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Dai giovani europeisti termolesi al ripopolamento del Molise

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    Termoli über alles – I Congressi sono ormai una rarità politica quasi del tutto sconosciuta dai partiti italiani. Perciò abbiamo guardato con particolare simpatia il congresso che la Gioventù Federalista Europea di Termoli ha di recente svolto per rinnovare i suoi organismi (eletti Desirèe Fortunato, Presidente e Marco Colecchia, Segretario). Il loro nobile obiettivo storico è – hanno ribadito – quello di “sostenere attivamente il progetto degli Stati Uniti d’Europa con una forte presenza sul territorio partendo dalle piccole realtà vicine al cittadino”.

    Diciamolo: è bello percepire che sulla Termoli leghista, e non proprio europeista, si sentano soffiare consolanti spifferi di Ventotene.

     

    Escamotages – “Ho detto che il mio cuore batte a sinistra, non che sono di sinistra”, così ha voluto enigmaticamente precisare Giuseppe Conte. Altro che “convergenze parallele” di morotea memoria. State a vedere che fra poco il cuore di Toma batte a destra però lui non si sente di destra.

     

    Ripopolare il Molise – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, vuole ripopolare l’entroterra siciliano puntando sulle campagne bisognose di lavoro e sui paesi dove si vendono case vuote a un euro. Cita il caso dei molti siriani stabilitisi con successo sulle Madonìe ridando vita a paesi fantasma. Pensate al Molise che è già sotto i 300 mila abitanti e vanta quattro paesi di origine albanese e tre di origine croata (oltre 16mila corregionali). Pensate se distribuissimo a dovere un po’ di afghani, tunisini, nigeriani e pakistani: diventeremmo la regione italiana, anzi europea etnicamente più poliedrica e virtuosa d’Italia. I nostri sovranisti se ne facciano una ragione: l’Europa è avviata a diventare un melting pot come l’America.

     

    Whatever it takes Per la terza volta l’autorevole rivista americana “Time” ha inserito Mario Draghi, unico italiano, tra le 100 persone più influenti del mondo. Siamo orgogliosi per un riconoscimento che vale più di cento lauree honoris causa e dal quale l’Italia potrebbe ricavare sostanziali ritorni. Sempre che – whatever it takes – l’influente Draghi si metta a fare anche l’influencer.

     

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