravissimi. “La Regione Molise non eroga i fondi che ci garantisce la legge sulla non autosufficienza nè stanzia altri finanziamenti regionali. Chiediamo da mesi un incontro con il governo regionale”, denunciano ai microfoni delle tv locali.  (sp)

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