Quantcast

Distributore di metano, prosciolti ex sindaco e assessore. Ora chiedono al Comune demolizione dell’opera abusiva

Il Gup di Larino ha stabilito il non luogo a procedere per Sbrocca, Gallo, Mandrile e Marinucci, ex amministratori e funzionari del Comune di Termoli in relazione alla denuncia del titolare del distributore di metano di via delle Acacie, all’ingresso dell’autostrada A14. Gli ex imputati, ora prosciolti dall’accusa di concussione, si rivolgono all’attuale Amministrazione Comunale presieduta da Roberti dimostrando che l’opera è irregolare e c’è un provvedimento di demolizione pronto da tempo ma mai attuato.

Gli ex amministratori del Comune di Termoli e gli ex dirigenti dell’Urbanistica sono stati prosciolti dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Larino rispetto alla denuncia presentata dal titolare del distributore Metano Puglie, che ha aperto un anno fa circa, in epoca Roberti.

Ora, con una sentenza di non luogo a procedere in loro favore, Sbrocca, Gallo, Mandrile e Marinucci chiedono di far valere il provvedimento  (già pronto in Municipio, che risale all’ultima fase dell’amministrazione precedente), per il ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione dell’opera, considerata abusiva.

I fatti. È una vicenda complessa e che ruota attorno a svariati organismi quella incentrata sul distributore di metano all’ingresso dell’autostrada, in via delle Acacie. Aperto lo scorso anno, dopo un lungo tira e molla e molte polemiche, secondo l’Amministrazione di Angelo Sbrocca non aveva le autorizzazioni necessarie e aveva occupato parte di un terreno di proprietà comunale. Oltre a questo sulla stazione di rifornimento insiste una problematica relativa al rispetto autostradale e statale, messa nero su bianco nel documento col quale la società Autostrade SpA accerta che la distanza dal confine autostradale è inferiore al minimo richiesto. L’anno scorso tuttavia il distributore ha aperto i battenti.

Mandrile Gallo

La storia giudiziaria. Ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Larino Federico Scioli ha emanato una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Angelo Sbrocca (ex sindaco), Pino Gallo (ex assessore all’Urbanistica), Livio Mandrile (ex dirigente all’Urbanistica) e Salvatore Marinucci, quest’ultimo funzionario in pensione del Comune di Termoli e addetto all’ufficio urbanistica-abusi edilizi. Tutti e quattro erano stati denunciati dal titolare di Metano Puglie per tentata concussione. L’uomo aveva riferito ai magistrati che i 4, nei vari ruoli ricoperti, avessero  cercato in ogni modo di fargli realizzare una strada e una rotonda per il Comune di Termoli come compensazione per l’apertura del distributore di carburante in via delle Acacie.

sbrocca-angelo-160832

I difensori Nicolino Cristoforo, Danilo Ricciardi e Giuseppe Mileti hanno dimostrato l’insussistenza dell’accusa di tentata concussione e l’estraneità dei 4 ex imputati  “da ogni forma di abuso del proprio potere e la legittimità degli atti posti in essere, ottenendo un provvedimento di proscioglimento per i propri assistiti”.

Al termine della decisione del magistrato, Sbrocca, Gallo, Mandrile e Marinucci hanno tuttavia fatto presente ai rispettivi difensori e all’opinione pubblica che la questione non può terminare così, anche perché “l’imprenditore denunciante in relazione alla medesima vicenda ha un procedimento penale in corso per occupazione di terreni di proprietà comunale pendente presso il Tribunale Penale di Larino”, ed “esiste un provvedimento non impugnato del Comune di Termoli che ordina il ripristino della proprietà indebitamente occupata con la demolizione di ogni manufatto presente in detta area”.

La richiesta. Da qui la decisione di chiedere, in forma ufficiale e col supporto di atti e documentazione anche di Tribunale, all’attuale Amministrazione Comunale come mai il distributore è aperto nonostante le palesi irregolarità e cosa è stato fatto per attuare i provvedimenti ripristinatori e demolitori dello stesso Comune visto peraltro che l’Ente, unitamente alle Autostrade spa, hanno altresì accertato la mancata distanza dal confine autostradale. “Crediamo e siamo certi – sostengono i prosciolti – che il Comune di Termoli darà una risposta concreta a tale incredibile vicenda con conseguente ripristino della legalità”.