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Il direttore Stellantis scioglie i dubbi su importanza stabilimento Termoli: “Futuro garantito”

Le parole di Davide Guerra al Festival del Sarà suonano come una promessa sulla centralità che la fabbrica molisana avrà negli anni a venire per il gruppo che controlla il marchio Fiat, a cominciare dalla Gigafactory di prossima realizzazione

Se la parola chiave della prima serata del Festival del Sarà 2021 è stata fiducia, gran merito va dato alla presenza e alle parole del direttore dello stabilimento Stellantis Fiat di Termoli Davide Guerra. Un segnale positivo, a cominciare dal fatto che Guerra abbia detto sì all’invito dell’ideatore del Festival, Antonello Barone, arrivato tramite il presidente del Cosib il sindaco Roberto Di Pardo, oltretutto spendendosi con parole di elogio per l’intero territorio molisano e in particolare per lo stabilimento che guida dal gennaio 2020 e che promette di portare fuori dalle secche dell’incertezza dovuta a una transizione energetica ed ecologica che il settore automotive sta vivendo.

Festival del Sarà 10/09

Un cambiamento che porterà entro pochi anni lo stabilimento di Rivolta del Re da grande produttore di motori e cambi a uno dei pochi ma essenziali fornitori di batterie elettriche per tutte le automobili del gruppo che comprende i marchi della galassia Fiat, quelli della Chrysler e da qualche mese della Peugeot-Citroen.

Il dirigente emiliano ci ha messo la faccia garantendo che “finché ci sarò io lo stabilimento avrà un ruolo importante all’interno di Stellantis”. Una promessa per il territorio di Termoli con il quale lo stesso direttore ha annunciato di voler avviare un dialogo costruttivo per il futuro di Stellantis in Molise.

Ma non è stata l’unica dichiarazione da sottolineare durante la serata di venerdì scorso in Piazza Duomo a Termoli. Infatti Guerra ha rimarcato come “lo stabilimento ha sempre risposto bene negli anni e il CEO Carlos Tavares non ha avuto la necessità di visitare lo stabilimento prima di prendere una decisione così importante. La fiducia è tanta e tale che non può essere disattesa. Ha preso informazioni tramite i suoi più stretti collaboratori e tanto gli è bastato per poter affidare a Termoli questo importantissimo compito” ha dichiarato davanti al pubblico.

Purtroppo il direttore dello stabilimento non ha fornito date certe rispetto all’avvio della Gigafactory e soprattutto non ha chiarito cosa accadrà in questo periodo di transizione che porterà dalla produzione di motori e cambi alla realizzazione di una fabbrica capace di produrre batterie e celle di batterie.

Inoltre non si è soffermato sui numeri occupazionali, probabilmente un tasto dolente in questi tempi in cui sono stati avviati licenziamenti volontari retribuiti di un buon numero di dipendenti.

Un processo che andrà avanti nel prossimo futuro e che servirà anche all’azienda per poter effettuare una sorta di ricambio di personale, poiché per rendere efficiente la mega fabbrica di batteria molto probabilmente serviranno dipendenti con caratteristiche e competenze differenti rispetto a quelle di molti operai attualmente occupati a Termoli.

Festival del Sarà 10/09

“Qui avremo una delle 5 Gigafactory di Stellantis in tutto il mondo” è stato un altro dei passaggi rilevanti dell’intervento di Guerra sul palco. Il direttore ha inoltre prefigurato un futuro prossimo in cui veicoli e infrastrutture comunicheranno tra loro grazie alle nuove tecnologie, favorendo una mobilità più efficiente e sicura.

Un passaggio che oggi sembra lontanissimo ma che potrebbe essere più vicino di quanto si pensi e in questo senso Stellantis sembra avere intenzione di porre a Termoli una base importante per il proprio futuro e indirettamente per quello del Molise. D’altronde quanto dichiarato da Davide Guerra alla presenza del pubblico termolese e delle Istituzioni locali, in primis il presidente del Cosib Roberto Di Pardo, sono state inequivocabili: “L’impegno da parte mia e del gruppo Stellantis è di coinvolgere maggiormente la comunità termolese. Termoli avrà quel lustro che merita per la responsabilità incredibilmente alta che gli è stata data”.