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Toma commissario alla sanità, le opposizioni: “Non ha più scuse, affronti le emergenze”

Ora il presidente Donato Toma non ha più scuse: deve affrontare le emergenze della sanità”: è quasi univoco il commento delle opposizioni il giorno dopo la nomina del governatore a commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario. Pd e M5S non esultano dopo la designazione del Governo Draghi e dettano l’agenda delle priorità da risolvere.

Il Governo cede e affida la sanità al Presidente: è Donato Toma il nuovo commissario ad acta

Toma diventa commissario nel modo peggiore: rendendosi corresponsabile anche del fallimento del commissario Degrassi (che si è dimessa alcuni giorni fa, ndr) avendo di fatto osteggiato l’emendamento che dava soldi alla regione Molise sia per azzerare il debito sanitario che per mettere a disposizione del commissario risorse per disporre di una struttura di supporto tecnico efficiente ed efficace”, commenta il consigliere regionale dem Vittorino Facciolla.

Peraltro, aggiunge, “Toma arriva a questo risultato dopo 3 anni e mezzo di amministrazione regionale, durante i quali ha dato abbondantemente prova di non essere all’altezza del ruolo, dimostrando un’assoluta incapacità amministrativa su ogni fronte: sul fronte della gestione della macchina amministrativa regionale, sul fronte degli investimenti pubblici e sul fronte della programmazione. Quindi io direi che c’è poco da esultare. Una cosa è certa: adesso non ha più scuse da accampare e non potrà scaricare colpe e responsabilità su altri al di fuori di lui”.

 

Il Movimento 5 Stelle, che tanto a livello regionale quanto a livello nazionale, è sempre stato contrario alla figura del governatore-commissario ad acta commenta così: “Il presidente Toma ha ottenuto ciò che agognava dal primo giorno del suo mandato. Alle già gravose cariche di presidente della Giunta regionale, capo della Protezione Civile e commissario alla ricostruzione, si aggiunge dunque il compito più delicato. Speriamo che non sia davvero troppo e che ora, finalmente, mantenga gli impegni presi in Consiglio regionale”.

I pentastellati auspicano un cambio di passo rispetto a quanto fatto finora dal capo della Giunta regionale: “Finora abbiamo assistito ad un vergognoso scaricabarile tra Regione, Asrem e struttura commissariale. Un gioco al massacro, a danni dei molisani, per un’assurda pretesa di maggiori poteri. Eppure il presidente aveva già un enorme potere di indirizzo sulla sanità molisana. E molti degli impegni da lui stesso assunti nell’Assise regionale dipendevano, di fatto, da lui. Il presidente e la sua giunta hanno infatti dettato gli obiettivi strategici al Direttore generale di Asrem, braccio operativo della stessa giunta che l’ha nominato. Ancora, da capo della Protezione Civile e coordinatore dell’unità di crisi aveva ampi spazi di manovra in pandemia. Mentre da capo dell’esecutivo poteva fare pressioni ed esercitare il controllo su Asrem in merito all’esigenza principale della sanità pubblica molisana: reclutare personale”.

Infine, la stoccata sulle risorse extra che sarebbe dovute arrivare in Molise per ripianare i conti della sanità. M5S ricorda al “‘governatore plenipotenziario’ la sua ultima, imbarazzante, opposizione (per tramite dei suoi compagni di partito a Roma) al superamento della situazione debitoria della sanità molisana. Toma ha prima annunciato una pioggia di milioni per risanare i conti, salvo poi remare contro in attesa che anche la commissaria Degrassi rimettesse il suo mandato. Siamo pronti a scommettere che quei milioni torneranno sul piatto e non troveranno più l’opposizione della Casellati. Ma questa è un’altra storia. La sua strategia ha funzionato ed ora vogliamo da lui un radicale cambio di atteggiamento. A differenza di quanto fatto dal governatore, che ha sprecato tre anni in recriminazioni egoistiche, vogliamo essere propositivi, nel solo interesse dei cittadini. E del sacrosanto diritto alla salute”.

Ecco quindi le questioni da risolvere: nuovi concorsi, con premialità per chi ha prestato servizio in piena pandemia; sciogliere il nodo del centro covid, nella speranza che non ne avremo bisogno e che si trasformi in un centro di malattie infettive; riorganizzare la rete ospedaliera pubblica, garantendo anche l’emergenza-urgenza; potenziare l’assistenza territoriale, superando la fallimentare logica ospedale-centrica e riducendo il divario, in termini di qualità delle cure, tra centro e periferia.

“A questi impegni – concludono i penstellati – già siglati e che ormai sono tutti in capo allo stesso Toma, aggiungiamo un’opportuna revisione dei contratti con i privati accreditati. Contratti rinnovati tacitamente dal 2018, che espongono le casse pubbliche ad un pesante indebitamento con le strutture private più grandi e attrattive. Accordi che drenano troppe, fondamentali risorse dal risicato budget sanitario regionale. Sarà opportuno dialogare con i presidenti delle regioni confinanti, proponendo i tanto attesi accordi di confine: solo così il piccolo Molise potrà smetterla di indebitarsi per anticipare le cure dei tanti cittadini di fuori regione, che si avvalgono dei centri privati operanti sul nostro territorio.

Attendiamo il presidente Toma alla prova dei fatti, sperando che intenda chiudere definitivamente questa pagina buia per il diritto alla salute in Molise. E gli ricordiamo che ora, davvero, non ha più scuse né capri espiatori da cercare. Ora può e deve assicurare i Livelli essenziali di assistenza ai molisani”.