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Fermare ‘l’emigrazione’ della terza età: gli anziani di Petacciato chiedono una Rsa, il Comune ci pensa

Il centro anziani ‘L’incontro’ si è fatto portavoce della richiesta col vice sindaco Antonio Di Pardo: “Vitale far rimanere le persone di una certa età in paese”. Possibile la realizzazione di un project financing per una struttura da almeno 20-25 posti letto

Realizzare una Rsa, una residenza per anziani in paese. A chiederlo sono proprio loro, gli anziani di Petacciato. Lo hanno fatto tramite il centro ‘L’incontro’ che sabato 24 luglio ha rinnovato le proprie cariche e ne ha approfittato per fare un bilancio di questo anno e mezzo di pandemia che non è stato certo di immobilismo. Ma lo sguardo è proiettato al futuro, dalle tante iniziative programmate fino alla richiesta presentata al vice sindaco Antonio Di Pardo. “Far rimanere nel nostro paese le persone anziane, che hanno bisogno di assistenza sia diurna che notturna, per noi è di vitale importanza”.

Già perché in Molise le Rsa e le Case di riposo proliferano, vuoi per l’alta età media della popolazione, vuoi per l’effettiva esigenza di persone di una certa età di un’assistenza continua e qualificata, pressoché impossibile da garantire a domicilio. Le più vicine per i petacciatesi sono ‘Villa Santa Maria’ di Montenero di Bisaccia e ‘Opera Serena’ di Termoli.

Ma sono tantissimi i paesi che ne hanno una per poter dare la giusta assistenza a quei pensionati non più autonomi. “In questi giorni abbiamo avuto modo di informarci e andare in giro in alcuni comuni molisani – riferiscono dal Centro anziani di via Adriatico – ed abbiamo constatato che già si sono dotati di tali strutture: Lucito, Lupara, Civitacampomarano, Castelbottaccio con 276 abitanti”.

Insomma Case di riposo e Rsa sono sempre più numerose, perché non farne una a Petacciato, paese che conta circa 3.600 residenti?

“Una struttura del genere è già esistente ma mai funzionante” aggiungono gli anziani. Il riferimento è all’edificio realizzato anni fa in via Stati Uniti, in passato sede della Croce Rossa, della Protezione civile e di altre associazioni locali. Nel 2016 si era pensato di destinarlo a un progetto di accoglienza e integrazione migranti (ex Sprar) poi naufragato.

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Ma quell’edificio, che conta appena 9 posti letto, non è adatto attualmente a una Rsa. “Fa riflettere amaramente le condizioni di desolazione e degrado in cui versano gli spazi già edificati negli anni – commentano dal centro ‘L’incontro’ che conta 220 associati -. Pertanto abbiamo invitato l’Amministrazione comunale a pensare seriamente alla realizzazione o ristrutturazione della già esistente struttura, importante per la nostra piccola cittadina. Cercare di far rimanere le persone anziane nel nostro paese, che hanno bisogno di assistenza sia diurna che notturna, per noi è di vitale importanza, sarà il nostro obiettivo o cavallo di battaglia che porteremo avanti sempre ed in ogni momento. È un punto fermo che perseguiremo continuamente spronando l’Amministrazione comunale”.

L’idea non dispiace al Comune, che era presente alla riunione con il vice sindaco Antonio Di Pardo, il quale ha spiegato che l’Amministrazione ha ereditato la struttura di via Stati Uniti, costruita con soldi pubblici ma abbandonata e in preda ai vandali, ma che al tempo stesso per realizzare una Rsa occorrono almeno 20-25 posti letto, così da renderla redditizia per il gestore, dato che strutture di questo tipo vengono affidate in gestione e non possono restare nelle mani del Comune.

Fra le opzioni al vaglio ci sarebbe quindi la realizzazione di un project financing, vale a dire un accordo fra l’ente pubblico e un soggetto privato, per la ristrutturazione e l’ampliamento del complesso di via Stati Uniti. Al momento però resta un’idea ancora da verificare ma la disponibilità del Comune c’é.