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Uccise la moglie per gelosia, lui era Cola Monforte. Ma dopo 6 secoli l’opera a fumetti di De Micheli racconta un colpo di scena

Giovanni De Micheli presenta il suo nuovo romanzo a fumetti e per farlo ha scelto il suggestivo scenario che offre il castello di Civitacampomarano.

“Otus – L’ombra del tempo sull’ultimo sguardo” è un progetto “Imago” affrontato anche dalla Regione grazie a “Molise è cultura” e che nel caso specifico ha preso forma nell’avvincente storia raccontata dalla matita di Giovanni De Micheli che quindi il 7 agosto alle 16 aprirà con la presentazione della sua iniziativa e la mostra delle opere originali di grandi autori del fumetto italiano ed internazionale.

La nuova storia di De Micheli trae ispirazione da eventi storicamente accaduti, ma rimasti, nel tempo, avvolti nel mistero: l’assassinio di Altabella di Sangro avvenuto nel 1465 a Revere (Mn) ad opera del coniuge, il Conte Cola Monforte e la sparizione di un quadro citato da Vincenzo Eduardo Gasdia, prefetto, letterato, storico e uomo di cultura, nella sua opera “Storia di Campobasso”  che, avente oggetto una conversazione sacra con 6 personaggi, avrebbe tra i ritratti quello del Conte Cola di Monforte con la sua famiglia.

È una sorta di giallo fantastico ambientato a Campobasso, Civitacampomarano e Revere (Mn), nei primi del ’900 e nella seconda metà del XV secolo. Protagonista di questa storia è un immaginario giovane Gasdia, che impressionato da questo dipinto che osservò nella Chiesa della Madonna dei Monti di Campobasso, si mette alla sua ricerca dopo aver appreso (durante la stesura dell’opera “Storia di Campobasso” prima citata) che era andato perduto, ceduto ad una misteriosa donna di Civitacampomarano.

In questo che è attualmente un piccolo borgo medievale, sorto su antichi tratturi ed estinte strade commerciali, fulcro della cultura molisana che ha dato i natali ai letterati ed eroi del fermento risorgimentale italiano Vincenzo Cuoco e Gabriele Pepe, il 21 novembre 1450, venne celebrato il matrimonio tra Cola di Monforte, Conte di Campobasso, e Altabella Di Sangro, della potente omonima famiglia nobile italiana. Nella suggestione e il trasporto passionale nel riportare fatti e antichi intrecci storici, Gasdia rivive il delitto di Revere, dove, si dice, in un giorno imprecisato del 1465 Cola Monforte, di ritorno dalla Francia, uccise la moglie per gelosia, nelle stanze del palazzo ducale dove la sua famiglia era, in quel periodo, ospite dei Gonzaga.

Un’esperienza trascendentale, condurrà Gasdia a rivedere la storia da un altro punto di vista, sul tradimento imputato ad Altabella e sulla sparizione del dipinto. Il finale lascerà aperti misteri, dubbi e discussioni sulla verità dei fatti storici come ci sono stati riportati, e rientrerà nella versione scritta dal Gasdia nella sua opera così come la conosciamo, offrendo al lettore un’intercapedine nella storia, dove cercare alternative verità nascoste.

Una storia avvincente. Ancor più deve esserlo grazie alle raffigurazioni che racconteranno fatti e misfatti, amore e gelosie, passioni e omicidi.

Non resta che andare a Civitacampomarano il prossimo 7 agosto.