Molise, Italia: contagi in frenata, ricoveri no. Dopo quasi due mesi il Covid in regione torna a fare vittime
La curva dei contagi sembra aver iniziato la lenta discesa dopo aver superato il picco. Ancora in crescita invece i ricoveri. In Molise da due settimane il bilancio è sempre di 5 nuovi ingressi e, di contro, di 3 dimissioni. Un decorso in molti casi ‘sprint’. Purtroppo dopo 52 giorni in regione c’è stato un nuovo decesso per Covid-19.
Sembra essersi stabilizzata la curva dei contagi, in Molise come in Italia, ma continuano a salire – costantemente – le ospedalizzazioni. La curva ha raggiunto il plateau – così gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità – e dopo sei settimana di crescita inizia la discesa. Quel che continua a salire invece è il numero di ricoverati e di vittime.
Il Molise – coi suoi piccoli numeri – non sembra far eccezione. Come la scorsa settimana , anche in quella dal 16 al 22 agostoal Cardarelli ci sono stati 5 ricoveri e – altresì – 3 dimissioni per Covid. Stabile dunque, rispetto a domenica scorsa, il numero di degenti (6 in Infettive e 1 in Intensiva). L’andirivieni nel reparto di Malattie Infettive è ormai una costante dall’inizio del mese corrente, laddove giugno e soprattutto luglio hanno segnato una sostanziale stasi nelle ospedalizzazioni.
Come vi facevamo notare però già 7 giorni fa, si intuisce un veloce decorso ospedaliero (e dunque della malattia) con dimissioni che talvolta seguono di appena pochi giorni l’ingresso in ospedale. Purtroppo dall’ospedale non è uscito un 74enne di Campobasso che si è arreso alle complicanze del virus e che – come si apprende da fonti ospedaliere – era stato da poco vaccinato ma con la sola prima dose. Non era dunque immunizzato.
Nella settimana appena trascorsa i contagi in regione sono stati 68 (70 e 62 nelle settimane precedenti). Stabile anche il tasso di positività, attestatosi sul 3% (3.1% e 2.9% nelle due precedenti). Di queste nuove diagnosi di infezione 16 (il numero in assoluto maggiore) si riferiscono al capoluogo, 8 a Termoli, 7 ad Isernia e addirittura 11 a Riccia. Il numero di attualmente positivi in Molise torna a sfiorare quota 200. Nella settimana presa in esame, peraltro, a differenza della precedente sono stati pochi (solo 19) i guariti. Ricordiamo che il Molise, come si evince anche dal grafico redatto dall’analista Luca Fusaro, ha l’incidenza dei contagi più bassa d’Italia.

Come dicevamo, ieri a conclusione della settimana si è dovuta registrare la morte di una persona che aveva contratto l’infezione e sviluppato la malattia, tanto da essere ricoverata. In Molise non si segnalavano decessi Covid da ben 52 giorni, da quasi due mesi. Un ‘primato’ infranto appunto ieri, quando in tutta Italia ci sono state 23 vittime. Ma sono state 319 complessivamente nell’arco dell’intera settimana, dunque in media oltre 45 al giorno. “I decessi (in Italia, ndr) sono stati in media 15 al giorno in più della settimana precedente”, così sempre gli esperti che stanno studiando l’andamento dell’epidemia e che prevedono che presto si arrivi al ‘picco’ anche di decessi.
Lo sappiamo: per quanto riguarda le vittime (e altresì i ricoverati con le forme più gravi di Covid-19) si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di persone non immunizzate dal Covid-19. I rischi aumentano con l’età (il vaccino mostra una grandissima efficacia protettiva che però scema un po’ all’aumentare degli anni, ndr), come sempre, ma non sono mancati casi di giovani vite spezzate, come nel caso della 30enne di Viareggio. E sempre una giovane donna sta lottando tra la vita e la morte in Rianimazione al Cardarelli: si tratta come noto della 36enne di Guglionesi che, dopo un primo ricovero in Infettive, è stata trasferita in Terapia Intensiva.
In Molise ci si avvicina a quota 400mila somministrazioni di vaccino, in Italia si sono superati invece i 75 milioni. In entrambi i casi circa due terzi della popolazione (anzi in Molise quasi il 70%) risulta completamente immunizzata.

Ma le autorità sanitarie sanno che la sfida più dura sarà convincere quello zoccolo duro che di vaccinarsi non ne vuole sapere. Il rischio però è quello di vivere una pandemia di non vaccinati. E sarebbe una sconfitta per tutti.


