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La notte di fuoco, distrutto il lavoro di una vita. Lacrime e rabbia degli agricoltori, pochi dubbi sul dolo. Toma: “Chiederemo stato calamità” foto

Diversi gli incendi andati avanti fino a tarda notte, immane e complesso il lavoro dei vigili del fuoco. Terreni agricoli di Guglionesi e San Giacomo distrutti dalle fiamme che si sono portate via una fetta importantissima per l'economia del territorio. Distruzione anche nella zona di Rio Vivo a Termoli. In tutto ciò il Presidente della Regione Toma annuncia che verrà chiesto lo stato di calamità

Una notte infernale, senza requie. Dopo il pomeriggio drammatico di ieri gli incendi sono continuati, e in taluni casi ripartiti, anche nelle ore notturne. Alcuni focolai sono attivi ancora stamane. L’emergenza non è finita.

GUGLIONESI – SAN GIACOMO – PORTOCANNONE

A Guglionesi nella tarda serata sono ripartiti gli incendi nelle contrade rurali, sul versante del fiume Biferno. Un fronte del fuoco che ha divorato soprattutto oliveti e si è avvicinato ad alcune abitazioni, una delle quali già investita dalle fiamme. I vigili del fuoco sono stati impegnati senza sosta in interventi molto complessi anche a San Giacomo degli Schiavoni, dove sono andate a fuoco anche alcune abitazioni e dove la situazione in serata è tornata a essere drammatica. Ma la zona estremamente estesa e i terreni impervi hanno reso tutto più complicato. Incendi vari sono andati avanti per tutta la notte (e anche nelle prime ore della mattina) a Campomarino, Portocannone (foto sotto). Una emergenza di proporzioni enormi, una notte di paura e disastri. Una notte di lavoro immane per i vigili del fuoco, anche perché è stato difficile ieri coordinare i soccorsi visti i tantissimi fronti del fuoco.

Vigili del fuoco Portocannone notte incendio

Le contrade rurali di Guglionesi, dalla parte del Biferno (contrada Pocavizio e zone limitrofe) si presentano così stamattina.

A San Giacomo degli Schiavoni la situazione stamattina è questa, con focolai ancora attivi e il bosco che arde ancora, come si vede percorrendo la provinciale che da Guglionesi arriva a Termoli, passando appunto per il piccolo paese amministrato da Costanzo Della Porta.

Il Canadair dei vigili del fuoco è intervenuto questa mattina in territorio di San Giacomo dove c’è la Metano Impianti che è controllata da molto vicino dalle squadre di soccorso, che però non riescono ad arrivare al punto di origine del fuoco via terra.

La presenza del mezzo aereo è indispensabile per spegnere il rogo che minaccia una azienda a particolare rischio che si trova nella zona artigianale di San Giacomo.

Alle 9 circa hanno avuto inizio le operazioni di spegnimento con il canadair per l’incendio di bosco vicino all’insediamento artigianale di San Giacomo. Sul posto due squadre di Vigili del fuoco, una da Campobasso e l’altra da Perugia come rinforzo. L’incendio è ancora in atto.

Il primo cittadino Della Porta, che fino all’alba è stato impegnato con le squadre anche per il rogo devastante nel bosco, commenta: “A memoria d’uomo non ricordiamo un disastro del genere. È evidente, in considerazione della tipologia e della pianificazione dei focolai, che ci sia la mano dell’uomo”.

Tantissime persone di questi territori hanno così perso hanno una importante fetta di produzione agricola, soprattutto oliveti, e dunque della loro fonte di sostentamento. Ci sono stati animali bruciati vivi dal fuoco, una mazzata senza precedenti – insomma – per l’economia agricola di questa fetta di territorio. Anche stamattina non è raro imbattersi in gente in lacrime, distrutta dal dolore, che ha perso il lavoro di una vita. Stamane gli alberi fumano ancora e il canadair dei vigili del fuoco è in ricognizione, impegnato per valutare la necessità di intervenire laddove i focolai non sono spenti del tutto e ancora minacciano patrimonio boschivo e masserie.

RIO VIVO – TERMOLI

Situazione drammatica e scenario apocalittico anche a Rio vivo, periferia sud di Termoli. Campo di palme completamente arso e terreno ancora fumante stamattina.

E poi il dramma di una famiglia che ha visto impotente andare a fuoco la propria villetta, che stamane si presenta così.

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LA RABBIA DI CHI HA PERSO TUTTO

Così un agricoltore di Guglionesi: “Abbiamo rischiato di perdere i lavori di una vita nel giro di poche ore per causa dell’incendio. Il fuoco alimentato dal forte vento ha distrutto tutto oliveti di circa 100 anni andati bruciati, mezzi incendiati, ma noi agricoli abbiamo lottato con tutti i mezzi disponibili e siamo riusciti a salvare il salvabile. Spero che questo evento ci faccia capire, a noi e all’amministrazione, quanto sia importante fare manutenzione e lavori di bonifica sulle strade. Non c’è bisogno che trinciate le cunette il mese di giugno, sono lavori che vanno fatti in inverno quando la vegetazione dorme. Vergogna per chi ha fatto questo, vigliacco!”

Diversi gli imprenditori agricoli che sostengono che non sia stata infatti rispettata la norma che impone dopo la trebbiatura del grano di mettere in sicurezza i terreni scavando lungo il perimetro dei campi il famoso canale di arresto del fuoco. E alcuni di loro hanno annunciato di avere documentazione fotografica e aerea che hanno consegnato ai forestali. Pochi dubbi circa la natura dolosa, ora sarà determinante appurare le responsabilità.

 

IORIO: IL SILENZIO DEL GOVERNATORE

C’è poi un altro aspetto, prettamente politico. Il silenzio del Presidente della Regione, Donato Toma, circa il disastro che ha messo in ginocchio il Basso Molise. Queste le parole di Michele Iorio, affidate ieri ad un post facebook dal titolo ‘L’inferno e la vergogna, due facce della stessa medaglia’.

“Sirene, urla, gente che corre. Oggi il Molise ha rischiato la tragedia. Termoli, Guglionesi, Campomarino hanno vissuto  un vero e proprio inferno. Le fiamme che divampavano davanti agli occhi impauriti dei cittadini sono state domate grazie all’intervento delle forze dell’ordine, dei sindaci in prima linea e grazie a mezzi di fortuna. In questo inferno dov’era il presidente della Regione Molise e capo della Protezione civile? Non un cenno di fronte alla chiusura delle vie di comunicazione (autostrada, ferrovia, statale). Non una parola di conforto. E pensare che l’incendio a Campomarino ha riguardato persino il demanio regionale. Un’altra dimostrazione dell’inadeguatezza di questo soggetto che si mescola alla totale assenza di sensibilità verso il nostro Molise e verso i molisani. E mentre il governatore dell’Abruzzo ha già chiesto lo stato di emergenza per i suoi territori, il governatore del Molise tace sommerso nella vergogna dimostrata ad un intero popolo”.

Oggi il Governatore in aula, in sede di Consiglio regionale, ha però affrontato la questione anticipando che verrà chiesto lo stato di calamità.

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