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Il commissario Toma al Tar contro l’apertura del Punto Nascite. “Ennesimo schiaffo”. Ma lui: “Atto formale, nessuna chiusura” foto

Attesa la sentenza per la conservazione del reparto di Neonatologia ma intanto il centrosinistra attacca il governatore. "Si è costituito in giudizio, vuole chiudere il reparto". Ma il presidente contrattacca: "Mera propaganda politica"

Cambia il commissario alla sanità ma il Punto Nascite dell’ospedale San Timoteo resta fortemente a rischio. Anche Donato Toma, presidente della Regione Molise, ha confermato la posizione assunta da chi l’ha preceduto nel ruolo di commissario alla Sanità, cioè la dottoressa Flori Degrassi.

La struttura commissariale si è infatti costituita in giudizio contro i due ricorsi presentati per evitare la chiusura del reparto di Neonatologia del nosocomio termolese. Toma ha scelto quindi di percorrere la stessa strada di Flori Degrassi opponendosi dunque alla conservazione di un reparto fondamentale per l’intero basso Molise precisando però che si tratta di “un atto formale”.

Gridano allo scandalo invece il Partito Democratico con il suo segretario Vittorino Facciolla, la Conferenza delle donne democratiche del Molise e l’avvocata Laura Venittelli, uno dei legali che sta seguendo i ricorsi davanti al Tar, dove ieri si è tenuta l’udienza di merito e si è in attesa della decisione della camera di consiglio tuttora in corso.

Sarà il responso dei giudici a stabilire se il Punto Nascite di Termoli può continuare a rimanere aperto oppure se il provvedimento adottato dall’Azienda sanitaria regionale del Molise, all’indomani del decesso di un neonato avvenuto il 12 luglio scorso al San Timoteo, è legittimo e congruo.

Ma anche qualora i giudici dovessero dare ragione ai ricorrenti, da una parte Termoli e altri comuni del basso Molise e dall’altra diverse associazioni come la Casa dei diritti, il futuro del reparto di Neonatologia resta in bilico.

“La notizia fa male ma non stupisce – commenta Facciolla – bastava vedere come non è stata gestita l’emergenza Covid in Molise per capire quale sarà la piega che prenderà la nostra Sanità. Anche nel caso del Reparto Maternità del San Timoteo ormai da tempo sono note a tutti le difficoltà, le carenze e le criticità del Punto Nascita e, se solo ci fosse stata attenzione, programmazione, cura nella creazione dei bandi per reperire nuovo personale medico e sanitario, certo non si sarebbe arrivati alla chiusura.

E invece no, si sceglie la strada più facile, forse l’unica che resta a chi non ha nemmeno la minima consapevolezza del ruolo che è chiamato a ricoprire.

Facciolla

L’ennesimo schiaffo alla popolazione del Basso Molise da parte di questo governo regionale. La conseguenza più ovvia è che le famiglie, le donne di Termoli e di tutti i paesi limitrofi sceglieranno di partorire presso gli ospedali di Vasto (non certo di Campobasso) con ulteriori pericoli, danni ed aggravi della nostra spesa sanitaria”.

Dalla Conferenza donne democratiche del Molise parole di indignazione “per la posizione assunta dal Presidente Toma, che invece d’individuare soluzioni per garantire il mantenimento e potenziamento del punto nascita ha scelto la strada più facile quella della chiusura, dimostrando ancora una volta la sua assoluta incapacità nel gestire la sanità molisana”.

Toma ha voluto rispondere sia a Facciolla che ad altri – in gran parte provenienti dal centrosinistra – che in queste ore l’hanno duramente accusato. “A chi, in queste ore, diffonde notizie circa un mio presunto provvedimento che avrebbe disposto la chiusura del Punto nascita dell’Ospedale di Termoli, rispondo che non esiste alcun atto recante la mia firma che vada in tale direzione.  Si tratta, pertanto, di vere e proprie falsità.

È bene precisare che la costituzione nel ricorso è un atto formale dovuto da parte dell’Avvocatura. È alquanto singolare che tale circostanza venga deliberatamente ignorata per confondere le idee ai cittadini.

toma mascherina intervista

Spiace constatare, ancora una volta, come taluni strumentalizzino la sanità e se ne servano per mera propaganda politica. Mi riservo eventuali azioni legali contro quanti diffondano notizie prive di fondamento, il cui fine è unicamente quello di screditare il ruolo commissariale”.

Tuttavia è chiaro che adesso, in attesa della decisione del Tribunale amministrativo regionale, la partita è prettamente politica. Se il Tar dovesse dare ragione ai ricorrenti tenendo aperto il reparto, il destino del Punto Nascite sarebbe in mano all’attuale numero uno della Giunta regionale.