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Piazza Pulita, otto condanne nel processo che ha smascherato la camorra in Molise

Droga e riciclaggio: primi verdetti per l'inchiesta dell'Antimafia portata a segno dai carabinieri del capitano Di Buduo e dal Gico della Guardia di Finanza

Sono arrivate le prime condanne dell’operazione “Piazza pulita” per otto persone sulle trenta coinvolte nel processo che si è aperto il 23 giugno scorso e che ruota attorno al traffico di cocaina e alle estorsioni con metodo mafioso.

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Quelli per i quali ieri è arrivata la condanna sono gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato, il che permetterà loro di ottenere uno sconto di un terzo della pena: per loro si è pronunciato ieri il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Campobasso che ha sancito verdetti che vanno dai due anni e mezzo ai dieci anni e dieci mesi, per un totale di circa cinquantatré anni di reclusione.

I documenti a carico dei 45 indagati nell’ambito della maxi operazione di carabinieri e guardia di finanza sono oltre 20mila pagine.

Un fascicolo voluminoso che di ognuno racconta e comprova dinamiche e circostanze relative al continuo traffico di cocaina, eroina e hascisc nella provincia di Campobasso. Cuore delle attività di smercio il comune di Bojano dove gravita la maggior parte delle persone raggiunte dalle misure cautelari a maggio del 2020.

Un’organizzazione che coordinava le attività di altre due associazioni a capo delle quali c’erano pregiudicati molisani. Quella “di vertice” era guidata da un campano affiliato al clan Rega di Pomigliano d’Arco, arrivato a Bojano nel maggio del 2017 per scontare un provvedimento restrittivo e stabilitosi nella cittadina matesina insieme alla sua famiglia. A lui rispondevano 10 persone.

“L’attività – ricordano i carabinieri in una nota diffusa questa mattina – permise tra l’altro l’individuazione di tre sodalizi, consentendo di accertare con assoluta chiarezza le condotte legate al traffico ed al commercio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina ed hashish, estorsioni e minacce a mano armata, nonché al reato di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita il tutto aggravato dal cosiddetto metodo mafioso”.

La maxi operazione, avviata a marzo 2018 e conclusasi nel mese di maggio del 2020, ha portato alla denuncia di 63 persone, 20 recuperi di sostanza stupefacente, 400 grammi di cocaina, 70 di eroina e 3 chili di hashish. Ci sono stati inoltre 6 arresti e 13 denunce nel corso dell’attività investigativa. Accertate anche  2500 cessioni di stupefacente nonché il sequestro patrimoniale di immobili per un totale di circa un milione di euro.