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25 anni di Noi… artisti di questa terra. Il festival ereditario che premia le eccellenze. Sul palco Simona Molinari

Quest'anno sul palco del festival di Montorio il prossimo 11 agosto Simona Molinari e Franco Arminio, lei cantautrice jazz e swing, lui paesologo campano. Il festival celebra quest'anno i 25 anni e nonostante le difficoltà legate al covid 19, riesce a premiare le eccellenze molisane nei vari campi

Nei 25 anni di onorata carriera ha premiato le eccellenze molisane che si sono distinte nei vari campi. Dal 1997 da un’idea di Antonio Molino ogni estate porta sul palco di Montorio nei Frentani i molisani che per vari motivi si sono distinti in Molise e anche al di fuori della regione d’origine. E ora che si prepara appunto a festeggiare un quarto di secolo continua a mantenere il suo entusiasmo, la sua vitalità, la voglia di riconoscere e omaggiare chi ha lavorato nei propri settori, dando qualcosa anche alla sua regione natale.

Nonostante le limitazioni, le difficoltà, le nuove regole portate da un virus che negli ultimi due anni ha bloccato manifestazioni ed eventi, “Noi.. artisti di questa terra” non si è fermato, anche grazie all’impegno di Marco Molino, figlio di Antonio, che in un certo senso ha preso in eredità un festival che ha visto nascere e con cui è cresciuto. “E’ il terzo anno che mi occupo dell’evento – racconta Marco Molino, musicista e insegnante di musica, quando manca poco alla serata con un filo di emozione – mi fa piacere e mi piace anche perché è il mio settore e per me organizzarlo è un valore aggiunto”.

montorio

A lui il compito di organizzare l’edizione del 2021, un’edizione importante ma al tempo stesso difficile per il coronavirus, “abbiamo dovuto rivedere il numero dei posti che sono stati dimezzati, bisogna entrare solo con prenotazione – spiega – dobbiamo fare attenzione al distanziamento. Tutti accorgimenti non facili, ma che non ci hanno fermato”.

Noi artisti di questa terra

Quest’anno sul palco di Montorio ci saranno due ospiti d’eccezione, Simona Molinari, cantautrice napoletana dall’animo jazz e swing, e poi Franco Arminio, paesologo campano. “Lui – racconta Marco – crede nella valorizzazione dei piccoli borghi, per questo sposa perfettamente il nostro spirito e quello della manifestazione, l’idea di portare grandi eventi culturali nei piccoli paesi”.

Locandina noi artisti di questa terra

Nel corso degli anni tanti si sono ritrovati sul palco per ricevere premi e riconoscimenti: dal ballo, al canto, passando per la musica, fino ad abbracciare la cultura in generale, l’impegno nella società e anche la scienza, come lo scorso anno che ha visto protagonista la dottoressa Francesca Colavita, ricercatrice allo Spallanzani di Roma tra le prime ad individuare il Covid.

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E poi ancora Simone Cristicchi, cantante e interprete, e sempre restando nel panorama musicale andando a ritroso anche Angelo Branduardi, Roberto Di Carlo, Tony Dallara, i Riserva Moac, Tosca, i Sonohra, Eugenio Bennato. Nella danza, oltre a Josè Greco, anche Natalia Titova e Samuel Peron. Senza dimenticare l’Orchestra Casadei, Fred Bongusto, Fabrizio Moro, Antonello Carozza e poi la cultura con Vittorio Sgarbi, Elio Germano, la comicità e la leggerezza di Nuzzo e Di Biase, l’impegno di Domenico Iannaccone.

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Quest’anno sul palco l’11 agosto nell’ambito sportivo sarà premiato il Campobasso Calcio, l’arbitro di Serie A Luca Massimi e poi i due fratelli arbitri Gianni e Giuseppe Castaldi a cui andrà il premio alla carriera, la scultrice Valeria Vitulli avrà il premio artistico. A Giuseppe Zio di San Martino il riconoscimento letterario e poi al presidente dell’Unione Carresi Pasqualino Di Bello, infine un premio ad Alberto Tombolini, fotografo di Ururi che in 25 anni ha immortalato con foto e video il festival.

Noi artisti di questa terra