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Dimissioni del commissario Flori Degrassi, la posizione del Forum per la sanità pubblica

La premessa è che non abbiamo alcuna simpatia per la medesima perché, pur senza alcuna certezza che avrebbe potuto risolvere gli annosi e gravissimi problemi della nostra Sanità, abbiamo più volte chiesto di incontrala, assieme agli altri Comitati nati in difesa della Sanità dei loro territori e non solo non siamo stati ricevuti ma non abbiamo avuto neanche un cenno di risposta.

Volevamo farle sapere quali fossero, a giudizio della cittadinanza che rappresentiamo, le priorità da affrontare:

  • In primis il debito sanitario che è stato e rimane la causa principale della nostra disastrata sanità e la cui conseguenza è il gran numero di morti non solo per covid,
  • La necessità di affrontare la prevista quarta ondata di pandemia ponendo subito rimedio alla grave carenza di un Ospedale dedicato esclusivamente ai malati di covid 19, liberando il Cardarelli per tenderlo di nuovo ospedale generale di I° livello, in grado di affrontare tutte le patologie, anche e soprattutto quelle tempo dipendenti.
  • Riaprire un Ospedale come quello di Larino per i malati di covid presuppone reperire medici specialisti ovunque sia possibile, con Bandi di Concorso che rendano attrattiva per i sanitari la venuta in Molise. Intendiamo Concorsi a tempo indeterminato e non a tre mesi e senza alcuna protezione come è stato fatto per gli OOSS.
  • Reperire personale qualificato per evitare di ridurre o chiudere servizi importanti come i Pronto Soccorso, e non solo, degli Ospedali in funzione : Campobasso, Isernia, Termoli ed Agnone.
  • In attesa di organizzare una vera ed efficace medicina sul territorio riaprire i pronto soccorso degli Ospedali dismessi, unica risorsa di assistenza e cura per vasti territori molisani.

Dalle pochissime notizie trapelate dalla stampa abbiamo appreso che la Commissaria ad acta, da noi chiamata la Sfinge:

  • avendo visitato l’Ospedale Vietri di Larino da Lei non ritenuto un lazzaretto, come definito dalla procura della Repubblica, e il Santo Rosario di Venafro, aveva compreso la necessità di riaprire i Pronto Soccorso;
  • Aveva imposto al Direttore dell’ASReM il compito di pubblicare i bandi di concorsi per i Sanitari;
  • e stava affrontando il problema del debito sanitario;

Sperammo, quindi, che avesse compreso quali fossero le questioni più importanti  e le accordammo una cauta fiducia.

Le sue dimissioni e le scarne dichiarazioni che le accompagnano ci confermano che sia la politica Regionale che quella Nazionale non hanno alcun interesse a vedere riorganizzata la disastrata sanità pubblica molisana e fanno capire a chi vuole capire quali sono state le vere cause delle sue dimissioni: la Regione Molise e il Governo nazionale.

La Regione Molise voleva e vuole a tutti i costi che l’incarico di commissario vada  al Presidente della Regione per continuare la politica iperliberista a favore della Sanità privata accreditata, insistendo, a tale scopo, ad indebolire quella pubblica.

Ha perciò boicottato, tramite l’apparato dell’assessorato alla sanità e dei suoi  funzionari l’azione della Degrassi, come del resto già fatto col suo predecessore, che  ci  riceveva  nel suo ufficio abbassando  il tono della voce, facendoci con ciò capire che era controllato con microspie.

Il Governo l’aveva nominata promettendole uomini e mezzi per portare avanti il suo lavoro, come fatto nel recente passato con la Calabria, non solo non l’ha supportata, ma è stato consenziente alla cancellazione da parte della Presidente del Senato. dell’articolo relativo alla riduzione del debito sanitario del Molise, inserito in un disegno di legge Collegando la Presidente del Senato Casellati di Forza Italia, attraverso Berlusconi e i suoi ministri, a Toma e Patriciello, rappresentanti di Forza Italia nel Molise, tracciamo la filiera di chi non ha voluto la cancellazione del debito.

Il mancato ricevimento da parte del Ministro Speranza che l’aveva voluta commissario ad acta nel Molise, ha fatto comprendere alla Degrassi che se non avesse voluto finire indagata, come il suo predecessore, doveva dimettersi. Sarebbe stata il capro espiatorio perfetto, come il suo predecessore: forestiera, non facente parte della politica locale, invisa quasi a tutti, con gli uffici che avrebbero dovuta supportarla contrari a lei, abbandonata dal ministro che l’aveva nominata e quindi rimasta sola come in tutti i casi legati alla cultura mafiosa.

Le avevamo chiesto di uscire dalla gabbia rivolgendo al Ministro la richiesta che, in attesa dell’espletamento dei concorsi si rivolgesse ad Emergency per tamponare, temporaneamente, la mancanza di personale sanitario come avvenuto in Calabria. Come sempre non ci ha risposto. Oggi forse capiamo anche il perché. Di fronte alla sua non risposta ci siamo rivolti ai cittadini molisani chiedendo loro di firmare una petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché chiami nel Molise Emergency. Già abbiamo raccolte moltissime firme, ma ne occorrono ancora altre migliaia. Invitiamo pertanto tutti i molisani che hanno a cuore la difesa della Sanità pubblica a firmare la petizione. E mentre è in ballo la vendita della Cattolica, operazione che appare poco chiara, chiediamo al Governo di nominare Commissario nel Molise lo stesso Gino Strada fondatore di Emergency, persona che sicuramente ha a cuore la difesa della Sanità pubblica e di qualità.

Forum per la difesa della sanità pubblica di qualità del Molise 

Il presidente Italo Testa