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Lavorano con la fiamma ossidrica sulla ferrovia e provocano incendio. Due campani denunciati, rischiano l’arresto

Stando alle indagini dei Carabinieri forestali, uno dei due uomini stava lavorando con la fiamma ossidrica in un cantiere della tratta ferroviaria Isernia-Venafro. La scintilla ha originato il rogo che ha devastato una vasta area verde e minacciato capannoni industriali. La loro posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria: rischiano da 1 a 5 anni di carcere

Rischiano l’arresto i due campani che per ora sono stati solo denunciati perchè considerati responsabili dai carabinieri forestali di aver incendiato un bosco a Monteroduni. Lo scorso 29 luglio le fiamme distrussero una parte del polmone verde in località ‘Coste San Nazzaro’, oltre a tenere in apprensione la popolazione perchè arrivarono a minacciare alcuni capannoni industriali.

Una volta spento il rogo grazie all’impegno dei vigili del fuoco, che quel giorno hanno lavorato ininterrottamente su vari fronti, sono state avviate le indagini di polizia giudiziaria che si sono concluse oggi, 10 agosto, a distanza di tredici giorni dal rogo.

I carabinieri forestali hanno sin dall’inizio ripercorso l’intera zona incendiata, estesa più di un ettaro di bosco di lecci, “per la ricerca e interpretazione degli indicatori del passaggio del fuoco”, riferiscono in una nota stampa in cui spiegano come si è svolta l’attività investigativa. “Sulla base delle informazioni raccolte in ordine agli elementi che influiscono sul comportamento delle fiamme, come vento, pendenza e combustibili, si è potuta ricostruire una visione d’insieme e individuare una piccola porzione di terreno da dove era insorto l’incendio, all’interno di un cantiere allestito per la manutenzione della tratta ferroviaria Isernia-Venafro”.

La scintilla che ha innescato il rogo, come accertato dai militari, era stata originata da una fiamma ossidrica che uno dei due uomini denunciati, un operaio, stava utilizzando per tagliare alcune rotaie dismesse. Assieme a lui è stato denunciato il responsabile dei lavori.

Se l’autorità giudiziaria dovesse confermare le risultanze investigative, entrambi potrebbero essere riconosciuti colpevoli e finire in carcere. Rischiano un periodo di reclusione che va da uno a cinque anni.

“Il Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Isernia ricorda – si legge ancora nella nota – che un decreto del Presidente della Giunta Regionale ha dichiarato lo stato di grave pericolosità degli incendi dal 16 luglio al 30 settembre 2021 e stabilisce il divieto generale di accensione dei fuochi all’aperto. In caso il cittadino avvisti un incendio boschivo o comunque un incendio che interessi il contesto agrario e rurale, può segnalarlo al numero di telefono 1515 dei Carabinieri forestali”.

Se i responsabili dell’incendio a Monteroduni sono stati dunque individuati, in Basso Molise – e in particolare a Campomarino, il cui paesaggio è stato sfigurato dai roghi scoppiati – si cercano indizi ed elementi che possano servire ad individuare i piromani che hanno agito soprattutto nell’ultima settimana.