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Golden power sull’acquisizione del Gemelli Molise. La trattativa si allunga, dossier al Ministero

Per la prima volta il Governo potrebbe porre il veto sulla vendita di una società che opera in ambito sanitario, in questo caso l'ospedale di Campobasso specializzato nella cardiochirurgia. La trattativa tra il Policlinico Gemelli e il fondo svizzero per la vendita del 90% delle quote delle azioni è ancora in corso. Una volta definito, il contratto preliminare sarà sottoposto anche al giudizio dell'esecutivo Draghi che potrebbe bloccare l'operazione in un settore ritenuto strategico e di rilevanza nazionale qualora non ravvisasse la garanzia del prosieguo di servizi sanitari ritenuti di importanza fondamentale.

Il Governo potrebbe bloccare l’acquisizione del Gemelli Molise spa e far saltare il banco, ossia la vendita dell’ospedale di Campobasso al fondo svizzero.

Probabilmente sarebbe il primo veto posto in ambito sanitario. Ma non sarebbe la prima volta che l’esecutivo guidato da Mario Draghi decidesse di esercitare quello che con un’espressione inglese viene definito golden power (letteralmente il ‘potere d’oro’) e quindi di intervenire qualora si ravvedessero rischi per la sicurezza nazionale o per il sistema sociale dalla vendita di un’azienda o di società che svolgono attività considerate strategiche per il Paese o di interesse nazionale.

La facoltà di esercitare poteri speciali è stata introdotta nel 2012, con un decreto legge voluto dall’ex governo tecnico di Mario Monti e ‘ampliato’ di recente. Non solo difesa, sicurezza nazionale, energia, trasporti e telecomunicazioni. All’interno di tale istituto giuridico e quindi sotto l’ala ‘protettiva’ del Governo sono stati inseriti altri quattro settori: sanitario, generi alimentari e le relative filiere, i comparti finanziario e assicurativo. Anche questi sono considerati di interesse strategico. E’ stato previsto l’anno scorso, nell’ambito del Decreto Liquidità approvato dall’ex Conte bis.

Il rischio di applicazione del ‘golden power’ dunque potrebbe rendere meno scontata la cessione del Gemelli Molise spa: la clinica opera in un settore strategico. E non è escluso il veto di Draghi che, secondo un calcolo del Sole 24 Ore, in poco meno di otto mesi (da febbraio a settembre) ha già adottato diciassette decreti per esercitare i poteri speciali.

Se Roma influenzerà anche l’acquisizione dell’ospedale di Campobasso, lo sapremo quando sarà messo nero su bianco il contratto preliminare con cui il Policlinico Gemelli di Roma vende il 90% delle quote al competitor scelto lo scorso luglio, ossia il Responsible Capital A.G., società di investimenti con sede in Svizzera che fa capo al finanziere Stefano Petrarca, la cui offerta è stata considerata la migliore di tutte quelle sul tavolo (compresa quella del gruppo Patriciello, di Humanitas e del fondo dell’imprenditore Vito Gamberale).

Gemelli, ufficializzata la cessione del 90% delle quote al fondo svizzero di Petracca che controlla la SanStefar

 

Chi pensava che l’acquisizione avvenisse in tempi rapidi e si concludesse entro l’estate si è dovuto ricredere. Lo scorso 22 settembre il consiglio di amministrazione del Gemelli Molise ha approvato il bilancio semestrale al 30 giugno 2021, un passaggio chiave nella ‘vita’ amministrativa della struttura sanitaria.

Poco (o nulla) si sa invece sul nuovo corso della clinica e sulla cessione da 33 milioni al fondo elvetico che detiene il 100% delle azioni dei centri di riabilitazione SanStefar. Per il momento, come confermano a Primonumero fonti interne al Cda del Gemelli Molise, ci sono gli ultimi passaggi da compiere, aspetti da limare prima che vada in porto l’operazione di cessione. I tempi si sarebbero allungati anche per valutare meglio alcuni aspetti, acquisire perizie (le cosiddette ‘due diligence’) relative ai rapporti con i fornitori, il personale, la Regione Molise e quindi l’accreditamento nell’ambito del sistema sanitario regionale in cui Gemelli Molise fornisce prestazioni. Servizi confermati anche nel Piano operativo 2019-2021.

Solo nel momento in cui Policlinico Gemelli e il fondo svizzero stipuleranno il contratto preliminare, la ‘partita’ potrebbe spostarsi anche sui tavoli romani: il dossier deve essere inviato al Ministero dello Sviluppo economico e probabilmente, trattandosi dell’acquisizione di un ospedale, potrebbe essere coinvolto anche il Ministero della Salute. E’ in questa fase che il Governo potrebbe esercitare il golden power per proteggere servizi sanitari, assets strategici appunto, la cui importanza è stata ulteriormente rafforzata dopo la pandemia. Servizi sanitari che finirebbero nelle mani di una società straniera. 

Non solo: potrebbe verificarsi anche un’altra eventualità. L’ampliamento dei ‘poteri speciali’ dello Stato previsto nel Decreto Liquidità consente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di agire d’ufficio, anche senza la formale comunicazione dell’acquisizione del Gemelli Molise spa. Quindi, il Gruppo di Coordinamento interministeriale istituito a Palazzo Chigi ha la possibilità di richiedere informazioni e documenti alle parti interessate, in base ad una facoltà prevista anche dal Regolamento Ue.

Il futuro del Gemelli Molise spa è tutto da scrivere insomma. Non è detto che la trattativa si concluda nè che la società di investimenti con sede in Svizzera riesca ad acquisire la maggioranza delle quote per le quali ha presentato l’offerta. Forse proprio per il golden power del Governo che riuscirebbe in un obiettivo fallito pure da Papa Francesco (non ce ne vorrà il pontefice). Durante la fase di presentazione delle offerte di acquisto del Gemelli, Bergoglio aveva lanciato un monito – “La Chiesa non venda sanità” – proprio dal balcone del Policlinico di Roma in cui era ricoverato. Sappiamo com’è finita: una decina di giorni dopo la proprietà della clinica di Campobasso ha accettato i 33 milioni offerti dalla Responsible Capital A.G. (Sp)

Gemelli, si valutano le offerte: attesa per conoscere gli acquirenti. Il Papa: “Anche la Chiesa non venda sanità”