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Siccità, sprechi d’acqua e lavori in corso: ecco perché in basso Molise c’è una grave crisi idrica

Precipitazioni scarsissime a giugno nell'area adriatica in piena crisi idrica. Un trimestre appena trascorso che ha fatto segnare un meno 70% di acqua rispetto al 2020 sul Molise centrale e poi fenomeni atmosferici violenti che amplificano la fragilità del nostro territorio e non aiutano il comparto agricolo: ecco come la siccità influenza la nostra vita. Oggi intanto quattro paesi non hanno acqua per lavori alla rete idrica di Guglionesi.

Una crisi idrica di immani proporzioni sta colpendo il Basso Molise: nel mese appena trascorso, giugno, sull’area adriatica sono caduti appena 7/8 millimetri di pioggia (neppure 8 litri di acqua per metro quadrato in un intero mese) portando ai minimi storici il regime pluviometrico. Non solo: quell’acqua, già così scarsa, è caduta in pomeriggi caldi dove poco dopo è arrivato il sole ad asciugare tutto apportando, dunque, benefici minimi alla terra e alle colture. Luglio, poi, è partito nel peggiore dei modi: ormai passiamo da una ondata di calore all’altra facendo i conti con un potente anticiclone africano e le ‘cappe’ sabbiose che sono arrivate fino a noi dal deserto del Sahara.

Rubinetti a secco

Se il quadro meteorologico è già, di per sé, molto complesso bisogna aggiungere anche i disagi provocati dai lavori in corso alla rete idrica.  Stamattina Molise Acque ha lasciato a secco i rubinetti in quattro paesi del basso Molise che sono Guglionesi, Montenero di Bisaccia, Petacciato e San Giacomo degli Schiavoni. L’interruzione del flusso, che dovrebbe essere ripristinato nel pomeriggio, si ripete a distanza di una settimana dalla precedente che si era resa necessaria sempre per un intervento alla condotta idrica dell’impianto di sollevamento di Guglionesi. Una volta ultimati questi lavori dovrebbero cessare anche i problemi per questi quattro comuni assetati che potrebbero avere presto una linea alternativa sempre disponibile in caso di rottura di quella esistente.

Lavori sulla rete idrica in pieno luglio, 4 paesi rischiano di restare a secco. E i cittadini minacciano di non pagare l’acqua

A unire i due eventi – siccità forte da un lato e interruzioni causa lavori – il razionamento di acqua per tutti i cittadini legato anche ai consumi eccessivi nelle campagne.

Se si mette a confronto il trimestre aprile-maggio-giugno dell’anno in corso col 2020 viene fuori che “c’è un deficit sul Molise centrale e l’area del Biferno del 72 per cento mentre nell’Alto Molise siamo attorno al 30 per cento” questo spiega il meteorologo Gianfranco Spensieri.

Ma a preoccupare non è solo la quantità di acqua ma anche come questa cade al suolo: “Se in 12 mesi cadevano circa 1200 millimetri di acqua oggi quegli stessi quantitativi giungono al suolo in periodi decisamente più ristretti con almeno due conseguenze gravi: gli effetti devastanti sull’agricoltura e l’aumento della fragilità del nostro terreno. Il Molise è già molto vulnerabile – pensiamo ai fenomeni franosi – pertanto ha più difficoltà nell’assorbire – faccio un esempio – abbondanti precipitazioni se queste cadono in un solo giorno e per di più in poche ore. Un conto è assorbire 30 millimetri di pioggia in un giorno, un altro conto è assorbirne 150”.

Se sull’area adriatica la carenza è ormai cronica non ci sono all’orizzonte buone notizie perché non è prevista pioggia dunque, almeno per ora, il quadro è negativo.