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Vaccini, arriva il turno degli adolescenti. Mattia: “Ho 13 anni e non vedevo l’ora, sono stanco di aver paura”

Molise tra le prima regioni ad aver già inoculato la prima dose ai minori, domenica scorsa ne sono state iniettate 210, oggi è toccato agli altri prenotati

Come a scuola anche in ospedale, al punto vaccinale del Cardarelli, hanno fatto in modo che la prenotazione effettuata nei giorni scorsi li facesse riunire per condividere anche per quest’altra tappa della loro vita (che difficilmente dimenticheranno). Così per loro la lunga fila per accedere ai box dove saranno vaccinati si trasforma in un’altra occasione per stare insieme, per scherzare sui potenziali e ironici effetti post-vaccino  ma soprattutto per confrontarsi sull’importanza di sottoporsi a questa profilassi.

L’Asrem ha avviato la campagna vaccinale anche per la fascia compresa fra i 12 e i 15 anni. I vaccini per i ragazzi non vengono eseguiti tutti i giorni. Domenica scorsa sono stati effettuati i primi 210, oggi – sabato 3 luglio – è toccato agli altri. E l’affluenza è alta. I ragazzi (forse più dei genitori) sono impazienti di farlo, perché “siamo un po’ stanchi di aver paura – racconta Mattia 13 anni – il vaccino ci dà una sicurezza in più. Perché poi ci hanno detto che comunque dobbiamo stare attenti ma la prospettiva è comunque diversa rispetto a quando dovevamo parlare a due metri, senza neanche sfiorarci perché avremmo potuto infettare o essere infettati se fossimo stati positivi. Comunque io sono contento e lo dico a tutti i miei amici: vaccinatevi”.

“Io invece sono felice perché così quest’anno posso tornare a giocare a calcio senza interruzioni – la mette sul pratico Francesco, 13 anni anche lui –. Sono 18 mesi che non mi alleno, che non corro sul campo e quando lo abbiamo fatto in questo periodo è stato sempre tutto così distaccato. Ora la seconda dose la devo fare il 14 agosto, mi salta la gita al mare” e ride esprimendo nonostante il Ferragosto a “rischio”, tutta la sua soddisfazione per il vaccino appena fatto.

Giulia, stesso anno d’età è più addentro alla problematica: “Ho detto a mamma e papà che avrei voluto fare il vaccino e oro sono stati d’accordo. Ma so bene che questo farmaco protegge soltanto me e che devo comunque stare attenta agli altri per i quali potrei essere eventualmente contagiosa. Cambia poco con le nuove abitudini che abbiamo ormai imparato però almeno non ho più paura, non più come prima”.

A mezzogiorno la fila al Cardarelli è ancora lunga. Per ogni ragazzo c’è un genitore che lo accompagna e proprio i genitori sono quelli più ansiosi: “Anche io mi sono vaccinata – dice Chiara, mamma di Giorgia – per me non ho avuto alcuna paura anzi, ma sa… mia figlia. Non so. Temo piuttosto gli effetti collaterali, però il pediatra mi ha suggerito di sottoporla al vaccino perché i ragazzi vanno protetti in virtù anche del rientro a scuola”.

E al Cardarelli, ad accogliere la fascia 12/15 anni ci sono proprio i pediatri. Incontrano i ragazzi, fanno loro alcune domande e poi un bel sorriso per accompagnarli ai box dove bravissime infermiere procedono all’iniezione.

“E’ giusto che i nostri figli si sottopongano al vaccino – consiglia il dottore Felice Di Donato –. Dobbiamo proteggerli. Dobbiamo garantire un rientro a scuola sicuro”. In questo modo “potranno andare in vacanza in agosto con una dose e rientrare a scuola a settembre con un ciclo di vaccinazione completo”.