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Lupi ko, il mister: “Episodi decisivi e poca pericolosità in attacco. Testa al Palermo”

Il Campobasso si lecca le ferite dopo la sconfitta interna contro una diretta concorrente per la salvezza. Cudini: “Recuperare energie fisiche e mentali per una sfida difficile”. Dopodomani, 29 settembre, subito in campo per l’infrasettimanale contro i rosanero allo stadio ‘Barbera’.

Dalle sconfitte si impara, dice quell’adagio calciofilo vecchio quanto il pallone stesso. Ma vincere è meglio… bisognerebbe aggiungerci sulla coda. Il Campobasso mostra segni di cedimento contro l’Andria, giocando una partita bruttina in cui si è tirato pochissimo in porta contro una formazione che – sulla carta – dovrebbe essere una diretta concorrente per la salvezza. E che avrebbe firmato per il pari alla vigilia, invece ha intascato il bottino ed è tornata di corsa in Puglia.

Match strano quello di Selvapiana, tra ‘rigorino’ concesso agli ospiti per un tocco di Sbardella che ha sbilanciato l’attaccante, fair-play a singhiozzi, episodi sfavorevoli (manca un penalty) e tanta rabbia in corpo. Ecco perché sono arrivati anche i primi fischi della stagione, seppure coperti dai cori di incitamento provenienti dalla curva Nord. Per riassumere: non si è visto un Lupo granché in forma, più mentale che fisica.

Il problema, o circostanza favorevole, è che dopodomani (29 settembre) si deve tornare in campo. Turno infrasettimanale per una delle sfide più affascinanti: si va a Palermo. “Per fortuna riusciamo a rimettere subito la testa alla partita di Palermo, difficile e stimolante per tutti – dice subito mister Cudini –. Recuperiamo energie fisiche e mentali, ne abbiamo spese tante e questo preoccupa un pochino. Quanto meno si riesce a far sbollire la rabbia accumulata”.

È deluso per il risultato ma non tanto per la prestazione, l’allenatore rossoblù: “Non penso che il Campobasso visto domenica sia stato una brutta copia del precedente, perché il primo tempo lo si è gestito come in altre partite, con buone trame fino alla trequarti ma non siamo stati bravi a trovare l’ultimo passaggio. Non siamo riusciti a sbloccarla. Poi l’episodio in queste gare è determinante, si rompe l’equilibrio e si indirizza in una certa direzione. Si può dire sia stata la partita degli episodi”.

Il riferimento va al rigore concesso all’Andria e che per molti è quanto meno generoso, a quello che manca al Campobasso sullo 0-0 per un tocco di braccio in area non ravvisato, e per il gesto ‘fairplay/non fairplay’ per il quale si sono persi sei-sette minuti: “Vorrei precisare – continua Cudini – che è giusto e corretto aver restituito il gol all’Andria visto che non avevamo ridato palla a loro che l’avevano buttata fuori per far soccorrere un uomo a terra”.

Purtroppo però si è perso troppo tempo in un episodio che bisognava chiarire con maggiore lucidità: “C’è stata incomprensione in qualcuno (Dalmazzi e Raccichini su tutti, ndr) ma è stato corretto farlo fare. Prendere gol non piace a nessuno, neanche a me, ma bisogna essere corretti. Si è perso tempo, inerzia, abbiamo fatto il gioco loro. Che nel secondo tempo sono stati più a terra che in campo”.

Poi il tecnico sottolinea pure che “bisogna pensare solo a noi e a cercare soluzioni migliori per essere più pericolosi. Potevamo fare qualcosa in più per rimetterla in piedi, l’Andria ha fatto la sua partita come tante altre che verranno qui a non fare gioco. Inesperienza nostra? Forse sì”.