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Contagi in classe, sindaco di Fornelli chiude tutte le scuole “per precauzione”: è il primo (e finora unico) caso in Italia

Nel piccolo comune della provincia di Isernia i contagi registrati (12 attualmente) hanno indotto il sindaco Giovanni Tedeschi a prendere un provvedimento straordinario di chiusura di tutti gli istituti scolastici. Una scelta in controtendenza rispetto ai provvedimenti ministeriali e a quanto sta avvenendo in città molto più grandi dove sono state poste in quarantena le classi. "Credo che siamo di fronte ad una situazione da approfondire e vogliamo sanificare per bene i plessi", sottolinea Tedeschi. I focolai potrebbero sgonfiarsi anzitempo: i tamponi rapidi sui genitori dei piccoli dell'asilo hanno dato esito negativo.

Mentre a Milano e Napoli, le metropoli italiane, si ricorre alle piccole quarantene come previsto dal decreto e dai protocolli scolastici ai quali si è lavorato per mesi con l’obiettivo di scongiurare lo spettro della Dad, i complessivi 12 casi positivi del borgo di Fornelli, 2000 anime, hanno indotto il primo cittadino Giovanni Tedeschi a chiudere per 3 giorni tutte – tutte – le scuole del paese.

“Se in un istituto si certifica un focolaio, si isola l’istituto. Se il contagio è in una classe, si isola la classe. Non vedremo più intere regioni con i plessi chiusi per il Covid. Mai più Dad. La scuola sarà l’ultima cosa che chiuderà nel Paese“. Parole di Patrizio Bianchi, il ministro dell’Istruzione che così giorni fa aveva sintetizzato le regole per il rientro in classe previste dal decreto 111 e nelle linee guida del Comitato Tecnico scientifico inviate ai dirigenti scolastici poco prima del suono della campanella. A monte un lavoro più ampio, partito con il completamento dell’immunizzazione del personale scolastico per consentire la didattica in presenza, considerata prioritaria. Un importante cambio di registro, in pratica, rispetto allo scorso anno scolastico. Come dimenticare poi il Green Pass, obbligatorio per tutti i docenti e il personale scolastico?

Peccato che otto giorni dopo l’avvio delle lezioni ci siamo ritrovati punto e a capo. Almeno a Fornelli, comune molisano di circa 2mila anime e uno dei borghi più belli d’Italia. Sono bastati quattro contagi rilevati tra gli studenti per far scattare l’ordinanza del sindaco Giovanni Tedeschi. Tutte le scuole di ogni ordine e grado chiuse per tre giorni, da oggi (23 settembre) fino a domenica 25, quando in paese si svolgerà uno screening di massa che consentirà di effettuare una mappatura epidemiologica.

Fino ad allora i bambini dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia e gli alunni di primaria e media resteranno a casa. Il primo cittadino ha deciso così, a dispetto delle linee guida del Governo e in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo nel resto del Paese. In Abruzzo, ad esempio, giusto per citare una situazione geograficamente vicina a quella molisana, una decina di classi è in quarantena dopo i primi casi accertati. Stessa cosa in città molto più grandi come Firenze, Bari e Foggia. Idem nelle aree metropolitane di Roma e Milano. Lezioni davanti a pc e tablet, non più in aula. Didattica a distanza di singole classi e non di interi istituti, come prevedono le norme in vigore.

Non così nel borgo della provincia di Isernia, una sorta di unicum di Italia. In realtà un caso ‘analogo’ c’era stato a metà settembre, proprio all’indomani dell’inizio della scuola, in provincia di Caserta dove il sindaco aveva optato per la chiusura di una scuola dell’infanzia in cui la maestra era risultata positiva. Ma quello di Fornelli sembra essere decisamente più eclatante. Eccesso di zelo o di paura?

Giovanni Tedeschi ha pensato di riportare un po’ indietro l’orologio. Lezioni sospese dopo che i quattro contagi – il primo accertato in un alunno dell’infanzia – sono triplicati nel giro di qualche giorno: ad oggi ne sono dodici. “Ci sono quattro studenti di classi differenti, sono due dell’infanzia e due della primaria. Non ci sono positivi tra gli insegnanti per fortuna. Le altre otto persone contagiate sono familiari. Gli adulti contagiati sono vaccinati e stanno tutti bene”, spiega il sindaco. “Abbiamo chiuso le scuole in via precauzionale e per effettuare la sanificazione dei plessi, mentre l’Asrem ha avviato il tracciamento. Domenica 25 settembre svolgeremo presso l’auditorium lo screening che sarà gratuito e volontario”.

comune fornelli

Per chi non fosse mai stato a Fornelli, in paese asilo nido, scuola dell’infanzia, primaria e scuola secondaria di primo grado si trovano in quattro edifici diversi.

Per il sindaco i numeri, pur essendo ridotti, erano tali da giustificare un provvedimento straordinario di chiusura generale delle scuole del paese: “Questa estate non abbiamo registrato contagi a Fornelli. La scuola ha riaperto otto giorni fa e ci siamo trovati già di fronte ad una situazione eccezionale, con i contagi che da quattro sono saliti a dodici”.

Eppure il Governo aveva dato indicazioni diverse proprio per evitare chiusure generalizzate. “Conosco le indicazioni generali del Ministero – sottolinea Tedeschi – ma ho preso questa decisione per consentire una sanificazione più accurata dei locali e per svolgere l’attività di screening. La volontà del Ministero che va rispettata. Però, a mio avviso, in una situazione locale bisogna fare considerazioni diverse. Fornelli è un comune di meno di 2mila abitanti, i contagi sono aumentati nel giro di otto giorni. Credo che questa sia una situazione eccezionale, che va approfondita. Se il contagio avesse riguardato una o due classi, poteva essere considerata una situazione normale. Tuttavia, i contagi rilevati hanno destato preoccupazione nelle famiglie e nell’intera comunità. Io comunque ho agito in buona fede e coscienza, poi le norme non sono mai chiare…”.

L’ordinanza del sindaco è stata firmata anche perchè i primi contagi non sono stati circoscritti ad un unico cluster ma “a tre situazioni diverse. E anche questo è stato motivo di preoccupazione”, argomenta il primo cittadino.

L’Asrem ha avviato la consueta attività di tracciamento, domenica 25 settembre si svolgerà lo screening all’interno della popolazione scolastica e inoltre si potrà effettuare un tampone a prezzo calmierato grazie all’accordo con un laboratorio analisi. Tuttavia, tutto potrebbe ‘sgonfiarsi’ nel giro di poco tempo: i primi test rapidi svolti dai genitori dei piccoli dell’infanzia avrebbero dati tutti esito negativo.