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Punture d’insetto, farmaci salvavita non saranno più a pagamento. C’è promessa della Regione

La Regione Molise è l'unica in Italia a non essersi ancora pronunciata sulle modalità di rimborso dei vaccini consigliati alle persone allergiche alle punture di api, vespe e calabroni. E così la terapia salvavita che fino a quattro anni fa era gratuita è diventata a pagamento. Il consigliere Primiani (M5S) ha ottenuto l'approvazione di una mozione che impegna il governo regionale ad accollarsi la spesa per questi farmaci.

Per ora c’è l’impegno del Consiglio regionale a garantire terapie salvavita alle persone allergiche alle punture d’insetto. Glielo ha strappato il portavoce dei 5 Stelle Angelo Primiani oggi in aula ricordando all’assise di via IV Novembre i rischi, talvolta fatali, che corrono i soggetti allergici colpiti dai pungiglioni di api, vespe e calabroni.

“Oggi ho portato in aula il loro problema, ottenendo il voto unanime del Consiglio regionale: i vaccini per questi soggetti allergici dovranno essere rimborsati interamente dalla Regione Molise”.

Il Molise infatti è ancora l’unica regione italiana a non aver colmato un vuoto normativo che si trascina da quattro anni.

“Prima i vaccini salvavita contro le punture di insetti erano ricompresi nei Lea e, dunque, coperti dallo Stato. Dal 2017, invece, ogni Regione poteva disporre le modalità di erogazione dei rimborsi, totali o parziali, per le diverse tipologie di immunoterapia. In Molise, dal 2021 il vaccino è definitivamente diventato a pagamento.

Ad aggravare la situazione c’è stata anche la soppressione dei due posti letto in day hospital dedicati alla gestione dei vaccini e dei pazienti affetti da patologie allergologiche. Posti letto, va detto, ripristinati lo scorso anno dall’Asrem.

Per soddisfare le necessità dell’intera platea di molisani che necessitano di terapia desensibilizzante, bastavano 70.000 euro. Nel mentre, però, è intervenuto il Decreto sostegni bis, istituendo un fondo per aiutare le Regioni nel rimborso di questi farmaci salvavita. Il problema in regione, però, sussiste per chi ha ricevuto le prime dosi di vaccino negli ultimi 24 mesi: il farmaco in uso negli ultimi due anni non è presente nell’elenco di quelli rimborsati dallo Stato. Allora, una presa di posizione del Consiglio regionale era diventata doverosa”.

Per questo Primiani ha sollecitato il governo regionale, anche alla luce del voto unanime di oggi, a mantenere gli impegni e appostare i 20.000 euro necessari a rimborsare anche chi si è vaccinato di recente.