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Nuove assunzioni negli ospedali: per il M5S sono “fumo negli occhi”

Il consigliere regionale Angelo Primiani, coi numeri alla mano, fa le pulci al commissario Donato Toma e al direttore generale dell'Asrem, Oreste Florenzano. "Rispetto al vecchio piano assunzionale 2018/2020 sono state fatte meno assunzioni di quelle previste". Poi svela un 'magheggio': "Incrociando i dati relativi ai contratti a tempo determinato, è chiaro come siano conteggiati i singoli contratti firmati, anche se si tratta di più rinnovi per la stessa persona. Un effetto moltiplicatore che non fornisce un quadro realistico della perdurante carenza di personale medico-sanitarie tant’è che le nostre corsie sono sempre state in affanno".

Si torna a parlare dell’atavica carenza di personale sanitario negli ospedali della regione. Dopo l’approvazione del Pos (Piano operativo sanitario) interviene il portavoce del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani che attacca il presidente-commissario Donato Toma sui suoi “proclami fuorvianti” ricordandogli che “il Molise attende ancora le assunzioni del triennio 2018/2020”.

Ma facciamo un passo indietro: già nel 2018, a inizio legislatura, i grillini lanciarono l’allarme su quello che, di lì a poco, sarebbe successo. E cioè che tra pensionamenti e blocco delle assunzioni sarebbero venuti meno diversi posti di lavoro in ambito sanitario.

Angelo Primiani

“Per far fronte alla situazione ci attivammo subito con il Ministero della Salute per ottenere lo sblocco del turnover e fummo ascoltati. Ma la consueta lentezza dell’Azienda sanitaria regionale non ha mai permesso di approfittare dell’enorme occasione di rilancio dei nostri ospedali pubblici. Se è vero che qualche bando è stato pubblicato, è altrettanto vero che, spesso, tra la pubblicazione degli avvisi e la redazione delle graduatorie, gran parte dei partecipanti trova impiego in altre regioni”.

Un trend che, ahimè, non si è mai arrestato.

“Poche settimane fa abbiamo rilanciato il problema con una interrogazione a mia prima firma e rivolta ai vertici Asrem. La risposta dell’Azienda sanitaria è pressoché identica a quanto dichiarato da Toma e cita numeri che sembrano confortanti ad una prima occhiata. Dire, infatti, che in Molise saranno assunti oltre 900 professionisti, tra medici e infermieri, appare un’ottima notizia.
Peccato che quei numeri sono molto simili a quelli già riportati Piano di fabbisogno del personale nel triennio 2018-20. Un Piano che, però, nei fatti non è mai stato attuato e che prevedeva 840 unità da ingaggiare nel triennio, alle quali vanno aggiunte circa 350 persone in via di pensionamento.

Stando ai dati forniti dal direttore generale Asrem, Oreste Florenzano, tra il 2018 e il 2020, sono state assunte, per concorso, stabilizzazione o mobilità, 688 unità: meno di quelle previste nel Piano del fabbisogno. Basti solo pensare che nel 2019, quindi nel pre pandemia, a fronte di un fabbisogno assunzionale pari a più di 600 unità ne sono state contrattualizzate solo 358. A questi dati bisogna aggiungere che circa 170 tra medici, infermieri e personale amministrativo ha cessato dall’incarico per quiescenza, mobilità e dimissioni volontarie”.

Poi, sui contratti, Primiani scrive: “In alcuni casi, a fronte di assunzioni a tempo indeterminato, si è provveduto alla stipula di contratti a tempo determinato o di prestazioni libero professionali. Stando ai dati forniti dalla stessa Asrem, tale fenomeno sembra acuirsi proprio durante il periodo di pandemia e tal proposito non dimentichiamo la vicenda degli operatori socio sanitari impiegati durante il picco emergenziale e poi rimandati a casa senza tutele né prospettive.
C’è poi da aggiungere che, incrociando i dati relativi ai contratti a tempo determinato, è chiaro come siano conteggiati i singoli contratti firmati, anche se si tratta di più rinnovi per la stessa persona. Un effetto moltiplicatore che non fornisce un quadro realistico della perdurante carenza di personale medico-sanitarie tant’è che le nostre corsie sono sempre state in affanno”.

Insomma, rispetto al Piano assunzionale 2018/21 sarebbero state fatte meno assunzioni di quelle programmate.

“E allora: dove sono questi grandi numeri sbandierati dal presidente-commissario come panacea di tutti i mali? Se i massimi decisori regionali in materia sanitaria, Toma e Florenzano, volessero essere sinceri nei confronti dei cittadini, dovrebbero ammettere che i nostri concorsi non sono appetibili e che l’incerto operato dell’Asrem ne è la causa”.

Infine l’appello al commissario “di evitare proclami, fare tesoro dell’esperienza negativa registrata con il vecchio piano assunzionale e lavorare per rendere maggiormente efficiente il servizio deputato alla gestione delle risorse umane che oggi, è evidente, non funziona”.