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Centro vaccini del San Timoteo, fragili convocati per la terza dose e ‘rispediti’ a casa. “Trattati come pacchi postali”

Una decina di soggetti fragili, convocati oggi per la somministrazione della dose addizionale di vaccino, è stata rimandata a casa. Al centro vaccinale fuori dal San Timoteo la spiegazione fornita è stata quella di 'separare' i trapiantati e persone con le maggiori compromissioni a livello immunitarie rispetto ad altri. E allora perchè sono stati convocati oggi? La segnalazione di un cittadino 80enne, malato oncologico, 'vittima' del disguido

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Non una, ma due convocazioni arrivate ieri sul cellulare per avvisare il cittadino che all’indomani avrebbe dovuto presentarsi al centro vaccinale del San Timoteo per la terza dose, quella che a partire da ieri l’altro il Ministero della Salute (e la Regione Molise si è subito attivata) ha previsto per talune categorie di soggetti fragili. Peccato che oggi dalla tenda della Croce  Rossa divenuta centro di somministrazione del farmaco antiCovid molti dei presenti siano stati rispediti a casa. Compreso il signore 80enne autore della presente segnalazione, malato oncologico e immuno-depresso a causa di una terapia radiante e di una ormonale volte a ‘sconfiggere’ le cellule malate.

Lui e altri quest’oggi a Termoli, chi prima e chi dopo essere entrato nella tenda dell’hospitainer, sono stati respinti e invitati a tornarsene a casa.

Motivo? È stato detto ai vaccinandi che le indicazioni ricevute erano quelle di vaccinare prima alcuni fragili rispetto ad altri, e dunque – per intenderci – prima i trapiantati e dopo gli oncologici. Si tratta di persone con deficienze immunitarie in ogni caso, che il Ministero in un’apposita circolare (Circolare Ministero Salute Terza dose) ha inserito tra coloro che dovranno fare – prima di altri – la dose addizionale di vaccino per raggiungere una adeguata risposta immunitaria.

Sono 7mila i molisani in questa situazione, ed oggi (22 settembre) è il terzo giorno di questo speciale richiamo. Richiamo che però, per molti dei presenti oggi a Termoli (invero non tantissimi), non c’è stato. “Ho prima compilato il modulo di consenso in tutte le sue parti, insieme a una dottoressa, e poi l’amara sorpresa”. “Lei ha fatto una terapia radiante localizzata, dunque non rientra tra quelli che dovranno vaccinarsi oggi” è stato riferito all’uomo. Come a dire che il suo caso è meno grave (meno prioritario) rispetto a chi, ad esempio, ha fatto una chemioterapia che si irradia in tutto il corpo.

Una sorta di scrematura dei soggetti fragili, con una lista di priorità nella priorità che li caratterizza in quanto soggetti particolarmente vulnerabili. Una scelta condivisibile, forse, che tuttavia non spiega perché alcune persone siano state convocate se non era ancora il loro momento. “Mi sembra un eccesso di burocratismo, in ogni caso una deficienza organizzativa francamente intollerabile”.

È comprensibilmente amareggiato il signore che oggi, alle 9.10, si è recato di tutto punto all’ospedale di viale San Francesco salvo poi dover riprendere la via di casa un’ora dopo. “Prima ho fatto la fila, poi quello che credo sia un dottore è uscito e ha detto a chi non aveva la convocazione di andare via. Io, che la convocazione ce l’avevo, sono dunque diventato il secondo della fila, sono entrato nel ‘tunnel’ della tenda ma poi anche quella trafila si è rivelata inutile. Ecco, ci sottopongono a un sacrificio inutile”. Già, perché se a un giovane potrebbe non pesare un impegno del genere, per un soggetto anziano e perlopiù fragile la questione è diversa. “Faccio fatica a muovermi, spostarmi con la macchina. E c’è chi sta peggio di me. Ebbene, come si fa a trattare come pacchi postali queste persone?”.

Oltretutto, a chi è stato rimandato a casa senza aver ricevuto la iniezione prevista non è stata fornita una informazione precisa. “Quando verremo riconvocati?”. Una risposta chiara non è stata data. E si può solo immaginare il carico di sconforto e di preoccupazione che questa incertezza va ad aggiungere a tutto il resto.          

Per correttezza e completezza informativa, aggiungiamo che dopo qualche ora l’anziano è stato ri-convocato per domattina. Resta il fatto che oggi la sua ‘visita’ al centro vaccinale è stata un buco nell’acqua. Con tutte le difficoltà di cui abbiamo scritto.   (RM)