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Morte 16enne, sopralluogo dei periti. Chiesto sequestro telefonino indagato e denunciato l’amico che ha girato video Ig

Domani il sopralluogo disposto dalla Procura della Repubblica di Larino sul luogo dell'incidente di Ferragosto costato la vita alla 16enne Valeria Cinalli. Intanto il papà della vittima ha deciso di querelare l'altro passeggero della Mini Country, quello che ha girato su Instagram il video della folle corsa. I legali della famiglia della vittima hanno chiesto il sequestro del telefonino del conducente indagato

Si svolgerà domani, 30 settembre, il sopralluogo disposto dalla Procura della Repubblica di Larino sul luogo dell’incidente di Ferragosto, la Sp 51 tra Termoli e Petacciato, costato la vita alla sedicenne Valeria Cinalli.

Il perito si recherà nel primo pomeriggio sulla strada che ha fatto da teatro alla tragedia per valutare lo stato dei luoghi, anche se i legali difensori della famiglia della giovanissima vittima hanno fatto presente al Pubblico Ministero che il terreno sul quale la Mini Country si è ribaltata non è stato sequestrato nell’immediatezza dei fatti e che il giorno successivo è stato addirittura arato, modificando così in maniera irreparabile proprio quel sito dove si svolgerà il sopralluogo da parte del consulente nominato dal Pubblico Ministero e dai periti di parte.

Le indagini comunque vanno avanti e intanto il padre di Valeria ha deciso di sporgere querela anche nei confronti dell’altro passeggero della Mini Country, ossia il giovane che avrebbe girato il filmato postato su Instagram e rimosso la notte stessa, in capo al quale – secondo la valutazione dei difensori della famiglia della vittima – sono emerse chiare responsabilità di natura penale.

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Sempre la difesa, nel proseguimento delle indagini per accertare i fatti, ha chiesto formalmente alla Procura di Larino che si proceda al sequestro del telefonino di Giovanni Trivisonno, il conducente ventunenne della Mini indagato per omicidio stradale ma in stato di libertà. Nessuna misura restrittiva è stata adottata nei confronti del ragazzo, che aveva preso la patente da meno di un anno e guidava in stato di ebbrezza alcolica, come ha rilevato l’alcoltest.

I difensori della famiglia di Valeria, gli avvocati Romanazzi e Cinalli, hanno inoltre fatto presente l’opportunità di ascoltare i testimoni oculari che possono dare un decisivo contributo alle indagini.

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