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Green Pass per tutti i lavoratori, è fatta. No ai tamponi gratis ma prezzi calmierati in farmacia

Tanto tuonò che piovve. L’obbligo di Green Pass dal 15 ottobre sarà esteso a tutti i lavoratori, del settore pubblico e privato, d’Italia. E il nostro sarà il primo Paese europeo a varare una norma del genere. Non si potrà entrare in qualsivoglia ufficio, fabbrica, studio professionale (oltre che in tutti quei luoghi dove il certificato verde era già stato reso obbligatorio) senza dimostrare di possedere un certificato verde valido.

Dalla mattutina Cabina di Regia a Palazzo Chigi si è parlato anche di prezzo calmierato per i tamponi in farmacia, oltre che di sanzioni per chi si presenta sul posto di lavoro senza certificato verde. La riunione è durata circa un’ora e mezza e di fatto sono state confermate le indiscrezioni e gli orientamenti della vigilia. Il super Green pass (come è stato già ribattezzato dai media) entrerà in vigore il prossimo 15 ottobre.

Le tensioni politiche (e anche coi sindacati) non sono certo mancate ma il Governo Draghi ha mantenuto la barra dritta e l’obiettivo è ora in dirittura d’arrivo. Green Pass esteso a tutti i lavoratori: è stato messo nero su bianco sul Decreto, che segue quello dello scorso 1 settembre che aveva esteso l’obbligo di green pass per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. E in precedenza dal 6 agosto era stato introdotto l’obbligo per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre.

POMERIGGIO IL VIA LIBERA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI Oggi alle 16 il Consiglio dei Ministri appunto sul tema del Decreto Green Pass che ha dato il via libera al testo del Decreto. Le tensioni politiche (e anche coi sindacati) non sono certo mancate nei giorni scorsi. In particolare il leader della Lega Matteo Salvini ha osteggiato a più riprese il provvedimento, considerandolo una limitazione alla libertà vaccinale. Di contro da vari esponenti del Governo è stato sottolineato come questa dell’estensione del Green Pass sia una soluzione “accomodante rispetto all’obbligo”, che è più divisivo e dirompente. Ma è evidente come l’ipotesi di obbligo vaccinale non sia del tutto abbandonata. Se con l’arrivo dell’inverno i dati dovessero peggiorare nonostante l’imposizione del pass a milioni di lavoratori, si prenderà in considerazione una stretta ulteriore, appunto quella del vaccino obbligatorio per tutti.

OBBLIGO IN VIGORE DAL 15 OTTOBRE, LE SANZIONI PER CHI SGARRA – Tempo un mese circa da oggi, dunque, e tutti i lavoratori dovranno mettersi in regola. Senza un Green Pass valido, infatti, e dunque se non si rispetterà l’obbligo, i lavoratori potranno incorrere in sanzioni. Ovvero è prevista la sospensione dal lavoro (ma non il licenziamento) e quindi dallo stipendio dopo 5 giorni di accesso all’ufficio senza il Green pass (in sostanza, viene replicata la linea già adottata per la scuola). La sanzione varrà sia per il pubblico che per il privato. Per chi elude i controlli, invece, è anche prevista una sanzione pecuniaria oltre anche ad altre sanzioni disciplinari. In tal senso, sono previste multe anche per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli. Il certificato verde, insomma, servirà per accedere ai luoghi di lavoro, non per lavorare e resta ferma la possibilità di chiedere lo smart working. Il criterio adottato per definire il perimetro del provvedimento è quello dell’accesso ai luoghi di lavoro, metodo che tiene dunque fuori pensionati, casalinghe, disoccupati.

MULTE DA 600 FINO A 1500 EURO

Al momento dell’ingresso chi non ha il green pass non potrà essere ammesso all’interno delle aziende e viene considerato assente ingiustificato. La violazione dell’obbligo di avere il certificato è punita con una multa che può arrivare a 1.500 euro e può essere aumentata in caso di contraffazione del documento. In questo caso può scattare anche la denuncia.

Dopo cinque giorni di assenza ingiustificata “il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi o emolumenti”. La riammissione in servizio è subordinata al possesso di valida certificazione verde.

IMPERATIVO: “METTERE IL PAESE IN SICUREZZA” – La svolta dell’estensione generalizzata del certificato verde è stata pensata per incrementare il più possibile le vaccinazioni, prima che arrivi il freddo e la pandemia riprenda quota. L’obiettivo di Draghi è raggiungere in tre, massimo quattro settimane un numero di persone immunizzate così alto da consentire al nostro Paese di entrare “in una zona di sicurezza”.

Anche i dati del monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che attestano un calo di tutti gli indicatori dell’epidemia, ricoveri compresi, avvertono però del pericolo imminente. Con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, sostiene la Fondazione, gli oltre 9 milioni di non vaccinati alimenteranno la circolazione del virus e l’aumento delle ospedalizzazioni. E aggiunge che i ricoverati di oggi sono praticamente tutti non vaccinati.

PREZZI CALMIERATI PER I TAMPONI IN FARMACIA. NO DEL GOVERNO ALLA RICHIESTA DEI TEST GRATIS PER TUTTI – Per quanto riguarda i tamponi, invece, nel testo del provvedimento è previsto l’obbligo generalizzato per le farmacie di praticare prezzi calmierati per i test. Per chi non può vaccinarsi il tampone sarà gratuito, mentre i minorenni pagheranno 8 euro e i maggiorenni 15, quasi il doppio. L’obbligo – questa la ratio della misura – porterà a un incremento del numero delle farmacie che praticano i prezzi calmierati. Non è stata accolta, invece, la richiesta dei sindacati di tamponi gratis per tutti. Cambia, invece, la durata della validità dei tamponi per ottenere il Green pass: sarà di 72 ore per i molecolari mentre resta di 48 ore per gli antigenici.