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7 dei 9 ricoverati in Molise non sono vaccinati. L’anziano di Isernia aveva ricevuto una dose ma non è morto di Covid

Vaccinati e non vaccinati tra i ricoverati: il Molise rispecchia quasi perfettamente la situazione italiana. Attualmente al Cardarelli tra i degenti Covid quasi il 78% non è stato immunizzato. L'Istituto superiore di sanità nel suo ultimo bollettino parla di 74% di ospedalizzazioni (il dato è spalmato su 30 giorni) riferite a non vaccinati. Il decesso annoverato come Covid in Molise ieri, relativo a un uomo di 84 anni e che aveva ricevuto una sola dose in quanto guarito mesi fa dal Covid, in realtà non andrebbe considerato come tale

L’86enne di Isernia deceduto ieri nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, la cui morte è stata considerata un decesso Covid, ha perso la vita per ragioni diverse dal virus.

L’anziano, che era stato vaccinato dopo aver contratto e superato il covid nello scorso inverno, e che per questa ragione aveva ricevuto una sola dose come previsto dai protocolli medici per chi ha avuto la malattia, era entrato nel reparto di Malattie Infettive in seguito a un tampone antigenico che aveva accertato la positività al virus. Tuttavia, in seguito, era stato sottoposto a due diversi tamponi molecolari che avevano entrambi confermato la negatività al Sars-Cov 2. Al momento del decesso, ieri 23 agosto, l’uomo era pertanto negativo. La morte va attribuita a gravi patologie delle quali l’anziano soffriva e a un peggioramento del quadro clinico complessivo. È stata la stessa famiglia a precisare, in qualche modo, le cause del decesso.

Decesso che nel consueto bollettino diramato dalla Asrem viene annoverato fra quelli covid in quanto l’uomo si trovava ricoverato in un reparto preposto alla cura del virus. Tuttavia oggi il chiarimento è doveroso, anche per le polemiche che stanno tenendo banco sui social media relative al fatto che l’uomo fosse appunto vaccinato. In realtà, come ormai dovrebbe essere chiaro sulla base di una informazione che riporta sistematicamente i dati delle ospedalizzazioni, il fatto di avere l’immunizzazione non è una garanzia matematica di non contrarre il virus e tantomeno di non evolvere in un quadro clinico più grave nel momento in cui lo stesso virus si va a innestare in un organismo compromesso e sofferente, quale è in genere quello delle persone al di sopra di una certa età.

Il vaccino è tuttavia una garanzia scientifica di forte riduzione del rischio di contagio e soprattutto di ospedalizzazioni e di malattia. A dimostrazione di questo ci sono anche i dati molisani, dati che al momento in cui scriviamo, oggi 24 agosto, vedono 7 delle 9 persone ricoverate con il covid all’ospedale Cardarelli non vaccinate, mentre soltanto due sono vaccinate. Precisiamo che – come emerge da fonti ospedaliere – i due pazienti vaccinati sono ultra 90enni (vaccinati con Pfizer) mentre dei restanti sei in Malattie Infettive, tutti non immunizzati, quattro hanno un’età media di circa 50 anni e non si sono sottoposti a vaccinazione per scelta. Quanto all’unico ricovero in rianimazione, riguarda una donna di appena 36 anni (non vaccinata).

La percentuale di ricoverati non vaccinati è dunque complessivamente (ad oggi in Molise) del 77.8% ma andando a scorporare i dati, suddividendoli tra i due reparti, viene fuori questo. In Malattie infettive si trovano attualmente 6 persone non vaccinate e 2 vaccinate. Dunque i non vaccinati rappresentano il 75%. In Terapia Intensiva invece, dove c’è una sola paziente e che non è stata vaccinata, la stessa percentuale è del 100%.

 

I dati molisani e quelli italiani a confronto sembrano attestare all’incirca la stessa cosa. I non vaccinati tra i ricoveri dell’ultimo mese (come riporta il bollettino di sorveglianza dell’Iss aggiornato a pochi giorni fa) rappresentano il 74%. 74% in Italia, dato simile al 77,8% del Molise.

Che i vaccini funzionino nel prevenire i contagi, i ricoveri e i decessi da Covid lo conferma infatti il consueto bollettino dell’Istituto superiore di sanità sulla sorveglianza integrata. Quelli che vi forniamo sono i dati aggiornati al 18 agosto ma sono, ancorchè datati di qualche giorno, emblematici. Da questo bollettino emerge che negli ultimi 30 giorni il 66,5 delle diagnosi di Covid, il 74% delle ospedalizzazioni (appunto), l’80% dei ricoveri in terapia intensiva e il 72,5% dei decessi nella popolazione italiana abbiano riguardato persone senza alcuna dose di vaccino.

Un dato interessante riguarda le ospedalizzazioni tra gli over 80 (come l’uomo di Isernia deceduto ieri a Campobasso). Queste sono state, per quanto riguarda i vaccinati con ciclo completo (che ammontano a 4,1 milioni), complessivamente 456. I non vaccinati ricoverati sono stati invece 331, un numero dunque inferiore ma non bisogna farsi ingannare perché la platea di non vaccinati in questa fascia di età è di sole 320mila persone. Quindi il tasso di ospedalizzazione per i no vax è – come spiega chiaramente un articolo del Sole 24 Ore apparso qualche giorno fa e dal titolo “Vaccini efficaci al 95% nel prevenire i ricoveri malgrado l’effetto paradosso” – oltre 9 volte più alto rispetto a chi è immunizzato.

Come si spiega tutto ciò? Nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica il cosiddetto “effetto paradosso” per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazione e decessi può essere simile tra i vaccinati e non vaccinati ma questo accade solo e soltanto perché diminuisce progressivamente il numero di questi ultimi. E questo effetto ora si comincia a vedere proprio nella fascia di età sopra gli 80 anni dove, giustappunto, la copertura vaccinale è più alta (è intorno al 90%).

 

“Calcolando – si legge testuale nel bollettino – a partire da questi dati il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni, si riscontra come questo per i non vaccinati sia oltre nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (103,3 vs 11,1 ricoveri per 100.000 abitanti). Analizzando allo stesso modo il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben diciassette volte più basso dei non vaccinati (0,4 vs 7,5 per 100.000 abitanti) mentre il tasso di decesso è otto volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo (12,5 vs 1,6 per 100.000 abitanti)”.