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Costata 4 mln e mezzo ma ora gli iscritti sono troppo pochi: la piscina di San Giuliano rischia di chiudere

Simbolo della ricostruzione faraonica del paese più colpito dal terremoto 2002, la struttura sportiva con misure olimpioniche ha numeri troppo esigui per il continuo spopolamento. Appello del sindaco Ferrante: “Evitiamo che questa parte del Molise scompaia”

Se non è il simbolo della ricostruzione post sisma di San Giuliano di Puglia, è solo perché nasce a pochi metri da una scuola tanto all’avanguardia quanto poco utilizzata. È la piscina olimpionica, costata 4 milioni e mezzo di euro circa. Già poco dopo l’apertura 10 anni fa erano sorti i primi dubbi sull’opportunità di realizzare una piscina olimpionica in un paese abitato prevalentemente da anziani in un territorio fortemente spopolato. Ora, 10 anni dopo, la piscina olimpionica di San Giuliano di Puglia è fortemente a rischio chiusura.

Lo afferma il sindaco Giuseppe Ferrante che mette nero su bianco le difficoltà della struttura a reperire iscritti. “Scongiurare la chiusura della Piscina Comunale di San Giuliano di Puglia – afferma Ferrante -. Purtroppo lo spopolamento dei nostri piccoli comuni e la pandemia stanno mettendo a rischio la riapertura della piscina”.

In una nota pubblica, il sindaco di San Giuliano di Puglia fa appello “a tutte quelle persone che vogliono praticare uno sport completo, dai sani principi e soprattutto sicuro anche dal punto di vista sanitario, ad iscriversi presso la struttura di San Giuliano di Puglia”.

È vero, in mezzo ci si è messa anche la pandemia che ha quasi completamente bloccato la frequentazione di piscine e palestre nell’ultimo anno e mezzo. Ma anche adesso che si può tornare a nuotare al chiuso la piscina di San Giuliano di Puglia fa fatica ad attrarre appassionati di nuoto e persone volenterose di imparare a stare in acqua.

“Questa piscina – afferma il primo cittadino – oltre ad essere una delle poche all’avanguardia presente sul territorio molisano (una delle poche se non l’unica ad avere un sollevatore per le persone disabili) è anche fonte di reddito per ragazzi e famiglie non solo di San Giuliano di Puglia ma anche dei comuni limitrofi”.

La struttura è gestita dal 2012 dalle società sportive campobassane H20 sport e Hidro Sport, le stesse che hanno in gestione anche la piscina comunale di Termoli e diverse altre strutture natatorie della regione. Ma San Giuliano, a differenza di centri come Termoli e Campobasso, è un paese in cui lo spopolamento si fa sentire molto di più. È proprio l’entroterra molisano quello che sta risentendo maggiormente della piaga dello spopolamento che ha già portato il Molise a scendere sotto quota 300mila abitanti, una tendenza che nelle previsioni continuerà inesorabile nei prossimi anni.

Rispetto all’anno scorso c’è qualche iscritto in più ma potrebbe non bastare perché una piscina olimpionica, vale a dire con vasche di 50 metri di lunghezza, tali da ospitare anche meeting e gare internazionali, ha dei costi notevoli per la manutenzione e la gestione.

Probabilmente ci si doveva pensare all’epoca della ricostruzione soprattutto considerando quanto è difficile raggiungere centri semi isolati come San Giuliano. Quanti bambini nascono a San Giuliano di Puglia e nei paesi limitrofi ogni anno? Quante persone (visti i tempi) provenienti dalla costa o dal capoluogo sono disposti a mettersi in macchina per raggiungere San Giuliano?

Una programmazione seria non è stata fatta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, sebbene già 10 anni fa più di qualcuno, compreso l’ex Ministro Di Pietro, aveva denunciato lo spreco di fondi pubblici. Ma lo Stato – che ha tenuto sempre la competenza della ricostruzione di San Giuliano lasciando alla Regione Molise tutto il resto – voleva fare le cose in grande. Così sono nate queste cattedrali nel deserto.

Uno dei problemi più seri del Molise restano le strade, infrastrutture che in molti casi denotano abbandono e scarsa manutenzione. Adesso il pericolo è che una struttura costata 4 milioni e mezzo di euro in una ricostruzione che doveva essere un modello per tutta Italia potrebbe rimanere chiusa e chissà per quanto.

Secondo Ferrante, che è sindaco solo da due anni e quella piscina se l’è trovata già costruita, “la collaborazione tra nostre comunità significherebbe non solo scongiurare la chiusura di questa struttura ma rappresenterebbe anche una buona prassi da poter mettere in campo per problematiche presenti sul nostro territorio, quali sanità, viabilità, scuola. Solo facendo rete possiamo evitare che questa parte del Molise scompaia”.