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Comuni indebitati per milioni con Molise Acque. Primiani (M5S): “Si rischia una ‘bomba’ contabile”

Dopo aver analizzato i bilanci dell'ente partecipato dalla Regione, l'esponente M5S lancia l'allarme: "Avrà serie difficoltà nell’esigere i pesanti crediti vantati". Alla riapertura dei lavori in Consiglio regionale in programma il prossimo 2 settembre, sarà depositata un’interrogazione urgente.

A suo dire i molisani rischiano l’ennesima “bomba debitoria”. E’ la conclusione tratta dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani dopo aver analizzato i conti di Molise Acque in seguito ad una richiesta di accesso agli atti. Nei bilanci dell’ente regionale c’è un lungo elenco di “crediti – parliamo di diversi milioni di euro – difficilmente esigibili” e tutto avviene in una regione che potrebbe sfruttare meglio il suo ‘oro blu: “Il Molise dovrebbe produrre ricchezza, data l’abbondanza d’acqua di cui dispone, ma non ci riesce. Siamo forse la sola regione d’Italia – argomenta l’esponente pentastellato – a disporre di più acqua rispetto al fabbisogno, tanto da cederla – se pur a prezzi irrisori – a diversi territori confinanti. Eppure, continuiamo a maturare crediti di difficile riscossione”.

Angelo Primiani

Eccoli: il Consorzio di Bonifica di ‘Casa di Guardia’ (diga di Occhito) ha un debito di circa 4,3 milioni nei confronti dell’azienda molisana.

E poi ci sono numerosi comuni molisani “ad essere indebitati fino al collo con l’azienda regionale di gestione idrica”. Primiani cita i casi più eclatanti (debiti in euro): Bojano (12,2 milioni), Venafro (3,4 milioni), Campobasso (2,4 milioni), Montenero di Bisaccia (254.566), Monteroduni (784.008), Petacciato (159.585), Riccia (170.569), Santa Croce di Magliano (746.160), Sessano (208.563), Portocannone (371.016), San Martino in Pensilis (617.456).

Inoltre, Molise Acque deve incassare al 31 dicembre 2019 dalle amministrazioni di San Pietro Infine (7.009 euro) e Santa Maria del Molise (25.231 euro).

Tra questi, sono diversi poi i comuni in cui risultano conferiti incarichi legali per il recupero crediti, mentre una parte dei comuni morosi hanno avviato delle transazioni per dilazionare i pagamenti, come San Martino e Venafro. Caso emblematico è quello di Bojano, il Comune più indebitato con ‘Molise Acque’. “Il contenzioso – ricorda Primiani – va avanti dal 1995 ed ha portato a ben due sentenze in Cassazione (nel 2016 e nel 2020), che hanno sostanzialmente dato ragione al piccolo comune: la convenzione è stata dichiarata nulla e i conti erano sbagliati.
Intanto Bojano è stata sottoposta a procedura di dissesto ed ora, nonostante le due sentenze favorevoli, sta trattando per saldare il debito. La situazione di Bojano è la dimostrazione pratica del corto circuito a cui si assiste nella gestione dell’acqua in Molise, che vede protagonista, oltre alla Molise Acque e agli enti locali, il disinteresse e l’incapacità della Regione”.

Dunque, per Primiani, “risulta evidente che l’azienda partecipata avrà serie difficoltà nell’esigere i pesanti crediti vantati. A sollevare il dubbio è lo stesso collegio sindacale dell’Azienda, che chiede invano da tempo un piano dettagliato per il recupero dei crediti accumulati”.

Il consigliere d’opposizione lancia l’allarme sulle conseguenze di questo enorme disavanzo: “Se, com’è prevedibile, ‘Molise Acque’ non riuscirà a riscuotere i crediti vantati, tanti dei quali ormai “deteriorati”, la Regione dovrà farsi carico di ripianare i debiti. E dove si troveranno tutti quei milioni?
In caso contrario, invece, come faranno i tanti Comuni indebitati a salvarsi dal tracollo? Per i piccoli Comuni molisani, anche poche decine di migliaia di euro potrebbero essere insostenibili, figuriamoci le cifre emerse. Saranno costretti ad alzare le tasse ai già vessati cittadini?”

Primiani, dopo l’accesso agli atti, ha chiesto lumi alla stessa ‘Molise Acque’. Inoltre, alla riapertura dei lavori in Consiglio regionale in programma il prossimo 2 settembre, depositerà un’interrogazione urgente.
“È assurdo – dice – che in Molise anche disporre di una risorsa preziosa come l’acqua possa trasformarsi in un dramma collettivo”.

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