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Ombre sulla sanità, Toma smentisce i tagli dei reparti ma ammette il ruolo chiave che avrà l’Abruzzo

Il governatore-commissario spiega il Programma operativo 2019-2021 provando a placare le polemiche: "Non verrà sottratto nulla ai nostri ospedali, a Isernia resta Oncologia, a Termoli emodinamica". Tuttavia gli accordi di confine gettano qualche ombra: "L'intesa con l'Abruzzo per attirare pazienti, a Vasto non c'è Emodinamica ma a Termoli sì". Tuttavia nella nuova rete ospedaliera presentata a luglio dal presidente Marsilio è prevista l'attivazione al San Pio.

Nei tre principali ospedali pubblici regionali – il Cardarelli, il Veneziale e il San Timoteo – non cambierà nulla. “Nessun reparto chiuderà, l’Oncologia e la Cardiologia restano a Isernia”. Davanti ai giornalisti il governatore-commissario ad acta Donato Toma mette a tacere le polemiche nate dopo la pubblicazione del Piano sanitario 2019-2021 che prevede una serie di accordi di confine con le regioni limitrofe – l’Abruzzo soprattutto – che rischiano di sbilanciare o quanto meno impoverire ulteriormente la sanità pubblica molisana.

Piano sanitario Toma Gallo e vice commissario Tomasella

Il capo della Giunta regionale conferma che “la sanità pubblica è al centro dell’integrazione funzionale che abbiamo in mente”, ribadisce che al Veneziale non sarà chiusa l’Oncologia e la Cardiologia perchè “l’elenco delle specialità elencate nel Pos non è esaustivo, se c’è bisogno di un ulteriore atto per esplicitarlo lo prenderemo“. E poi “questo è un Piano emendabile”, mentre punzecchiando chi ha polemizzato a Isernia dice: “E’ una polemica strumentale dal momento che a Isernia ci sono le elezioni”.

I dubbi sul destino del San Timoteo non sono invece dissipati. L’Emodinamica, ad esempio, resta nell’ospedale termolese e al tempo stesso sarà oggetto di uno degli accordi di confine con l’Azienda sanitaria Chieti-Vasto-Lanciano che riguarderà il ‘San Pio’. Nel Piano operativo sono presenti entrambe le opzioni. E quindi? Toma la spiega così: “In realtà noi dobbiamo fare un ragionamento di rete: l’Emodinamica non può funzionare solo per i cittadini del Basso Molise. Quindi se Vasto non ha l’Emodinamica, abbiamo bisogno di attirare la mobilità tramite un accordo di confine”.

Tuttavia, la nuova rete ospedaliera presentata lo scorso luglio dal presidente della Regione Abruzzo Marsilio prevede che a Vasto, ospedale di primo livello (per intenderci, alla stregua del Cardarelli di Campobasso), ci sia Emodinamica. Così come ad Avezzano.

E il Punto nascite del San Timoteo invece? “Un reparto più interventi fa, più è efficiente”. Quindi la soluzione del commissario: “Se c’è un parto ad alto rischio ed esiste un accordo con un presidio sanitario neonatale vicino, si possono impiegare le cosiddette equipe itineranti“.

Gli accordi di confine saranno probabilmente essenziali anche per garantire la funzionalità del Caracciolo di Agnone, confermato nel Pos presidio di area disagiata, che potrebbe subìre la concorrenza dell’ospedale di Castel di Sangro (anch’esso presidio di area disagiata). Larino e Venafro restano ospedali di comunità ma “dovranno garantire più servizi”.

“Prima degli accordi di confine – spiega Toma – dovremmo stipulare gli accordi di mobilità”. Un nodo chiave perchè riguarda il pagamento delle prestazioni sanitarie alle altre regioni.

Non ci sarà una riduzione dei servizi dal momento che ci sarà un potenziamento del personale: Asrem prevede l’assunzione di 930 persone in tre anni”, puntualizza al tempo stesso Donato Toma. Il piano occupazionale è in questi giorni al centro del confronto con i sindacati.

L’integrazione funzionale dunque è il principio alla base del nuovo Programma operativo 2019-2021 che “mi sono limitato ad adottare, la redazione è stata compito del’ex struttura commissariale guidata da Angelo Giustini e Ida Grossi”. Quindi, “il pubblico ha il privato, ma laddove abbiamo bisogno di servizi che non possiamo erogare ci convenzioniamo con i privati“. Ossia Ircss Neuromed, Gemelli Molise spa (anche se forse a breve cambierà denominazione dopo il passaggio al fondo svizzero in programma il 22 settembre), Gea Medica, Villa Maria e Villa Ester.

“Andremo fuori regione se non abbiamo risorse in loco”. Il riferimento è agli accordi di confine con il Rummo di Benevento e con gli Ospedali Riuniti di Foggia per trattare i casi più gravi (l’ictus emorragico ad esempio) nell’ambito della rete dell’emergenza-urgenza e per le patologie tempo-dipendenti. Toma non si sbilancia per ora: “Ora riferimento è il dca 47 del 2017. Sarà tutto rivisto in un altro dca (decreto del commissario ad acta, ndr) alla luce dell’emergenza covid e del rafforzamento della medicina territoriale. Qualora necessari, stipuleremo accordi extraregionali“.

Tra gli obiettivi fissati dal neo commissario ci sono anche il potenziamento degli screening oncologici (“ne facciamo pochi”), il calcolo del debito sanitario (attualmente c’è certezza solo sull’ammontare del disavanzo, circa 100 milioni al 31 dicembre 2019, ndr), la richiesta al Governo per lo sblocco di 30 milioni di premialità. Il commissario poi punta a recuperare oltre 20 milioni di Irap che il Governo non aveva erogato. Così come per il governatore “va rivisto il riparto del Fondo sanitario perchè il Molise è danneggiato” e comunque “in 14 anni non c’è stato un miglioramento dei conti della sanità, i miei predecessori (Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura, ndr) hanno contratto due mutui”.

E ancora: nel Programma operativo è previsto l’accreditamento di centri diurni e residenziali per le persone che soffrono di disturbi autistici e l’introduzione dell’infermiere di comunità.

“Per ora io mi sono limitato ad adottare il Pos 2019-2022 che è stato redatto dalla ex struttura commissariale guidata da Angelo Giustini e Ida Grossi perchè sono stato nominato dal Governo lo scorso 5 agosto, ma il prossimo Piano che sarà da me elaborato terrà conto di quanto successo”, assicura Toma. Che il prossimo 27 settembre espliciterà in Consiglio regionale, in una riunione monotematica chiesta dalle opposizioni, il Programma operativo. E di fronte avrà uno dei suoi principali accusatori: l’ex governatore e commissario Michele Iorio, tirato in ballo da Toma all’inizio della conferenza. “Era lui al governo di questa Regione quando siamo stati commissariati”.