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Assunzione di 900 sanitari in 3 anni, il piano Asrem ‘bocciato’ dal sindacato. “Il numero dei dipendenti resterà lo stesso”

La Fials boccia il piano assuzionale dell’Asrem perché, dice, di fatto non prevede nuove assunzioni. Era stato il presidente della Regione-neo Governatore della Sanità ad annunciare in conferenza stampa – presentando il nuovo Pos – l’assunzione di 930 persone in tre anni. 

Di ieri la ‘bocciatura’ anche da parte del Movimento 5 stelle che aveva parlato di fumo negli occhi.

Nuove assunzioni negli ospedali: per il M5S sono “fumo negli occhi”

“Dei ventilati novecento posti previsti in detto piano nel triennio 2021/2023 – così la Fials – di fatto 200 sono già occupati da duecento infermieri assunti a tempo determinato, 150 sono già occupati da oss assunti allo stesso modo, ed  oltre 100 posti sono occupati da altre figure professionali.

Nei prossimi tre anni circa 200 lavoratori andranno in pensione per raggiunti limiti di età ed altrettanti per raggiunti limiti contributivi.

Il dato è tratto: nel prossimo triennio seppure riusciranno ad indire concorsi pubblici il numero dei dipendenti rimane lo stesso di quello attuale.

La spesa attuale del personale è sottostimata di oltre quaranta milioni di euro, per questo motivo la Fials ha chiesto un incremento reale di personale di almeno duecento unità comprensivo di: ausiliari non previsti nel piano nonostante è intenzione dell’Asrem reinternalizzare il servizio di ausiliarato, coadiutori amministrativi assai carenti, e qualche posto da riservare alla figura di commesso e di centralinista”.

Inoltre per il sindacato guidato da Carmine Vasile è necessario integrare nel piano: infermieri, oss, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, fisioterapisti, ostetriche, dietiste, autisti di autoambulanza, tecnici perfusionisti ed assistenti sociali.

“Se ciò non accade significa che il dato è tratto,  si vuole contenere la spesa sanitaria risparmiando sul personale.

Infine è  necessario precisare che l’atto aziendale 2018 prevedeva una dotazione di 4448 lavoratori contro gli attuali 3100.

Non a caso con il calo progressivo di operatori della sanità non si riescono  a garantire i livelli essenziali di assistenza e sempre più frequentemente i nostri concittadini sono costretti a curarsi fuori dalla nostra regione”.