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Le rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

Uomini maturi

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    di don Mario Colavita

    Quanta è strana la liturgia! Nel tempo delle vacanze ci fa leggere per intero, a più riprese, il vangelo del miracolo del pane con una chiara allusione all’eucarestia.

    È strano perché il tempo di luglio-agosto molti parrocchiani si allontanano dall’eucarestia, sembrano presi solo dallo svago, dimenticando che il Signore è sempre là, ci sfama con la sua parola, con il suo corpo e sangue.

    L’eucarestia è mistero della fede, è per coloro che credono e amano intensamente il Signore Gesù, se non si crede, dell’eucarestia non capiamo nulla e la riduciamo ad una inutile e pallosa cerimonia.

    Tutti e quattro i vangeli raccontano del miracolo dei pani e dei pesci, una chiara allusione ad un altro pane, quello “buono buono”, che non finisce: l’eucarestia.

    Il vangelo di Giovanni è ricco di richiami all’antico testamento. Nell’antico il profeta Eliseo, discepolo di Elia, fece un miracolo: con 20 pani d’orzo sfamò 100 persone. Questo passò alla storia, gli ebrei ricordarono sempre questo fatto per la potenza di Adonaj e la intercessione del profeta.

    Gesù con 5 pani e 2 pesci sfama 5mila persone. Potremo dire che il gesto di Gesù è molto più forte e potente di quello di Eliseo. Ma al di là dei numeri il testo di Giovanni ci riserva delle sorprese.

    Prima di tutto Gesù invita la folla a sedere per magiare.

    Nel I secolo i signori che si potevano permettere case con la servitù mangiavano sdraiati, alla greca, come vediamo in alcuni film. I signori sdraiati e i servi portavano il cibo.

    L’evangelista attraverso questa simbologia ci vuole dire che Gesù è il nostro servo e ci dona lui stesso da mangiare.

    Dopo che Andrea ha trovato un “benefattore” di 5 pani d’orzo e 2 pesci Gesù dice: fateli sedere, in greco c’è questa espressione: fate gli uomini (antropus) adagiare.

    Il termine antropus è generico per dire ogni uomo, si siedono erano 5mila (è un numero che ricorda la pentecoste) uomini, la parola usata è andres (vuol dire uomo maturo, forte).

    Cosa significa questo gioco di termini? La condivisione del pane l’eucarestia,  rende gli uomini maturi, uomini pieni, cioè uomini liberi.

    Mi piace questa considerazione circa la maturità. L’eucarestia ci rende maturi, consapevoli che quel pane è il dono di vita che rende la vita buona. Basta capirlo, se questo pane ci rende maturi, liberi, perché non lo accogliamo più?, perché fuggiamo o lo dimentichiamo del tutto?

    Non basta dire le chiese sono vuote, nel profondo le chiese sono vuote perché non crediamo più che quel pane ci possa rendere maturi.

    Oggi parlare di maturità ad una società che pensa a tutt’altro è molto difficile. Ce l’abbiamo messa tutta a creare delle figure ibride di adolescenti invecchiati, di adulti-adolescenti e di giovani permanenti.

    C’è chi ha scritto che il novecento è il secolo dell’immaturità, il secolo di Peter Pan.

    Il culto della fanciullezza si è trasformato e radicalizzato: gli adulti sono spinti a conservare la loro giovinezza, a “pensare giovane”, a comportarsi e vestirsi come ragazzi. Il fanciullo è stato imposto come paradigma di un essere ideale.

    La nostra epoca, purtroppo, sembra vivere in un ricordo dell’adulto, la sua eclissi si fa sentire soprattutto nelle nuove generazioni che hanno bisogno di adulti e non di immaturi.

    Capiamo l’importanza di quel pane? Al tempo di Gesù non lo hanno capito, nel nostro di tempo, il pane dell’eucarestia è capito poco, desiderato ancor meno, praticato pochissimo.

    Il vangelo di Giovanni si conclude con il ritiro di Gesù dagli uomini (gli immaturi), il testo dice che lo volevano farlo re solo perché aveva riempito le loro pance di pane e di pesci.

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