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La recensione

“Umanità a Perdere”, forme di resistenza quotidiane a processi autoritari nel contesto pandemico

In “Umanità a Perdere. Sindemia e Resistenze”, volume curato dall’Osservatorio Repressione, si elabora una riflessione collettiva di come la sindemia è la relazione che esiste tra una pandemia e le condizioni ambientali, socio-economiche, politiche, il livello di istruzione, la povertà, il riscaldamento globale, il problema della perdita di lavoro, che hanno ripercussioni devastanti sulle fasce di popolazione più svantaggiate di cui ancora non si vedono tutti gli effetti, anche nei termini della perdita di vite umane. “Il virus ci ha convinti della necessità di uno sguardo più complesso non solo sulle malattie ma anche di come si agisce per rafforzare una società panottica, un disvelamento di un autoritarismo serpeggiante e velenoso” così Italo Di Sabato, Coordinatore nazionale dell’Osservatorio Repressione.

copertina umanità osservatorio repressione

“Siamo dentro un inferno neoliberista che in momento storico, segnato da una immane paura, ha reso macroscopici tutti i segni di un futuro prescritto accelerando processi autoritari e sicuritari. Lo sviluppo capitalistico mostra il suo volto e le conseguenze sui destini di tutti gli esseri viventi del pianeta. Alla paura e all’incertezza di futuro la risposta è maggior sicurezza, controllo e repressione”.

Nel primo libro curato dall’Osservatorio Repressione, “Umanità a perdere. Sindemia e resistenze” per Momo edizioni, si elabora una riflessione collettiva di come la sindemia è la relazione che esiste tra una pandemia e le condizioni ambientali, socio-economiche, politiche, il livello di istruzione, la povertà, il riscaldamento globale, il problema della perdita di lavoro, che hanno ripercussioni devastanti sulle fasce di popolazione più svantaggiate di cui ancora non si vedono tutti gli effetti, anche nei termini della perdita di vite umane.

Il Covid-19 ha dimostrato come salute e malattia vengono da lontano, dipendono dalla società e dalla struttura produttiva. Il virus ci ha convinti della necessità di uno sguardo più complesso non solo sulle malattie ma anche di come si agisce per rafforzare una società panottica, un disvelamento di un autoritarismo serpeggiante e velenoso” così Italo Di Sabato, Coordinatore Nazionale dell’Osservatorio Repressione.

L’uso dei brevetti sui vaccini a discapito dei paesi più poveri scegliendo consapevolmente di salvaguardare i paesi ricchi e le loro capacità di produrre, consumare e depredare di materie prime i paesi ai quali i vaccini sono negati, se poi si muore nelle strade come in India o Brasile poco importa. “È la logica dei dominanti che presuppone un eccesso di umanità di cui si può fare a meno: le politiche verso una umanità migrante ridotta in schiavitù la cui unica possibilità è sopravvivere nelle traversate del deserto, nei lager libici e al mare” continua Di Sabato.

Infine, ma non da ultimo, il tentativo di portare a compimento: “la sussunzione della vita intera e dell’intera cooperazione sociale alla produzione del valore stesso a livello globale. Ecco allora crescere la quantità chi è parte di una Umanità a perdere espulsa e confinata nelle periferie delle nostre città come in tutti i sud del mondo” conclude l’ex Consigliere regionale.

Il volume è il risultato di un percorso  iniziato nel novembre scorso con Salvatore Palidda, Claudio Dionesalvi, Antonio Mazzeo, Alessandra Cecchi, del portale ECORnetwork.it e Luca Trada del laboratorio politico Off Topic.  Gli autori analizzano e descrivono da un lato quanto la pandemia fosse l’occasione per accelerare, processi di controllo sicuritario politico e sociale e dall’altro le pratiche di resistenza.

Salvatore Palidda, già docente di sociologia all’Università degli Studi di Genova, ci conduce nell’inferno dei nostri tempi con La guerra alle migrazioni nel Ventunesimo secolo”Claudio Dionesalvi, mediattivista, insegnante di Lettere nella scuola media, con La scuola ibernata” ci racconta come l’impatto delle misure adottate per prevenire il contagio è stato devastante sulla paideia ed ha finito per disumanizzare la scuola; Antonio Mazzeo, Peace-researcher, con Militarismo e militarizzazione in tempi di pandemia ripercorre fatti e accadimenti di un’emergenza sanitaria, drammatica, reale, rappresentata e manipolata come un conflitto globale e totale onde assicurare centralizzazioni e autoritarismi decisionali, militarizzazioni dei territori e della sfera sociale, politica ed economica.

L’intervento di ECOR network, un portale di approfondimento e informazione sull’aggressione del profitto contro i territori di tutto il mondo e sui movimenti di resistenza, documenta con “Estrattivismo, conflitti e resistenza nel tempo della pandemia” come i promotori delle attività di maggiore impatto sull’ambiente e sulle comunità hanno approfittato della situazione creata dalla pandemia per espandersi e riorganizzarsi..

Infine con ”Crisi pandemica e capitalismo della sorveglianza”, il laboratorio politico Off Topic analizza come la pandemica sia stata l’occasione per una crescita esponenziale della digitalizzazione dei nostri comportamenti e stili di vita ampliando a dismisura il potere di controllo delle big corporation sulle nostre vite.

 

Il libro può essere richiesto inviando una mail a: info@osservatoriorepressione.info

Oppure sul sito della casa editrice Momo edizioni qui

https://momoedizioni.it/catalogo/libro/umanita-a-perdere

 

 

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