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Toma in Consiglio comunale: “538 mln di fondi europei al Molise”. Poi lo scontro col Pd: “Io non vendo appartamenti”

Numerose le proposte presentate dai consiglieri del Comune di Campobasso al Governatore nel corso della seduta monotematica dell'assise richiesta dal Pd sui fondi europei. Il capogruppo del Partito Democratico, Giose Trivisonno: “Si individuino poche priorità, su tutte il potenziamento dei servizi sanitari, delle reti stradale e ferroviaria e delle connessioni internet”. Il governatore replica e non le manda a dire: “Io non ho bisogno di fare politica ricandidarmi”.

Quante sono e come verranno utilizzate le risorse provenienti dall’Europa e destinate al Molise per i prossimi sei anni? Una domanda tanto semplice quanto complessa posta dal Consiglio comunale di Campobasso al presidente della Regione Donato Toma, intervenuto in assise in mattinata per illustrare l’impiego dei Fondi di coesione europei 2021-2027 (Fesr, Fse) e relativi cofinanziamenti, Fondo di sviluppo e coesione e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Sigle forse poco conosciute ai più ma che ‘nascondono’ euro sonanti, progetti, obiettivi, possibile ripresa economica. A patto che si facciano le cose per bene e che non si sprechino risorse che l’Unione europea mette a disposizione. Il consiglio monotematico era stato richiesto inizialmente dai gruppi del centrosinistra e poi sottoscritto anche dalle altre forze politiche di centrodestra.

Non solo gli interventi proposti dai consiglieri, durante l’assise civica c’è stato anche spazio per uno scontro tutto politico tra il governatore di centrodestra e il Pd. Il segnale che le manovre per le Regionali 2023 sono iniziate: alcuni degli attuali esponenti di Palazzo San Giorgio stanno preparando il terreno per tentare la scalata in Regione. E questo fa da sfondo alla polemica tra Toma e i consiglieri dem al Comune di Campobasso.

Riavvolgendo il nastro, Toma ha spiegato che per quanto riguarda i Fondi di coesione, “al Molise spetta l’1,8% del totale, ovvero 538 milioni di euro. Tante risorse, obiettivamente, assegnate perché siamo in obiettivo 1 (regioni in ritardo di sviluppo, ndr), è vero, ma in passato, fino ai primi anni duemila, il nostro Pil subì un’impennata perché erano presenti sul territorio il settore avicolo, quello saccarifero, quello della moda, che oggi non ci sono più, e lo stesso prodotto interno lordo era alterato da soldi pubblici”.

Per quanto riguarda i Por (Programmi operativi regionali), “entro fine mese bisogna inviare tutto, si tratta di un accordo di partenariato da portare in conferenza Stato-Regioni. E poi c’è il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per il quale abbiamo l’obbligo di spendere un minimo di risorse su alcuni temi: inclusione sociale e lotta alla povertà valgono per esempio il 25% delle risorse da impiegare, il 12,5% va nel capitolo ‘Europa più sociale e giovane’, il 5% sulla povertà infantile”.

“Dall’intervento del presidente della Regione mi pare di capire che c’è una grande quantità di finanziamenti ma anche di paletti – interviene il capogruppo del Pd Trivisonno –, quindi lo sforzo deve essere quello di ricondurre il tutto a una visione. La nostra è questa: la regione del futuro deve provare a invertire il saldo negativo della demografia. Senza nascita non ci sono economia e lavoro. Ma strettamente legati al tema sono i servizi sanitari, che purtroppo in Molise spaventano molti. Poi c’è il tema delle connessioni veloci ad internet. Inoltre, l’Europa spinge sulle reti ferroviarie e stradali: come Pd crediamo in una quattro corsie, magari puntando su denari nostri almeno come progettazione e programmazione per essere pronti in caso di finanziamento. E ancora, la rete idrica è un colabrodo, come facciamo a investire in agricoltura? Insomma, non disperdiamo i finanziamenti”.

“Le risorse potenziali ci sono ma vanno usate bene – rincara la dose la consigliera del Partito Democratico, Alessandra Salvatore –. Un po’ come successo per le risorse messe a disposizione l’anno scorso per potenziare le terapie intensive ma che non sono state utilizzate, come ha spiegato la Corte dei Conti lo scorso maggio. E ci si sbrighi anche col Parco del Matese”.

Temi che scaldano il governatore, il quale replica: “Io non ho bisogno di fare politica con l’obiettivo di ricandidarmi, io non faccio il venditore di appartamenti. Ho una grande passione per la mia professione. Penso che il consigliere Trivisonno abbia letto il Documento di economia e finanza, dove sono scritte nel dettaglio molte delle cose dette nel suo intervento. Alla consigliera Salvatore dico che ha affermato notizie false sull’utilizzo dei fondi covid, mentre sul Parco del Matese noi siamo pronti, è la Campania che è in forte ritardo purtroppo”.

L’intervento finale del sindaco Gravina, prima della pausa pranzo, va verso la mediazione e non la polemica: “Tutta la politica del Comune di Campobasso è stata già tradotta in linea con la politica europea, mi sarei aspettato che da alcuni consiglieri si dicesse che si sta andando in tale direzione. E parlo del Piano urbano per la mobilità sostenibile, il sostegno a persone con disabilità, la rigenerazione urbana, non siamo stati con le braccia in mano. La visione c’è eccome. Questa corsa al finanziamento va calata in interventi concreti. E poi dopo la caduta del Governo Conte, il Sud ha perso risorse. Campobasso ci sarà, come ha detto Battista, oggi c’è stato il tempo per tutti noi per capire in quale direzione sta andando il governo regionale. Noi dobbiamo vedere cosa si farà per Campobasso”.