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Ancora incubo incendi: dopo la costa brucia la terra delle Morge. Un chilometro di fuoco, case minacciate

Anche oggi, dopo il disastro del Basso Molise, vigili del fuoco e protezione civile sono impegnati su un'incendio che si è sviluppato nell'area centrale della regione. Necessario l'intervento del canadair

Ha appena smesso di bruciare il Basso Molise dove ancora oggi si continuano a contare i danni di un disastro che ha cancellato storia e territorio, quando da un’ottantina di chilometri di distanza arriva un nuovo allarme: brucia Pietracupa. E le fiamme si estendono fino a Salcito e Fossalto. A stretto giro comincia di nuovo la corsa contro il tempo.

Incendio Pietracupa
Incendio pietracupa

Lungo tutto la fascia che da Campomarino lido e la sua pineta passa per Riovivo e San Giacomo degli Schiavoni fino a Guglionesi, si sta osservando un paesaggio apocalittico,dove il fuoco ha cancellato i colori della vegetazione, le sfumature della terra, la vita degli animali e messo a rischio quella delle persone.

Investigatori e nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco stanno ricostruendo dinamiche e movimenti per individuare le cause e i presunti autori di questa devastazione da presentare al capo della Procura di Larino quando la miccia si accende nelle campagne di Pietracupa.

Pietracupa, Salcito, Fossalto: il fuoco corre per oltre un chilometro e arriva alle abitazioni

E il vento complica le operazioni, come il garbino che domenica 1 agosto ha soffiato forte sul basso Molise alimentando le lingue di fuoco.

Anche oggi, in quest’area interna del Molise famosa per le sue caratteristiche Morge, le attività di spegnimento delle fiamme sono particolarmente difficoltose a causa del vento di Ponente che in un attimo alimenta il rogo e lo spinge per oltre un chilometro fino a Fossalto. Il fuoco si avvicina a due case e il pericolo è rappresentato da due cisterne del gas, il primo intervento dei vigili del fuoco è proprio qui. E’ qui che si corre contro il tempo e che i pompieri riescono ad evitare il peggio.

Nel frattempo bruciano terreni coltivati e vegetazione. Il fumo si estende su tutta la zona di questa fetta centrale del Molise.

La gente ha paura, è ancora sconcertata dalle immagini della devastazione avvenuta a Campomarino, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni e Termoli. Qui le fiamme hanno divorato ettari di macchia mediterranea, vegetazione, strutture turistiche e uliveti. Non esiste più la fauna che viveva nella bellissima pineta di Campomarino: tartarughe e uccelli rimasti intrappolati nel rogo. Ci ha rimesso anche il noto ristorante Bobo, danneggiato dall’incendio.

Mentre si stanno pian piano calcolando i danni provocati in Basso Molise, ci si interroga ancora su come possa essere accaduto e perché, quando tutti gli equipaggi dei vigili del fuoco e della protezione civile, assieme a sindaci e volontari sono impegnati su un nuovo fronte.

A conti fatti, il Molise brucia da almeno 48 ore in un’emergenza senza fine. Il dispiego di forze è notevole. Il dispositivo di soccorso messo in campo è in continua allerta.

Nel caso di Pietracupa, Salcito e Fossalto è probabile che il rogo sia stato generato da sterpaglie a cui mani ignote hanno dato fuoco. Sono stati mobilitati in forze i vigili del fuoco e la protezione civile, che si sono avvalsi anche di tutti i mezzi a disposizione per cercare di spegnere le fiamme che al momento dopo ore di lavoro risultano sotto controllo. E sono passate da poco le 18 quando finalmente la situazione torna sotto controllo. Durante il pomeriggio interviene anche un canadair e gli equipaggi dei vigili del fuoco di Isernia in collaborazione con quelli di Campobasso.

0L’incendio è stato domato, il fuoco ha distrutto centinaia di ettari di coltivazione e vegetazione. Inizia anche qui la conta dei danni.