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Progetto South Beach, criticità naturalistico-ambientali e turismo alternativo

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    di Angelo Sanzò – Presidente del Comitato Scientifico Legambiente Molise

     

    Sul tema South Beach o per meglio dire su quanto collegato all’eventuale insediamento in territorio molisano di tale invasiva struttura, sia in relazione alle ripercussioni sui delicati equilibri naturalistico-ambientali dei luoghi coinvolti, sia su quelli più propriamente turistici, si è soffermato anche il Presidente Nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, in occasione della sua venuta a Termoli, per presenziare alla divulgazione dei dati relativi alle analisi sullo stato delle acque rivierasche molisane.  Nel suo intervento, Ciafani ha evidenziato le negatività derivanti da una tale colata di cemento, relativa all’urbanizzazione di circa 160 ettari a ridosso del mare, su una delle poche aree ancora salve dall’edificazione cui la costa adriatica è stata sottoposta negli anni.

    La cementificazione dell’area in parola, con la sua conseguente, inevitabile impermeabilizzazione, con l’ineluttabile effetto di agire sulla ridotta quantità idrica d’infiltrazione nel sottosuolo, creerebbe un inevitabile maggiore scorrimento in superficie di quantitativi di acqua incontrollabili, specie in relazione all’amplificarsi dei fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici in corso. Verrebbero, cioè, meno gran parte dei volumi di acqua che tornano attualmente al fiume dopo aver attraversato in profondità i depositi alluvionali trasportati dallo stesso corso d’acqua. Materiali che hanno anche il compito di accogliere e smaltire in tempi circoscritti, nei detti casi estremi, quei quantitativi eccezionali di acqua, verosimilmente, presenti sempre più di frequente in futuro. Entrerebbe, per intenderci, in gioco un perverso cammino tendente a impoverire, in qualità e quantità, la massa biologica alla base dei vari ecosistemi presenti in loco e tra loro interdipendenti.

    Inoltre e soprattutto, non va dimenticato il presupposto ambientale principe, riguardante il territorio in oggetto ovvero il suo essere compreso in una delle tre aree d’interesse comunitario della costa molisana. Per il suo essere, infatti, per la quasi totalità bassa e sabbiosa, assume non secondaria importanza l’annesso sistema dunale litoraneo che si accompagna a gran parte dei circa 35 chilometri della costa molisana. In particolare e in riferimento a quanto di nostro interesse Foce Trigno – Marina di Petacciato (IT7228221), assumono particolare rilevanza, sia il possibile mantenimento e valorizzazione della biodiversità delle specie vegetali e animali presenti negli ecosistemi del luogo, sia il ruolo da essi svolto nel favorire l’accumulo di sabbia a ridosso della costa, evitandone la dispersione nell’entroterra e quindi la conseguente negativa azione connessa al rilevante problema, spesso in crescita, dell’erosione costiera.

    Nella stessa occasione, di cui sopra, è stata la Presidente di Legambiente Molise Manuela Cardarelli a indicare la netta contrarietà all’opera South Beach, definendola senza mezzi termini non adatta allo sviluppo turistico del Molise, non avendo bisogno di puntare su un turismo che si basi sul cemento, ma dobbiamo valorizzare la biodiversità.

    Le direttive di quanto ormai largamente definito turismo alternativo indicano con chiarezza il dover abbandonare le concentrazioni di opere e mezzi stile anni ottanta, con tutto il loro conseguente annesso degrado ambientale e sociale, ormai ampiamente e plasticamente dimostrato.

    Il turismo alternativo del futuro, da tutti ormai riconosciuto, è quello del territorio ovvero di quanti vanno alla ricerca delle particolarità, minuziosamente e topograficamente diffuse, per molti versi uniche e irripetibili, da scoprire in ogni aspetto di quegli elementi che possono essere, sia ripetitivi ovvero caratterizzanti di quel luogo in particolare, sia da scovare, di volta in volta, se non altro per meglio saper osservare le stesse meraviglie con spirito diverso e rinnovato.

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