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La Regione Molise chiede lo stato di calamità naturale. Toma: “Ci sono danni ingenti”

E' iniziata la conta dei danni nei comuni colpiti dai devastanti incendi che ieri hanno distrutto una parte del patrimonio ambientale della costa e provocato danni anche ad alcune piccole aziende. In una informativa resa questa mattina (2 agosto) in Aula il presidente della Regione ha spiegato che sarà inoltrata la richiesta al Governo

“Ci sono danni ingenti, alle cose e all’ambiente. Stamattina è stato richiesto ai sindaci interessati dagli incendi di inviare le schede con la quantificazione approssimativa dei danni”. Sono parole del governatore Donato Toma che questa mattina – 2 agosto – ha informato il Consiglio regionale dell’avvio delle operazioni propedeutiche alla richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale. Anche la Regione Abruzzo ha seguito questa strada dopo i roghi tra Ortona, Pescara e Vasto. 

Più di 50 richieste hanno interessato tutto il Centrosud: il dato è stato fornito dal capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, a Canale 5 confermando che “è stata una giornata drammatica”.

Il presidente ha ricostruito quanto avvenuto ieri nell’Aula di Palazzo D’Aimmo: “Avevamo preventivamente comunicato ai sindaci nel bollettino di vigilanza prodotto dal centro funzionale della Protezione Civile del Molise il rischio di innesco incendi a causa di condizioni meteorologiche favorevoli”, ha sottolineato. Previsioni che si sono rivelate poi esatte: i roghi sono partiti prima a Guglionesi, poi a Campomarino e a San Giacomo degli Schiavoni.

Alle 14 presso la Prefettura di Campobasso è stato dunque attivato il Centro Coordinamento dei soccorsi al quale era presente lo stesso Toma “al fine di coordinare gli interventi volti alla salvaguardia della vita e dell’incolumità pubblica delle popolazioni di Guglionesi, Campomarino e Termoli a seguito dell’attivazione di vasti incendi”, ha spiegato Toma. “Al tavolo erano presenti anche i componenti del sistema di Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, la Protezione civile regionale, la Croce Rossa Italiana”.

Nella riunione sono stati quindi coordinati gli interventi di soccorso alla popolazione “che hanno riguardato dapprima Guglionesi e subito dopo Campomarino e Termoli”.

Il presidente si è soffermato anche sulla richiesta di inviare mezzi aerei alla Protezione civile nazionale: Immediatamente si è provveduto a diramare tramite la sala operativa permanente regionale dislocata a Campochiaro la richiesta di un elicottero e di un canadair alla sala operativa nazionale istituita presso il Dipartimento della Protezione Civile secondo le procedure vigenti. Le operazioni dei veicoli hanno riguardato le aree incendiate tra Campomarino e Guglionesi. Terminate le ore a disposizione del canadair si è provveduto a richiederne un altro: partito da Gioia del Colle, il mezzo è dovuto rientrare alla base a causa di un’avaria meccanica in volo. Le operazioni di spegnimento – ha continuato Toma – pertanto sono continuate con le squadre di terra sia dei vigili del fuoco che con le squadre antincendio regionali per tutta la notte fino a stamattina quando è entrato in azione un altro canadair per le completare le stesse operazioni di spegnimento”.

La riunione del tavolo di coordinamento dei soccorsi in Prefettura si è conclusa attorno alle 3.30 della scorsa notte.

Il presidente inoltre, nella sua informativa, ha confermato che “le aree interessate dal fuoco sono in prossimità della pineta di Campomarino, in prossimità dei camping Marinelli, Corrado e La pineta. I turisti e residenti sono stati allontanati via mare mediante i mezzi navali dalla Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza e ricoverati presso l’area istituita nel porto di Termoli e presso la scuola elementare di Campomarino”.

Dal punto di vista delle condizioni di salute delle persone soccorse, ha rimarcato sempre il governatore, “non abbiamo avuto particolari problematiche: c’è stato un solo ricovero ma non era una situazione di gravità (una persona con un principio di infarto, ndr) né ci sono feriti con particolari problematiche nè deceduti. Abbiamo riportato ingenti danni alle cose e all’ambiente”.

Il presidente Donato Toma era stato accusato di silenzio e immobilismo rispetto al disastro provocato dai roghi in Basso Molise dal consigliere dissidente, nonchè ex governatore Michele Iorio.