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Gigafactory, cassa integrazione e produzione Sevel a singhiozzo: futuro operai resta in bilico

La Uilm ha chiesto un incontro ai ministri Giorgetti e Orlando per avere chiarimenti sulle intenzioni del gruppo Stellantis: troppi i dubbi che riguardano sia lo stabilimento di Termoli che quello di Atessa

Il futuro dello stabilimento di Termoli e maggiori dettagli sulla Gigafactory annunciata poche settimane fa e il destino di circa 700 lavoratori dello stabilimento Sevel di Val di Sangro che fra l’altro sta subendo forti ritardi nella produzione per la mancanza di componenti in arrivo dalla Cina.

Ci sono diversi argomenti sui quali il futuro del settore metalmeccanico per i lavoratori del Molise non è affatto chiaro. Anche per questo oggi il sindacato Uilm ha chiesto ai ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro un incontro per avere chiarimenti riguardo le intenzioni nel gruppo Stellantis in Italia.

“Abbiamo inviato una richiesta ai ministri Giorgetti e Orlando per riconvocare al più presto presso il Ministero dello Sviluppo economico il tavolo con Stellantis, avente ad oggetto il futuro piano industriale e più in generale le prospettive produttive e occupazionali in Italia. Dall’ultimo incontro dello scorso 15 giugno sono intervenute difatti numerose novità che devono essere necessariamente affrontate e approfondite con l’azienda e con il Governo per trovare le migliori soluzioni per garantire il futuro di tutti i lavoratori italiani e le missioni produttive in tutti i siti del nostro Paese”. Lo dichiarano Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, Segretario nazionale Uilm e Responsabile del settore auto.

Infatti dopo l’annuncio della realizzazione della fabbrica di batterie elettriche per auto a Termoli, l’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares non ha fornito alcun altro dettaglio. È praticamente certo che lo stabilimento di Rivolta del Re di Termoli perderà comunque una cospicua fetta di attuali occupati, da quantificare in diverse centinaia. Ma oltre a questo si sa davvero ben poco: quando verrà realizzata la Gigafactory? Cosa succederà nel frattempo? Cosa ne sarà delle attuali produzioni, considerando che quella per il motore ibrido è ancora agli inizi?

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Tutte domande alle quali non si hanno risposte chiare, mentre le settimane di cassa integrazione si susseguono una dopo l’altra e da qualche tempo l’azienda ha avviato una politica di incentivi ai licenziamenti volontari con le prime uscite che sono già effettive.

Così la Uilm: “Fra le principali novità – sottolineano Palombella e Ficco – annoveriamo senz’altro l’importante accordo di Melfi del 25 giugno, che prevede la riorganizzazione della fabbrica e la assegnazione di nuovi modelli, l’annuncio di Stellantis della costruzione della Gigafactory a Termoli, che conferma l’impegno nel nostro Paese con importanti investimenti nell’ambito del processo di elettrificazione, e da ultimo l’aggravarsi del problema di approvvigionamento di semiconduttori, già presente nei mesi scorsi, che ora sta paralizzando l’attività produttiva, causando fermate periodiche praticamente in tutti i siti italiani”.

sevel terminal bus operai

Infatti se a Termoli il clima resta di grande incertezza, alla Val di Sangro dove sono centinaia i molisani occupati alla Sevel, le paure per il futuro sono forse anche maggiori. Nelle scorse settimane era stato annunciato uno sciopero per chiedere certezze riguardo ai 700 lavoratori precari che rischiano di essere mandati a casa nei prossimi mesi nonostante l’alto livello di produzione della fabbrica che realizza il Ducato del gruppo Fiat, ora Stellantis.

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Ma dalla fine dell’estate la Sevel di Atessa è andata incontro un altro grave problema, la mancanza di semiconduttori della Cina che rallenta fortemente la produzione. Anche su questo i sindacati chiedono maggiore chiarezza e ritengono doveroso un intervento del Governo Draghi.

“Alla luce di tutto questo abbiamo chiesto al Governo di riprendere la discussione e il confronto sul futuro di Stellantis in Italia, di migliaia di lavoratori e di un settore industriale che nei prossimi anni dovrà affrontare una importante sfida rappresentata dalla transizione ecologica”.