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Fotovoltaico, pannelli sui tetti e non sui terreni agricoli. Coldiretti chiede legge ad hoc

Con tale provvedimento sarà possibile individuare aree da bonificare, terreni abbandonati, zone industriali obsolete e tetti delle strutture anche agricole quali luoghi più idonei all’installazione del fotovoltaico

Sì al fotovoltaico, ma con regole precise: meglio sui tetti di abitazioni ed edifici pubblici e non sui terreni coltivati. Ne sono convinti da Coldiretti Molise che sollecitano la Regione Molise affinchè possa essere approvata una norma ad hoc che disciplini tale settore e tuteli al tempo stesso l’agricoltura.

Serve una legge – esplicita Aniello Ascolese, direttore regionale di Coldiretti – che indichi le aree idonee e inidonee ad ospitare pannelli a terra, escludendo le terre agricole, garantendo biodiversità, ambiente e paesaggio. Terre agricole che sono invece l’obiettivo, come sta accadendo anche in Basso Molise, dei grandi gruppi internazionali che vogliono fare business sulle energie rinnovabili, massimizzando i profitti e distruggendo aree fertili vocate alla produzione”.

Secondo il vertice di Coldiretti Molise, alcune amministrazioni hanno fatto da apripista e cominciato ad installare tali impianti sugli immobili comunali. Su tutte Capracotta e Larino: ““Un esempio da apprezzare ed imitare, di recente hanno installato impianti fotovoltaici sui tetti di strutture pubbliche, sul tetto del Comune l’uno e sulla palestra comunale l’altro, preservando così i terreni agricoli dal rischio di essere utilizzati non più per la produzione di cibo”. 

Per Coldiretti Molise le due esigenze – produrre energia  e rispettare l’ambiente- devono essere conciliate. In questo solco si inserisce la petizione lanciata da Coldiretti Giovani Impresa, il settore dell’Organizzazione che unisce i giovani imprenditori agricoli, che ha avviato nelle scorse settimane, in tutta Italia, la petizione “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo”.

Con tale iniziativa i giovani agricoltori di Coldiretti Molise chiedono alla Regione e agli Enti locali di individuare nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture anche agricole, il luogo più idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

La raccolta firme, avviata in tutti gli uffici Coldiretti, come nei mercati di Campagna Amica, mira a chiedere alle Istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra.

Coldiretti non è infatti contraria al fotovoltaico ma ritine dannosa, per l’intera collettività, la creazione di parchi fotovoltaici a terra che spesso sacrificano terreni agricoli, vocati a produzioni di eccellenza non “replicabili” in altre aree del territorio. Una questione che Coldiretti Molise ha già sottoposto all’attenzione delle Istituzioni locali a cominciare alla Presidenza della Regione.

A chi dice, mentendo, che gli agricoltori non vogliono il fotovoltaico a terra – afferma Coldiretti Molise – rispondiamo che vogliamo fare la nostra parte in un’ottica di multifunzionalità utilizzando una piccola parte dei nostri terreni (marginali, poco produttivi, non coltivabili in modo idoneo) per produrre energia pulita per i consumi delle nostre imprese, come abbiamo chiesto ai legislatori ai diversi livelli”.

“Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – afferma poi il Delegato Regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Mario Di Geronimo – minaccia il futuro alle nuove generazioni di agricoltori che sostengono e promuovono ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile. Inoltre conclude Di Geronimo – destinando i suoli agricoli al fotovoltaico si accelererà la perdita di biodiversità unica del nostro Paese”.