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Il Governo cede e affida la sanità al Presidente: è Donato Toma il nuovo commissario ad acta

Colpo di scena: il Consiglio dei Ministri ha nominato questo pomeriggio - 5 agosto - il presidente Donato Toma come nuovo commissario alla sanità per il rientro dal debito nella Regione Molise dopo le dimissioni di Flori Degrassi. La designazione è avvenuta contestualmente alla riunione per il nuovo decreto sul green pass. Esulta il governatore che sin dalla sua elezione aveva sperato in tale nomina: "Primo obiettivo è azzerare il debito". La prima dichiarazione di Toma: "Il Governo Draghi mi ha dato ragione: il commissario alla Sanità in Molise deve essere il presidente della Regione"

Il presidente della Regione Donato Toma è il nuovo commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal debito sanitario. In pratica, prenderà il posto di Flori Degrassi che dopo quattro mesi “per importanti motivi personali” e “per l’impossibilità di operare a causa della carenza di risorse economiche e umane” ha fatto le valigie e ha lasciato il Molise.

Oggi pomeriggio (5 agosto), a distanza di alcuni giorni dalle dimissioni di Degrassi, ex direttore generale dell’Asl Roma 2, e contestualmente alla seduta di Palazzo Chigi per il nuovo decreto sul green pass, la nomina flash del Consiglio dei Ministri: la sanità sarà affidata al governatore.

Mario Draghi in pratica ha rivoluzionato uno dei principi cardine del ‘credo’ M5S, una delle forze politiche che sostengono il suo esecutivo. Nel 2018, quando i pentastellati erano al Governo con la Lega, aveva prevalso un principio: “un presidente di Regione non può fare il commissario ad acta. Solo così si possono evitare sperperi e clientele”, la loro tesi.

Tanto da nominare e inviare nella nostra regione due tecnici: l’ex generale della Guardia di Finanza Angelo Giustini prima, Flori Degrassi poi. Entrambi – anche se per motivazioni diverse (Giustini è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Campobasso nella gestione dell’emergenza covid, ndr) – hanno gettato la spugna.

Poche risorse, contenziosi e “un importante problema personale”: ecco perchè commissario alla sanità si è dimesso

Evidentemente il premier Draghi non è dello stesso avviso del Movimento 5 Stelle. Quindi, si cambia di nuovo. E oggi l’investitura ufficiale di Toma che negli ultimi 2 anni e mezzo, subito dopo la sua elezione a capo della Giunta regionale, si era battuto per la designazione a commissario ad acta per la sanità.

La notizia della nomina da parte del Consiglio dei Ministri arriva in Molise comunicata dallo stesso presidente con una nota stampa in cui delinea la sua ‘mission’: “Ho tre obiettivi: azzerare il disavanzo, attuare il Patto per la salute, rendendo finalmente efficiente il Sistema sanitario, e porre fine allo strumento del Commissariamento”.

Il lavoro del governatore molisano non sarà facile: c’è un debito enorme da saldare. Tanto che l’ex commissario aveva chiesto risorse extra al Ministero. E poi bisogna approvare il nuovo Programma operativo sanitario e con ogni probabilità in autunno sarà necessario affrontare la quarta ondata provocata dal virus che ha fatto accendere le prime spie. L’escalation di contagi è una di queste. Così come i ricoveri all’ospedale Cardarelli, che mai stato covid free neppure quando il Sars-Cov-2 ha allentato un po’ la presa.

“Il Governo Draghi mi ha dato ragione: il commissario alla Sanità in Molise deve essere il presidente della Regione. Le mie richieste – commenta ancora Toma – sono state accolte e si è dimostrato che soluzioni diverse non sono efficaci. Adesso occorre recuperare il tempo perso e lavorare nell’unica direzione necessaria: tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei molisani. Lo faremo di concerto, valorizzando tutte le professionalità del comparto sanitario e parasanitario, ascoltando, confrontandoci e decidendo. Al Governo ho già anticipato che presenterò delle richieste precise, con cronoprogramma e obiettivi. Subito: risorse economiche per azzerare il deficit, risorse umane per dare continuità e maggiore efficienza al servizio, sostegno da parte dell’Agenas. Il mio obiettivo è quello di porre fine allo strumento del Commissariamento entro la scadenza del mio primo mandato e ridare così alla Regione la potestà legislativa in materia sanitaria”.

Il capo della Giunta regionale comunque esulta e non si nasconde: “Sono soddisfatto, tutti ricorderete le mie battaglie, con i Governi precedenti, per essere nominato commissario. Oggi abbiamo finalmente avuto ragione”, conclude Toma.

Per Toma è una prova del nove fondamentale, dalla quale dipende una eventuale rielezione ma anche la sopravvivenza politica della sua Giunta.