Quantcast

La piscina ha pochi iscritti e rischia di chiudere, ma per gli amministratori guai a parlare di spreco di fondi pubblici

Sindaco ed ex sindaco di San Giuliano di Puglia se la prendono con Primonumero che fa notare il rischio di sperpero di risorse se la piscina sarà costretta a chiudere per mancanza di utenti ma nessuno dei due risponde alle domande di fondo: con che criteri è stata costruita una struttura del genere in un territorio che si sta spopolando da decenni?

Il giochetto è vecchio come il mondo, guardare il dito e non la luna. Se la piscina comunale di San Giuliano di Puglia rischia di chiudere e Primonumero.it fa notare che sono passati dieci anni da quando fu costruita spendendo 4,5 milioni di euro di fondi pubblici, per gli amministratori locali è Primonumero che vuole far credere ai lettori una cosa per un’altra.

Costata 4 mln e mezzo ma ora gli iscritti sono troppo pochi: la piscina di San Giuliano rischia di chiudere

Almeno questo è quello che vorrebbero far intendere sia l’ex sindaco che l’attuale sindaco di San Giuliano, i quali accusano la nostra testata di aver voluto strumentalizzare la vicenda. Si badi bene, nell’articolo pubblicato domenica scorsa nessuna responsabilità è stata addossata né all’uno, né all’altro. Eppure entrambi si sono sentiti in dovere di fare delle precisazioni, senza tuttavia cogliere la questione di fondo.

Questo quanto scrive l’ex primo cittadino Luigi Barbieri nella replica indirizzata al nostro giornale. “Con riferimento al recente articolo pubblicato da codesta testata dal titolo “Costata 4 mln e mezzo ma ora gli iscritti sono troppo pochi: la piscina di San Giuliano rischia di chiudere”, in qualità di ex Sindaco del Comune di San Giuliano di Puglia dal 2004 al 2019, mi preme fare alcune considerazioni/precisazioni in quanto l’articolo è “costruito” per infondere nei lettori, per l’ennesima volta, l’idea di spreco di risorse nella ricostruzione post-sisma del paese.

Innanzitutto chi ha scritto l’articolo ha chiaramente dimostrato di non sapere nemmeno di cosa parla (forse non è mai stato a San Giuliano di Puglia) in quanto parla di una piscina olimpionica di 50 metri mentre la piscina di San Giuliano è semiolimpionica con corsie da 25 metri (il minimo realizzabile).

La piscina di San Giuliano di Puglia, al termine dei lavori, è stata affidata in gestione, mediante gara d’appalto con procedura aperta (a cui tutte le società interessate potevano partecipare), all’ATI Hidro Sport – H2O Sport di Campobasso per un periodo di 10 anni a decorrere dalla data di apertura, avvenuta nel 2012.

Quindi, dal 2012 al 2019, l’impianto ha regolarmente funzionato ed è stato frequentato (ci risulta con grande soddisfazione da parte degli utenti) da persone provenienti non solo da San Giuliano ma anche da diversi Comuni del circondario (Santa Croce di Magliano, Bonefro, Colletorto, Rotello, Casacalenda, Larino, Sant’Elia a Pianisi, Ururi, ecc.).

Solo a partire dall’anno 2020, con la chiusura “forzata” causata dalla pandemia, sono sorte difficoltà nella gestione.

Non essendo più Sindaco dal 2019 non conosco nei dettagli le difficoltà e le problematiche inerenti la prossima riapertura ma posso garantire che il Comune e i Gestori dell’impianto hanno la possibilità e le capacità, nonostante le difficoltà legate solamente al Covid, di continuare a far funzionare una struttura che, nonostante ciò che scrive codesta Redazione, rappresenta, in Molise, un vero e proprio ‘gioiello’”.

Questo invece il commento che l’attuale sindaco Giuseppe Ferrante ha affidato a Facebook. “Purtroppo quello che voleva essere un mio appello per incentivare la popolazione ad iscriversi presso la piscina comunale di San Giuliano di Puglia è stato prontamente strumentalizzato e utilizzato per attaccare una comunità che ha sofferto e che sta ancora cercando di rialzarsi. Spreco inutile, speculazione sui fondi ricevuti, ricostruzione faraonica, cattedrali nel deserto, sono solo alcune delle parole comparse sotto ad un articolo facilmente fraintendibile.

La piscina sorge a San Giuliano di Puglia, ma abbraccia un bacino di utenza di più di 10.000 abitanti (cratere sismico 2002) ed è a servizio di tutti. Mi rammarica solo vedere che a distanza di 19 anni San Giuliano di Puglia suscita in alcune persone tale risentimento (anche da parte di qualche amministratore locale)”.

Ecco entrambi gli interventi, oltre a puntare il dito contro chi fa notare come un ingente investimento pubblico rischia di finire inutilizzato, non rispondono alle domande di fondo che avevamo posto nell’articolo di domenica scorsa e che poi sono le stesse che erano state sottolineato in tempi non sospetti.

Ne elenchiamo qui qualcuna, nella speranza che il messaggio arrivi più chiaro.

 

Prima di costruire una piscina, è stata fatta un’indagine di mercato su quella che sarebbe stata l’utenza della struttura?

È stata realizzata una proiezione sulla demografia locale, o ancor più in generale, su quella molisana? Detto in parole povere: è stato calcolato quanti bambini nascono ogni anno nell’area dell’ex cratere sismico? O ancora più semplice: ci si è accorti che il Molise si stava spopolando o si scopre adesso?

È stato fatto uno studio sulle difficoltà che l’utenza trova a raggiungere un centro come San Giuliano di Puglia? Sono state potenziate le infrastrutture? Sono stati implementati i trasporti pubblici? Sono state previste delle convenzioni con le scuole?

Il sindaco Ferrante – che ci accusa di aver attaccato la popolazione, dimostrando di non aver compreso affatto quanto scritto – scrive di un bacino d’utenza di 10mila abitanti. Ha provato a fare il raffronto con Termoli che conta sì due piscine ma ha 33mila residenti, senza contare paesi limitrofi come Campomarino, San Giacomo, Petacciato o quelli della vicina Puglia? Ha provato a fare un raffronto con l’utenza della piscina di San Salvo (20mila abitanti) e ha idea di quanti paesi abbraccia dell’area trignina?

L’ex sindaco Barbieri invece indica come unica motivazione delle poche iscrizioni la pandemia. È chiaro a tutti che il Covid allontani gli utenti dallo sport in luoghi chiusi – c’è scritto anche nell’articolo di domenica scorsa – ma allora dovrebbero essere a rischio chiusura tutte le piscine?

Viene rimarcato che la piscina di San Giuliano è gestita dalle società Hidro Sport e H20. Bene, si tratta delle stesse società che hanno in gestione collegiale la piscina comunale di Termoli e quella di Campobasso. Secondo gli amministratori pubblici, se il gestore è lo stesso, non sarà spinto – per ragioni economiche assolutamente insindacabili – a puntare su quelle strutture che hanno maggiore utenza piuttosto che concentrare gli sforzi su una piscina in difficoltà che comporta dei costi alti?

Ecco, avremmo gradito una qualche risposta ad almeno una di queste domande. Non perché le poniamo noi, ma perché se le fa il povero cittadino che vorrebbe veder spesi bene i soldi delle sue tasse. I molisani – a differenza di quanti molti vogliono far credere – non sono un popolo di beoti. E dovrebbero essere messi a conoscenza di come sono stati utilizzati i fondi per la ricostruzione post sisma.

D’altronde il nostro articolo ha scatenato un ampio dibattito anche su Facebook. Se da un lato molti concordano con Ferrante e Barbieri sulle ragioni del calo di iscrizioni – la pandemia – molti altri non si mostrano affatto sorpresi e diversi condividono i dubbi sulla scelta fatta all’epoca e sull’intero processo di ricostruzione dopo il terremoto.

“Milioni e milioni di euro praticamente buttati per creare infrastrutture inutili. Una piscina di 4 milioni e mezzo di euro in un paese non servito da strade perlomeno decenti” scrive una utente. “Una piscina a San giuliano non aveva senso. Purtroppo dico perché i costi gestione sono enormi. Scelte come al solito irresponsabili” gli fa eco un altro. C’è poi chi allarga il discorso ad altri ambiti della ricostruzione per sottolineare l’inopportunità di alcune scelte. “A San Giuliano è stato fatto un Polo Universitario (dove fino a qualche anno fa ricordo ci fosse un call center) e una piscina, per un’utenza che a malapena potenzialmente poteva superare le 250 unità (considerando una potenziale platea di… 3000/3500 abitanti?). Perché oggettivamente raggiungere San Giuliano non è semplice (ci devi andare appositamente, non è su un’arteria di passaggio). Quindi, pandemia a parte, non mi sorprende che il bilancio costi/benefici sia catastrofico”.

E suona quantomeno grottesco accusare il nostro giornale di “non aver mai messo piede a San Giuliano” quando Primonumero ha denunciato per anni con documentati reportage – qui un articolo datato 2011 – l’enorme mole di soldi spesi per opere senza futuro. Il tempo, si sa, è galantuomo e ahinoi, ci sta dando ragione.

Ma è evidente che la politica locale trova più facile dare dei ‘gufi’ a chi fa notare incongruenze e contraddizioni, accusando chi mette in dubbio la bontà di certe scelte di “non voler bene al territorio”. Guardare il dito e non la luna, per l’appunto.