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Differenziata a metà e la società dei rifiuti s’indebita: “Hanno i soldi dei parcheggi, come li usano?”

L'ex assessore al Bilancio, oggi in minoranza, chiede lumi alla società che ha contratto un mutuo da 600 mila euro per completare la raccolta differenziata. Dal 1 agosto Sea è la concessionaria delle strisce blu. "Guadagneranno quasi 1 milione di euro coi parcheggi perché s'indebitano ancora?"

“L’indebitamento della municipalizzata Sea si poteva evitare. Ci sono entrate cospicue che non giustificano assolutamente questo mutuo da 600 mila euro”.

E’ lapidario il giudizio dell’ex assessore al Bilancio, oggi consigliere comunale di minoranza, Massimo Sabusco. Una reazione, la sua, scaturita a seguito della notizia filtrata da Primonumero in questo recente articolo sui ritardi del completamento della differenziata a Campobasso.

Differenziata, dopo 5 anni e 5 milioni spesi ancora un miraggio per mezza città. “Soldi finiti e troppa burocrazia”

Tassi convenienti e agevolazioni fiscali – oltre a una prevista (ma non obbligatoria) compartecipazione della società al progetto di raccolta differenziata (illustrato nel piano industriale del 2016) – hanno convinto il vertice della società a contrarre il nuovo mutuo. Con questa liquidità saranno finanziati – come ha spiegato sempre a Primonumero il direttore Mauro Vitolo – l’acquisto di materiali e mezzi in vista di un ulteriore allargamento del servizio di raccolta rifiuti a nuovi quartieri della città che, lo ricordiamo, è ancora scoperta al 50 per cento dopo 5 anni dall’avvio e 5 milioni di euro spesi.

“Quando è stato redatto il piano industriale dalla vecchia amministrazione la Sea non gestiva i parcheggi e il verde pubblico. Ma oggi tutto è cambiato: dal 1 agosto le strisce blu sono passate dalla vecchia concessionaria Aj Mobilità alla nostra municipalizzata che può, quindi, fare affidamento su quasi 1 milioni di euro di entrate certe l’anno. Perché indebitarsi, che senso ha?”.

Raccolta differenziata rifiuti Campobasso

Le “entrate certe” a cui fa riferimento l’ex titolare della delega al Bilancio nella giunta di centrosinistra sono desumibili dallo storico che parla di risorse che ammontano a 980 mila euro. Tanto valgono in un anno tutte le monetine che ogni giorno vengono messe dagli automobilisti nelle macchinette dei parcheggiare in centro. A questi soldi vanno sottratte naturalmente le spese per il personale, il canone di concessione del Comune ed eventuali investimenti (anche se un ammodernamento del sistema di riscossione era stato già fatto due anni fa da Aj Mobilità, ndr). Altre entrate per la Sea arrivano dalla gestione del verde pubblico anche questo passato di mano dalle cooperative alla società.

Insomma, gli utili per la Spa ci sono, o meglio, ci saranno grazie ai parcheggi che fruttano. E poi la Sea è una Spa con entrate uniche, cioè non vincolate. Significa che può investire i suoi guadagni come meglio crede. Il suo statuto peraltro è stato modificato: se prima aveva come unico cliente il Comune di Campobasso (che resta il socio unico al 100 per cento) oggi può fornire servizi anche a terzi.

Massimo Sabusco

Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato, nel 2009, un risanamento societario portato avanti con determinazione dall’amministrazione di centrodestra guidata da Gino Di Bartolomeo che per l’intera legislatura non ha fatto altro che ripetere alla città che non c’erano soldi neppure per un gelato. E gli effetti furono ben visibili a chiunque, coi Natali senza luminarie e i cartelloni estivi tristissimi.

Il consigliere Sabusco è di quella ‘parrocchia’ lì. Per lui “se hai le risorse programmi le spese, se le risorse non le hai fai di tutto per fare economia e solo in casi estremi contrai debiti. Altrimenti poi se li ritroverà chi verrà dopo di te. Hanno una super manager alla Sea (l’amministratore delegato Stefania Tomaro nominata il 23 luglio dello scorso anno, ndr) con un curriculum di tutto rispetto? Benissimo, che si occupi anche di revisionare i contratti in essere e vedere se da lì si può risparmiare. Quella del mutuo doveva essere l’ultima via percorribile. E poi sanno benissimo che non basterà per completare la raccolta in tutta la città, quindi che intenzioni hanno? L’anno prossimo accenderanno un altro mutuo?”.

(AD)