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Vinchiaturo

Il mistero di Monteverde: strani incendi vicino il cimitero di auto nel bosco fotogallery

Sono in corso le indagini dei carabinieri forestali sulla strana successione di incendi che tra luglio e agosto ha cambiato il volto della collina di contrada Monteverde a Vinchiaturo. Le fiamme hanno portato le forze dell'ordine in una villetta che custodiva circa 15 auto abbandonate. Ma il proprietario del terreno non è un concessionario e neppure un carrozziere. A chi appartengono davvero e perché vengono tenute in un luogo così impervio e isolato?

Trenta luglio, nove, dieci e undici agosto 2021: sono queste le date degli incendi che hanno divorato circa 25 ettari di bosco e sterpaglie in località Monteverde, tra Mirabello Sannitico e Vinchiaturo. Su questa ridente collina che si trova dirimpetto al massiccio del Matese e che, ancora oggi, porta i segni di quella devastazione, ci sono decine di villette di chi ha scelto di vivere lontano dai rumori della città e da occhi indiscreti.

La zona è impervia e isolata. A due passi da lì c’è una cava, una serra per piante coltivate in idrocoltura, il più noto incrocio stradale della 4 Vianove e il residence Monteverde, un piccolo villaggio di case singole popolato da residenti del posto ma anche da campani e laziali che l’hanno scelto come buen retiro a due passi dalle loro regione di provenienza. A passarci in pieno giorno feriale sembra un posto disabitato. Qualche sparuto passante a spasso col cane dice che “di giorno stanno tutti a lavorare”.

Ma sappiamo anche che alcuni lì hanno solo la residenza e in realtà vivono altrove.

E’ il caso del signor Antonio Riccitelli, un vinchiaturese di adozione che nessuno o quasi conosce in paese, la cui abitazione è stata lambita dal fuoco nell’agosto scorso.

Monteverde incendio

La sua villetta è tra quelle più remote della collina di contrada Monteverde. Nessuno, neppure il sindaco di Vinchiaturo, aveva mai messo piede in quell’abitazione dove oltre alla casa c’è una rimessa agricola grezza in mattoni e tante, tantissime, automobili. Lo hanno scoperto i vigili del fuoco e i carabinieri forestali che ora stanno svolgendo una attività di indagine a 360 gradi sui quattro distinti episodi d’incendio che potrebbero essere collegati tra loro da una stessa mano e matrice dolosa.

incendio monteverde vinchiaturo

Perché quelle automobili si trovavano lì non è noto. Hanno tutta l’aria di non circolare più da tanto tempo perché ricoperte di polvere. Sono assicurate? Chi è il proprietario? Riccitelli non è un concessionario, non è un meccanico o un carrozziere. Traffica con questi veicoli e a che scopo?

Per ora sono domande senza una risposta. Sta di fatto che da lì vanno tolte: le auto, anche su un terreno privato, non possono essere abbandonate, di fatto sono considerate come un rifiuto e in quanto tale vanno rimosse.

Monteverde di Vinchiaturo dopo gli incendi di agosto

Che sia questa l’intenzione del signor Riccitelli lo conferma anche la figlia che nei primi giorni di settembre era a casa del padre con un paio di ragazzi “per risistemare un po’ il giardino, tagliare l’erba e togliere alberi pericolosi”.

Gliel’hanno intimato le forze dell’ordine dopo gli incendi.

Ma il filone principale dell’indagine dei forestali non riguarda le automobili quanto l’incendio boschivo in sé che, anche come atto dovuto, porta sempre ad un’attività investigativa a maggior ragione se gli episodi sono ravvicinati e si verificano sempre nella stessa zona.

Il primo incendio risale alla notte del 30 luglio e ha mandato in fumo quasi 25 ettari di bosco “con due distinti inneschi” come riferì a Primonumero il sindaco di Mirabello Sannitico, Angelo Miniello. Lo stesso ricordò pure che appena pochi giorni prima c’era stato un altro piccolo incendio ma non delle dimensioni di quello del 30 luglio per il quale erano state necessarie due squadre del 115 e sei automezzi.

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Poi, per diversi giorni non è successo nulla, fino al 9 agosto quando all’ora di pranzo una colonna di fumo nera si è levata vicino all’abitazione del signor Riccitelli salvata in extremis dall’intervento dei vigili del fuoco che sempre in quei terribili primi giorni di agosto operavano su svariati fronti (tra cui Campomarino e il basso Molise) lottando contro due nemici invisibili: il vento e le temperature elevatissime.

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Il 10 agosto l’ennesima chiamata al centralino del 115 ancora per salvare contrada Monteverde a Vinchiaturo. L’incendio era ancora circoscritto nei pressi della villetta con le automobili abbandonate. Qualcuno ha riappiccato il fuoco di proposito? Il terreno era stato bonificato? Questa operazione, successiva allo spegnimento, in linea di massima va sempre fatta ma bisogna anche dire che in quei giorni in Molise era in piena emergenza. L’assenza della bonifica dopo l’intervento delle 24 ore precedenti, pertanto, potrebbe anche spiegare come mai, date le avverse condizioni meteorologiche, la cenere bollente e il vento possano aver fatto ripartire le fiamme.

Il 10 agosto, però, la bonifica viene sicuramente fatta dopo una intensa attività di spegnimento durata anche stavolta parecchie ore.

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E arriviamo all’11 agosto, altra giornata nera per i pompieri tornati per la terza volta in tre giorni a Monteverde. Un’auto d’epoca, una di quelle di maggior valore “parcheggiata – sempre secondo quanto riferito dalla figlia di Riccitelli – su un quadrato di cemento” nel terreno privato, salta per aria forse a causa del calore sprigionato dal fuoco. O forse per ragioni diverse che non si conoscono.

Dopo questo ultimo intervento la collina ha smesso di bruciare ma da quel giorno si sta indagando. “E il fascicolo non è ancora chiuso”, come riferisce a Primonumero il tenente colonnello Margherita Cretella dei carabinieri forestali.

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(AD&SP)

 

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