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Differenziata, dopo 5 anni e 5 milioni spesi ancora un miraggio per mezza città. “Soldi finiti e troppa burocrazia”

I finanziamenti europei che hanno permesso alla vecchia amministrazione di avviare il progetto sono terminati. Simone Cretella, attuale assessore all'Ambiente spiega che le gare per reperire i materiali sono molto lunghe e complesse e invita la città ad essere più responsabile. Intanto la municipalizzata Sea ha acceso un mutuo indebitandosi per altri 600mila euro

“Stiamo arrivando! Preparati!”

Sono trascorsi molti mesi da quando, davanti a portoni e cancelli d’ingresso dei condomini del quartiere Vazzieri, sono comparse queste locandine della Sea, la municipalizzata che si occupa dei rifiuti a Campobasso.

Una azzeccata campagna pubblicitaria non ha permesso alla raccolta porta a porta di arrivare ancora nella metà delle strade e contrade del capoluogo. Nonostante l’avvio della differenziata risalga a novembre 2016 quando gli effetti di quella che è stata una vera e propria rivoluzione ecologica cominciarono a vedersi al centro storico. Prima zona della città a conferire separatamente carta, plastica e vetro.

sea differenziata pubblicità

Sindaco era allora Antonio Battista, l’assessore all’ambiente era Stefano Ramundo (Pd). Al vertice della Sea c’era l’avvocato Stefano Sabatini.

I tre (meglio dirlo subito a scanso di equivoci) avevano un grosso vantaggio rispetto all’attuale amministrazione 5 Stelle: beneficiavano di vecchi e cospicui finanziamenti europei (che passavano per la Regione per essere redistribuiti ai Comuni, ndr) che gli hanno permesso di avviare le gare d’appalto per modernizzare l’isola ecologica di Santa Maria de Foras, rinnovare il parco mezzi e acquistare mastelli, cassonetti e bidoni.

Ramundo e Sabatini appena nominati dall’ex sindaco si diedero da fare per evitare che i fondi europei (risalenti addirittura all’epoca di Giuseppe Di Fabio e Gianfranco Vitagliano, rispettivamente sindaco a Campobasso e assessore all’Ambiente in Regione) tornassero indietro.

Con qualche mese di lavoro il piano industriale della Sea da 5 milioni di euro fu presentato a marzo del 2016.  Ma in cinque anni la differenziata non ha neppure superato il 50 per cento. E tolto il quartiere San Giovanni, la zona industriale e l’area di Parco dei Pini la raccolta è ferma lì dove l’aveva lasciata la vecchia amministrazione di centrosinistra.

Perché?

Simone Cretella giunta Comune Campobasso

Lo abbiamo chiesto all’attuale assessore comunale all’Ambiente, Simone Cretella il quale ha parlato “di lungaggini burocratiche per la complessità delle gare necessarie e reperire i materiali” come pure dall’assenza del fatto che “noi a differenza di chi ci ha preceduto non abbiamo a disposizione ingenti finanziamenti”.

Affermazioni che al giro di boa suonano anche come una ammissione da parte di una delle voci più radicali dei 5 Stelle campobassani di quanto articolato e difficile sia amministrare una città rispetto alla semplice opposizione. Fosse anche una opposizione propositiva come è stata per tanti anni quella dei grillini.

C’è infine un altro problema che riguarda l’assenza di collaborazione da parte dei cittadini. “A fronte di tanti comportamenti virtuosi devo dire che c’è ancora molta riluttanza ad adeguarsi al nuovo sistema tanto che la cosiddetta migrazione dell’immondizia, come pure l’errato conferimento, sono ancora fenomeni che riscontriamo molto frequentemente. Senza il sostegno fattivo della città è tutto più complicato”.

Ma una buona notizia c’è: “Tra un mese sperimenteremo i cassonetti intelligenti (quelli fissi ma con la tessera, ndr) in piazza San Franscesco dove conferiranno i residenti della zona di via Mazzini e dintorni”.

Lo stesso sistema (ma qui una data certa non c’è ancora) dovrebbe essere adottato anche nel centro murattiano dove non ci saranno le rastrelliere coi mastelli di diverso colore prevalentemente per ragioni di spazio ma anche estetiche essendo quella del centro una zona di shopping e passeggio.

Buco nero sui tempi di Vazzieri o della lunghissima via Garibaldi. E non si sa neppure quando inizieranno a differenziare in via De Pretis, Conte Rosso e Conte Verde.

cassonetti immondizia sea

L’obiettivo annunciato dall’assessore Cretella resta quello del primo trimestre del 2022. “Entro la prossima primavera contiamo di chiudere in tutta la città. Il lavoro che stiamo facendo adesso riguarda il censimento (cioè il calcolo delle utenze domestiche non domestiche) e il reperimento dei materiali”.

Fasi invisibili potremmo dire ma propedeutiche al raggiungimento dello scopo finale che è quello di un sistema di porta a porta spinto su tutta Campobasso (ad eccezione del centro murattiano). In questa mission anche il bidone condominiale che ancora viene distribuito assieme ai mastelli singoli è destinato a sparire. “Non responsabilizza i cittadini e non è utile”.

cassonetti Campobasso

I prossimi due/tre mesi dovrebbero permettere a Sea e Comune di concludere il censimento delle utenze da servire e avere – come si dice in gergo – i materiali a terra, cioè nei magazzini della municipalizzata.

Per ultimare queste fasi la Sea ha anche acceso un mutuo da 600mila euro – come conferma il direttore generale Mauro Vitolo – un po’ perché ci sono agevolazioni fiscali e tassi molto convenienti; un po’ perché già nel piano industriale del 2016 era previsto che il finanziamento da 5 milioni di euro non avrebbe coperto totalmente le spese. Insomma, una compartecipazione della Sea al progetto di raccolta differenziata era stato preventivato. Tanto che adesso sono in itinere le gare per l’acquisto dei mastelli.

E questo giustificherebbe, in parte se non in tutto, l’ulteriore indebitamento di quella che è una società partecipata al 100 per cento dal Comune di Campobasso.