Quantcast

Turismo, oltre la sostenibilità: scegliere il Molise per valorizzare la rinascita

Bellezza paesaggistica, tradizione e virtù dell’enogastronomiche: scoprire la ricchezza ambientale e culturale della nostra terra dopo le stagioni pandemiche, significa oggi qualcosa di più rispetto al pur sempre prezioso concetto di “prossimità”. Restare in questa regione per le ferie estive può rappresentare un passo importante verso il riscatto: donare linfa a quel territorio ch’è il tempio della nostra appartenenza.

Contorni di luce si stagliano dal profondo. Dopo tanto buio, un sole di nuovo alto ridisegna i profili e gli attimi, i giorni del Molise. L’estate a un passo. Il desiderio di aprire a nuovi sorrisi dopo le stagioni dell’ammutinamento relazionale dipinge una nuova enfasi, mentre famiglie, comitive, coppie, amici cominciano a programmare gli spazi vuoti sul calendario. Quando partire, dove andare. Le solite domande, in fin dei conti, da preparare prima di ogni valigia. Ma stavolta, forse, la scelta ha un’eco diversa. Questione di opportunità, di momento storico, di responsabilità. Perché esperire il turismo di prossimità, prediligendo mete locali, rappresenta adesso non solo una preziosa possibilità di scoperta, ma addirittura un atto d’amore, un monumento devozionale.

Restare in Molise significa oggi sostenere il circuito produttivo che ci sostiene, alimentare speranze di riscatto per intere realtà imprenditoriali, offrire linfa vitale a una bellezza rara, talvolta quasi completamente ignorata; una bellezza che noi per primi – nati e residenti in questa terra – dovremmo conoscere, custodire, apprezzare, coltivare.

Le elevatezze paesaggistiche, la storia e le radici culturali delle città e dei borghi, le spiagge e il mare, i monumenti e i castelli, i suggestivi panorami di montagna, le prelibatezze enogastronomiche, il nucleo spirituale ed il folklore di questa regione celebrano un patrimonio comune che appartiene a tutti noi. E al quale, inevitabilmente, anche noi tutti apparteniamo. Profondamente.

In un contesto sociale sempre più indirizzato sui binari della corsa forsennata – a un fantomatico progresso, al guadagno, ad onnivore ambizioni, a carrierismi pedestri, alla sazietà di fatiscenti frustrazioni, al desiderio del continuo desiderare, al dissetare frenetico di deprimenti egoismi – e della liquidità dei rapporti, recuperare anche solo per un attimo scenari di tranquillità, in una dimensione così affine al discernimento, può realmente regalarci l’illuminante visione di “un altro tempo”. Un tempo straordinariamente vicino alle logiche della sostenibilità e dell’incontaminato, della semplicità e del suo potere. Un tempo più lento, denso, capace di scorrere lasciandoci dentro tracce e semantiche ulteriori, consapevolezze e memorie, una nuova metafisica dei luoghi. Un tempo per celebrare la meraviglia di ritrovare noi stessi.

Per guardare a noi stessi e a questa terra con la volontà di salvare entrambi.